Ho contattato Sabrina, che dopo la provocazione “Abolite questa festa” che la scorsa settimana ha fatto discutere la città, aveva colto nel segno. Con il suo messaggio, non solo aveva rilanciato un sentimento popolare molto diffuso, ma aveva dimostrato di aver compreso a fondo lo spirito provocatorio e parodistico dell’articolo originale, rilanciando l’iniziativa con la fondazione di un “Comitato dei guastafeste” già dal nome perfettamente in linea con la nostra idea. Un comitato che avrebbe potuto chiedere di “eliminare o limitare” eventi e iniziative “primitivi” rappresentando un sentimento molto diffuso in città. Ripropongo oggi la reazione di Sabrina al nostro editoriale: “La tristezza è constatare che c’è tanta gente come noi che soffre in silenzio senza poter cambiare le cose .… fossimo stati pochissimi allora non resterebbe che arrangiarsi, ma forse forse siamo abbastanza per poterci ribellare e pretendere un po’ di normalità dal prossimo anno. Fondiamo un comitato! Non ci sto a soccombere al branco di primitivi che ci circonda, solo perché sono capaci di fare più rumore di noi. Uniamoci per l’evoluzione della civiltà! Invece di proporre eventi e iniziative da fare, proponiamo quelli da eliminare o limitare. Comitato dei guastafeste“.
Nei giorni successivi, abbiamo continuato a ricevere (e pubblicare) decine e decine di testimonianze di sostegno, apprezzamento e vicinanza alla nostra posizione, che in questo weekend in molti mi hanno ribadito personalmente in giro tra le strade della città, nei locali e telefonicamente. Qualcuno ha persino stampato l’articolo per conservarlo gelosamente! A fronte di tale successo pubblico, appare doveroso alimentare il dibattito per evitare che tutto finisca nel dimenticatoio e il prossimo anno la Festa ricominci esattamente così com’è finita quest’anno, con lo stesso degrado, con lo stesso delirio, con la stessa anarchia: se davvero questo sentimento di fastidio è così diffuso, rilanciamolo con forza, se è necessario per tutto l’anno, affinchè le cose cambino davvero. Perchè non vogliamo abolire la Festa, ma cambiarla, e di fatto salvarla. Perchè se si continua così, andrà a finire che prima o poi sarà abolita davvero in quanto sta diventando sempre più pericolosa e insostenibile.
Insieme a Sabrina, abbiamo redatto un punto di partenza per fondare il Comitato dei Guastafeste. E come vedete, non siamo degli anticristo o dei distruttori sociali, e non vogliamo rompere una tradizione o svilire la fede che è l’identità di una città. Ma vogliamo evitare che questo evento si trasformi – come sta accadendo sempre peggio di anno in anno – in un incubo di disagi e problemi inflitti controvoglia a decine di migliaia di cittadini. E lo facciamo in nome della libertà.
Il Comitato dei Guastafeste, infatti, riconosce l’autorità della Curia e l’autonomia dell’organizzazione delle celebrazioni civili della Festa, dalla veglia all’Eremo alle due processioni del sabato e del martedì, come da consuetudine in coordinamento con le istituzioni dello Stato quali Prefettura, enti locali e autorità militari. Proprio per ritrovare il significato spirituale, e limitarne le degenerazioni, la Festa di Madonna del 2027 (e degli anni successivi) dovrebbe essere incentrata proprio su veglia e processioni come momenti di ritrovo comune intorno alla Santa patrona della città.
Per quanto riguarda il contesto delle celebrazioni civili, riteniamo porre alcuni paletti fondamentali. Ecco i nostri 11 punti, la prima bozza per lo statuto che oggi proponiamo alla città:
- 1 – limitare ogni tipo di attività davvero ai “4 giorni della festa“, dal sabato al martedì, comprese giostre, bancarelle e concerti (oggi tutte attività spalmate su dieci giorni, senza alcuna ragione)
- 2 – eliminare ogni tipo di ostacolo alla normale quotidianità feriale: non si chiuderanno mai più le scuole, i negozi e gli uffici. Il giorno del Santo Patrono festivo per la città è il 23 aprile per San Giorgio, ed è il 23 aprile che si chiudono le attività. I giorni di Festa di Madonna sono invece feriali e nessun servizio ai cittadini può essere sospeso.
- 3 – escluse quelle per la processione, per un paio di ore il sabato mattina e per un paio di ore il martedì pomeriggio, non dovranno essere chiuse altre strade per alcun altro tipo di evento
- 4 – i concerti dovranno essere limitati al martedì sera, ed eventualmente al sabato sera, senza alcuna chiusura delle strade, in location compatibili con la routine quotidiana della città (ad es. Piazza del Popolo, o Arena dello Stretto), con artisti scelti liberamente dal Comune ma in coerenza con i fondamenti e i principi di una festività religiosa. Se volete portare Marilyn Manson (o a maggior ragione le sue tristi e brutte copie italiane), fatelo in qualsiasi altro periodo dell’anno ma non a Festa di Madonna
- 5 – le giostre vanno spostate fuori città: proponiamo aree industriali come Campo Calabro o San Gregorio, dove chi vuole andare ha ampi spazi di parcheggio e non disturbano i residenti come accaduto negli ultimi anni. E in ogni caso per i quattro giorni della Festa. Se vogliamo un luna park serio, organizziamo un grande progetto per fare a Reggio Calabria la Gardaland del Sud: a Saline Joniche ci sono tutte le aree adeguate e sarebbe un volano turistico ed economico eccezionale.
- 6 – le bancarelle si potrebbero spostare fuori città (Campo Calabro o San Gregorio), o spalmare in un’area molto estesa del Lungomare pedonale (via Marina bassa) o del Parco Lineare Sud (comodo per i parcheggi dal Tempietto a Botteghelle). L’importante è che siano riservate ad artigianato e prodotti locali, e non siano ammassate una accanto all’altra ma intervallate da spazi pedonali comodi per l’afflusso dei cittadini
- 7 – Divieto assoluto di somministrazione di qualsiasi tipo di cibo, per attività commerciali che non lo fanno durante il resto dell’anno. Il degrado del panino con salsiccia offerto persino da centri scommesse e mercerie deve finire. Può vendere panini con la salsiccia esclusivamente chi vende panini con la salsiccia nel resto dell’anno.
- 8 – Totale eliminazione delle bancarelle che vendono mostaccioli, caramelle e frutta secca nel salotto buono della città, quindi nel centro storico e sul corso Garibaldi, compresa piazza Duomo.
- 9 – Istituire eventi culturali, quali mostre fotografiche storiche, rievocazioni teatrali, che raccontino alla città e ai turisti la vera storia di questa celebrazione, le sue origini, il suo sviluppo nel corso dei secoli, i casi più particolari durante terremoti, guerre e pandemie
- 10 – Ripensare i fuochi d’artificio con uno spettacolo dei droni luminosi e musicali che raccontano l’identità della città, il significato della festa e trasmettano ai cittadini spunti di riflessione sulla nostra comunità, di anno in anno unendo la storia all’attualità con un forte carico emotivo, dando spettacolo con uno show al passo con i tempi
- 11 – Mobilitazione di forze dell’ordine sul territorio che vada oltre l’impiego della Polizia Municipale, coinvolgendo Questura, Carabinieri e Finanza in controlli a tappeto senza alcun tipo di tolleranza nei confronti di chi dovesse violare le norme. Basterà un anno, e tutti saranno educati per sempre
- +1 – Scirubetta merita un capitolo a parte. Proponiamo di sganciare questo straordinario Festival del Gelato Artigianale, eccellenza gastronomica reggina, dalle celebrazioni mariane per istituzionalizzarlo come evento cardine nel cuore dell’estate, a luglio o agosto, prolungandolo per una settimana e correlandolo di concerti (quelli più importanti), nel periodo più adatto dell’anno. Quando fa più caldo. Quando ci sono più turisti. Merita di diventare l’evento per eccellenza dell’estate reggina.
In questi 11 punti più 1 più uno abbiamo raccolto le condizioni iniziali nate dalla condivisione di un sentimento di malessere molto più diffuso del previsto, ed emerso dopo l’articolo di StrettoWeb. Ma siamo aperti ad arricchirlo con i contributi di tutti i cittadini: scriveteci a redazione@strettoweb.com e il Comitato dei Guastafeste si arricchirà di soluzioni concrete, proposte reali da offrire ai decisori pubblici con l’unico obiettivo di migliorare la città in cui viviamo e rendere anche questi giorni di Festa più piacevoli per i fedeli, più sopportabili per gli infedeli, più sostenibili per la città.


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