Quindi, ricapitolando. In principio l’Aeroporto di Reggio Calabria stava per chiudere perché “gli aerei non possono atterrare a Reggio Calabria”. Poi “volano frottole”, ma improvvisamente arriva Ryanair, rivoluziona lo scalo e ci mette anche due aerei in sosta come base notturna. Successivamente arriva anche il nuovo terminal partenze. E infine, udite udite, polemiche, veleni e interrogazioni parlamentari, che per tutta risposta producono l’annuncio di un investimento da 64 milioni di euro per il terminal arrivi, la nuova area parcheggi e altri lavori.
La Sinistra reggina oggi si impegna a polemizzare – con livore e cattiveria, come affermato da Cannizzaro – con una velocità da far invidia ai migliori centometristi, ma il tempismo è da rivedere. Ci viene da pensare: se avessero utilizzato la stessa velocità anche in questi anni, Reggio Calabria sarebbe diventata New York. Ma potremmo anche accontentarci nel pensare che almeno il ponte sul Calopinace sarebbe stato inaugurato.
Per ogni indiscrezione, voce, notizia (a volte anche non vera), l’Opposizione si spertica a farci sapere – perché si nota, anche se non vogliono farlo vedere – quanto soffra per il fatto che il rilancio dell’Aeroporto sia avvenuto grazie a Cannizzaro e Occhiuto. E sono lì, subito pronti: “avete visto? Ecco cosa hanno fatto? Tanto caos per niente. Era campagna elettorale, l’investimento di Ryanair è scaduto e ora scappano”. Balle, bugie, bufale. Chiamatele come volete. Preferiscono polemiche e veleni anziché essere contenti del rilancio della propria città. Un rilancio, va detto, che potranno anche sfruttare in futuro. Perché Cannizzaro non sarà Sindaco in eterno.
Quando l’attuale Sindaco ha ottenuto l’emendamento per l’Aeroporto tutto era meno che in odore di campagna elettorale. Anzi, era Parlamentare e pure di Opposizione, quando al Governo e alla Regione c’era la Sinistra. Lo stesso è avvenuto per l’annuncio di Ryanair e per l’inizio dei lavori dell’Aerostazione. Nulla faceva presagire a un impegno diretto per la città. E questo perché, effettivamente, non c’era alcuna manovra “oscura” politica all’orizzonte. Viene da pensare che queste dietrologie siano pensate dalla Sinistra proprio perché, forse, è il loro modus operandi. Non dimentichiamo le mezze inaugurazioni di Falcomatà, di opere non terminate, in piena campagna elettorale nell’elezione che poi lo ha portato al famoso secondo tempo.
La verità sul futuro di Ryanair a Reggio Calabria
La verità è che Ryanair non sta andando via, che crede in Reggio e si vuole ampliare (presto novità in merito). La verità è che non c’è nessun ridimensionamento, ma normali calendarizzazioni e programmazioni dei voli in base alla stagionalità, nel ragionamento che ogni compagnia compie per ogni Aeroporto d’Italia e del mondo. La verità è che il “Tito Minniti” cresce, sempre di più, e lo fa anche perché si sta investendo nell’innovazione dell’infrastruttura. Una è la conseguenza dell’altra. Si investe negli ammodernamenti per la risposta del traffico passeggeri e il traffico passeggeri cresce per l’innovazione e lo sviluppo.
Si chiamano “investimenti”. Gli stessi che la Regione ha operato per convincere Ryanair. Nulla di assurdo, è così ovunque. Le compagnie sono aziende. Vengono convinte e “acquistate”, in tutti i sensi, e poi convinte a restare anche dopo la scadenza del contratto. Solo, però, dove c’è crescita, sviluppo e visione. Non di certo dove alberga depressione, assenza e incapacità. Da “volano frottole” a “64 milioni di euro per i nuovi lavori”, il passo sembra breve, ma non lo è affatto.


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