Reggina, vedove di Ballarino impazzite per la partenza sprint: “sono solo due partite, non vi esaltate”. E intanto il maestro a Modica…

Reggina, tra gli allocchi dilaga la nostalgia di Ballarino: il (finto) -1 dal Siracusa, le "migliori difese" come in Italia-Marocco di Aldo, Giovanni e Giacomo in Tre Uomini e una Gamba

E’ tornato, Nino Ballarino. E loro sono letteralmente impazziti. Come un fantasma, tre mesi dopo la scomparsa definitiva da Reggio, è riapparso nella Tribuna di Modica con un accredito ospite, lui che fino a tre mesi fa era il proprietario della Reggina in serie D. E le vedove sono impazzite: oh signore, è resuscitato. Eccolo di nuovo tra noi. Il prodigio di Festa di Madonna. E così nella settimana che avrebbe dovuto esaltare la città, la prima settimana delle ultime quattro stagioni calcistiche con la Reggina prima in classifica in serie D, hanno ricominciato con la nostalgia del passato. E quanto era bello Ballarino, e quanto era bravo Ballarino, e quanto ci manca Ballarino.

Brutto, sporco e cattivo invece Claudio Lotito che in due mesi ha investito 4 milioni di euro e portato la Reggina lì dove Ballarino non ci era riuscito in tre anni, neanche per un giorno. E non ci sarebbe potuto riuscire mai, privo di denari e scarso anche nelle idee. Lotito è forte in entrambe, e lo ha dimostrato. Ha affidato la Reggina a due grandi professionisti, quali Giancarlo Romairone e Marco Marchionni, uomini di calcio di alto livello che hanno subito fatto le cose per bene. Hanno capovolto la rotta disperata dei tre anni precedenti, tanto che adesso gli orfanelli si appigliano alle quisquilie. E non ci sono i nomi nelle maglie, e non ci sono neanche le nuove maglie, e non c’è l’organigramma e fandonie varie. Per quanto ci riguarda, l’organigramma potrebbero appenderselo in cameretta o sul wc e i calciatori potrebbero giocare anche senza maglia: l’importante è che vincano. E lo stanno facendo. I nomi di Claudio Lotito (proprietà), Giancarlo Rimairone (molto più di un Direttore Sportivo) e Marco Marchionni valgono un trilione di volte in più rispetto a organigramma patinati buoni per le regalare targhe e scattarsi selfie buoni per Instagram. E i nomi di maglia in serie D non ce li ha mai avuti nessuno.

L’unica cosa che conta, al contrario, è vincere il campionato. Con tutte queste cazzate, l’organigramma, i nomi sulle maglie, il business plan, la scuola calcio, la squadra femminile (che poi neanche hanno fatto), nei tre anni scorsi hanno solo provato ad addolcire la pillola di tutti i loro fallimenti, di tutta la loro mediocrità. E ci sono riusciti, incantando gli allocchi, per tre anni. Che adesso li rimpiangono, abituati com’erano a sguazzarci in quella melma puzzosa. Ai tifosi veri, alla gente normale, non frega nulla di queste stupidaggini se la squadra vince sul campo, come sta facendo con Lotito. “Sono solo due partite, non vi esaltate, spero di darvi ragione in futuro” i messaggi dei tifosi. Ma non ci esaltiamo per due partite, bensì lo scriviamo a caratteri cubitali da mesi, da quando è arrivato Lotito, da prima che iniziasse la stagione: questa Reggina, adesso sì, vincerà il campionato e scapperà a gambe levate dalla serie D. Con tre anni di ritardo.

Perché la Reggina vincerà il campionato ed è chiaro già da luglio

La serie D non è la serie A e neanche la serie B o la serie C, dove può capitare di sovvertire i pronostici, dove i tornei sono competitivi e livellati. La serie D è un torneo ridicolo, di piccoli borghi di paese, di ragazzini che scendono in campo con vitto, alloggio e forse bene che vada mille euro al mese, coltivando il sogno di diventare grandi. Chi vince questo torneo è già noto a tutti gli addetti ai lavori ad agosto, ogni anno: basta vedere quanto è forte economicamente la proprietà, chi ha speso i soldi e chi si è assicurato quei pochi calciatori validi che fanno la differenza, abissale. Basta vedere dove vanno quei calciatori, e già si sa chi vincerà. Non serve la sfera di cristallo: che la Scafatese avrebbe stra-dominato il suo girone un anno fa era noto da agosto, così come il Siracusa due anni fa, il Trapani tre anni fa, il Catania quattro anni fa e così via. Sempre senza storia. A maggior ragione quando una big del calibro della Reggina capita (e ringraziamo ancora Saladini) in questo infimo torneo, deve farne un sol boccone. Come sta facendo adesso, con tre anni di ritardo appunto. Adesso è il turno della Reggina, ma non è un regalo del destino. Con Ballarino non sarebbe mai successo, con una proprietà forte avremmo visto questo campionato già tre anni fa.

Il fantasma di Ballarino a Modica e le giravolte di una città da psicanalisi

A Modica, Ballarino si è beccato i cori contro dei tifosi. In colpevole ritardo. Per tre anni lo hanno osannato, gli hanno tenuto il sacco. Come con Luca Gallo, “cittadino onorario“, e poi con Felice Saladini, “genio della finanza“. E che dire di Mimmo e Giuseppe Praticò, “reggini nel sangue“, come se bastasse questo a garantire i successi.

Con la vicenda Girasole abbiamo scoperto che nella Reggio Calabria del 2026 non ci si può permettere di esprimere commenti tecnici e sportivi su un calciatore perchè significherebbe “denigrarlo“, “offenderlo“, peggio ancora “massacrarlo” sotto il punto di vista umano, cosa che solo i leoni dei social hanno fatto e mai StrettoWeb. Anzi. Abbiamo sempre distinto il lato umano da quello sportivo: nella città che quindici anni fa prendeva in giro, davvero, giovani talenti come Nino Barillà e Simone Missiroli, e prima ancora Bruno Cirillo e Giovanni Morabito, adesso in serie D diventano tutti intoccabili. Nella città che contestava Lillo Foti dopo 9 anni di serie A, adesso basterebbe essere reggini per essere automaticamente dei fenomeni intoccabili da commentare calcisticamente!

Serve la psicanalisi a Reggio Calabria, perchè dopo averli esaltati per anni, ai vari Praticò, Gallo, Saladini, Ballarino, adesso gli fanno i cori contro. Adesso “chi li ha mai conosciuti“. Adesso “ve lo avevo detto io che sarebbe finita così“, ma fino a tre mesi fa erano grandi strateghi del calcio ed erano li a venerarli e applaudirli. E’ stato così anche per Saladini, per Gallo, per Praticò. Al contrario, arriva uno del calibro di Claudio Lotito e lo contestano subito. Ovviamente preferivano Rizzetta, vuoi mettere i grandi successi che sta avendo al Campobasso, altro che la Lazio dei record in serie A…

Il vero valore di Modica, PraiaTortora e le neopromosse degli scorsi anni: oggi la Reggina vince le partite che con Ballarino perdeva

A Modica è tornato il fantasma di Ballarino, che intanto in quella partita ha visto come si fa. Dal vivo. Perché qualcuno ha avuto anche il coraggio di criticare la prestazione amaranto su un campo così difficile, quando l’unica verità è che negli scorsi anni la Reggina di Ballarino una partita così l’avrebbe perduta. A Reggio sono tutti bravi a capovolgere la realtà: si esaltavano per inutili vittorie degli scorsi tornei, quando era chiaro come sarebbe andata a finire (quattro serie D perse consecutive!), e adesso sminuiscono i successi entusiasmanti di una squadra pazzesca per la categoria, già pronta per il professionismo. “Il Modica è una neopromossa“, dicono per sminuire l’avversario con cui la Reggina ha sofferto (e vinto) nella prima trasferta stagionale, senza gol subiti, dopo averne siglati 12 (sempre senza subirne) nelle prime due partite ufficiali in casa. Ebbene, le neopromosse fanno sempre bene in serie D: hanno una mentalità di gioco vincente, arrivano da un torneo vinto, cariche di entusiasmo, spesso e volentieri confermano allenatore e buona parte della squadra, presentandosi così al nuovo torneo già pronte e rodate. Tra l’altro tra la metà delle squadre di serie D, e le prime di Eccellenza, non c’è alcuna differenza. Anche questo lo dicono i fatti.

E’ così che l’anno scorso la neopromossa Athletic Palermo è arrivata quarta, da neopromossa. Due anni fa il Sambiase. Tre anni fa l‘Igea Virtus. La Reggina di Ballarino ha perso con tutte. Il Modica farà un bel campionato quest’anno, così come il PraiaTortora, altra neopromossa che è seconda in classifica con il miglior attacco del torneo (a pari merito con la Reggina, ovviamente), e che prima di prendere 7 gol al Granillo in Coppa Italia, aveva eliminato il forte Brindisi. Ma a Reggio adesso non c’è più Ballarino, e quindi le sue vedove, i suoi orfanelli, devono sminuire tutto. “Sono solo due partite, non è successo nulla“. Ma quelle partite con Ballarino le avrebbero perse! Le stesse partite con le stesse neopromosse, negli anni di Ballarino le hanno perse sul campo! Eppure ci tengono a ricordarci “quanto era bravo lui“, celebrando quel campionato “perso per un punto dal Siracusa” che è un’altra favoletta confezionata per gli allocchi. Perchè se non si fosse ritirato l’Akragas Agrigento il Siracusa avrebbe festeggiato l’aritmetica promozione già ad aprile, la Reggina sarebbe finita più indietro e gli scontri diretti (cinque sconfitte con il Siracusa in poco più di un anno) hanno dimostrato l’abisso che c’era tra le due squadre, tra le due società.

Aldo, Giovanni e Giacomo in Tre Uomini e una gamba

Oggi celebrano le “migliori difese“, per squadre – quelle di Ballarino – che non avevano attacco. Continuano a chiamare “il capitano” un calciatore che neanche fa più parte della squadra: neanche a Roma con Francesco Totti. Sembra la scena di Italia-Marocco in Tre Uomini di una Gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo: gol pazzeschi, parate miracolose. E poi “peccato che abbiamo perso 10-3″.

Tre uomini e una gamba

I fatti dicono che la Reggina ha vinto tre partite su tre nell’unico modo in cui può e deve fare la Reggina in serie D, come diciamo da tre anni: dominando, segnando caterve di gol, mantenendo la porta inviolata. 13 gol fatti e zero subiti, abbiamo già scritto quanti mesi c’erano voluti nei tre anni scorsi a fare così tante reti che qui abbiamo visto in tre partite. E la squadra da sola in vetta al campionato, mai successo (neanche in compagnia) nei tre anni di Ballarino. Questi sono i fatti, e non avevamo la sfera di cristallo quando a luglio scrivevamo che questa Reggina avrebbe stravinto il campionato. Lo farà. Così come non avevamo la sfera di cristallo quando nei tre anni scorsi, a luglio, scrivevamo che non c’era niente da fare. Solo gli allocchi ci credevano, poi com’è andata? Eppure quello schifo continua a mancargli: chissà che combineranno quando ci sarà il primo pareggio… apriti cielo! Fino all’anno scorso li applaudivano anche nelle sconfitte. E hanno il coraggio di dare lezioni di coerenza e integrità. In fondo li adoriamo: senza, saremmo privi di spunti creativi. Li prendiamo in giro, e ci regalano centinaia di commenti eccitati, con profili veri e falsi, incrementando la crescita e l’interesse, il traffico e i risultati, della nostra testata. Grazie di esistere.

La parte sana di città e tifoseria, intanto, se la gode tutta la Reggina di Lotito. La Reggina che è finalmente tornata forte, libera e vincente. La Reggina che finalmente ha ripreso la strada per tornare grande e non vuole più guardare al triste passato recente. Forza ragazzi, continuate così!