Reggina, che meraviglia! Non serviva la sfera di cristallo, con Lotito è un grande show! E dalla Curva un’altra medaglia per StrettoWeb

La Reggina di Lotito è devastante: 5-0 all'esordio in campionato con il Licata sette giorni dopo il 7-0 di Coppa Italia al PraiaTortora di domenica scorsa. Al Granillo 12 gol in 7 giorni, non era mai successo prima nella storia

La Reggina di Claudio Lotito è subito un grande show, e non serviva la sfera di cristallo per prevederlo: su StrettoWeb lo ripetiamo convinti da settimane, e adesso lo stanno dimostrando i fatti sul campo. La stagione sportiva del nuovo corso amaranto è iniziata con due vittorie consecutive nelle prime due gare ufficiali: il 7-0 al PraiaTortora in Coppa Italia e il 5-0 al Licata in campionato. Dodici gol in sette giorni al Granillo non si erano mai visti nella storia, per una Reggina che già batte nuovi record. Il confronto con la precedente gestione di Ballarino è impietoso: per arrivare a quota 12 gol fatti in partite ufficiali tra coppa e campionato, l’anno scorso la Reggina ha impiegato 13 partite. Due anni fa 9 partite. Tre anni fa addirittura 14. Adesso semplicemente due! D-U-E, 180 minuti! In questi numeri il confronto tra la nuova gestione targata Claudio Lotito e la vecchia guidata da Nino Ballarino: non c’è bisogno di ulteriori commenti.

Se a questo aggiungiamo la porta inviolata, quindi zero gol subiti, e i primi dati della classifica, il quadro è completo: dopo una sola partita, la Reggina ha infatti già 8 punti di vantaggio sul Trapani di Antonini, considerato (erroneamente) da alcuni il principale rivale degli amaranto per la promozione. Non bastassero i cinque punti di penalizzazione, il Trapani ha infatti esordito con un clamoroso tonfo in casa prendendo quattro sberle dalla Vibonese. E’ lo stesso Trapani dello stesso Antonini che tre anni fa a ottobre aveva già 11 punti di vantaggio sulla Reggina di Ballarino. Anche qui, non serve aggiungere altro. Non troviamo le parole per paragonare le due differenti gestioni amaranto, se non fare parlare i fatti. I numeri. I dati.

La Reggina strapazza la serie D: sarebbe dovuto accadere tre anni fa

Quello che sta succedendo quest’anno è semplicemente la normalità che dovrebbe succedere alla Reggina in serie D: una volta ripartiti dalle ceneri di un fallimento in un torneo così infimo, un club blasonato e glorioso come quello amaranto ne avrebbe dovuto fare subito un sol boccone dominando in modo travolgente tutte le partite. E’ ciò che sarebbe accaduto se Brunetti avesse scelto Bandecchi tre anni fa, è ciò che è successo a tutte le altre squadre paragonabili alla Reggina che si sono trovate nella medesima situazione: il Perugia nel 2011, il Siena nel 2015, il Parma e il Venezia nel 2016, il Bari, l’Avellino e il Cesena nel 2019, il Palermo nel 2020, il Catania nel 2023. Unica eccezione, la Reggina di Ballarino che non solo non è riuscita a risalire il primo anno, ma è rimasta addirittura tre anni consecutivi a marcire nei dilettanti collezionando umiliazioni e figuracce che sarebbero continuate in eterno se quest’anno non fosse arrivato Claudio Lotito, su pressing del neo Sindaco Cannizzaro.

In tale contesto, bisogna evidenziare come nelle prime due partite stagionali non abbiano ancora esordito alcuni dei più importanti colpi di un calciomercato che il nuovo DS Giancarlo Romairone ha evidentemente compiuto non solo pensando a questa stagione, ma anche mettendo le basi per il prossimo anno. Non c’è alcun dubbio, infatti, che la società stia già lavorando – e Lotito lo ha detto pubblicamente – per essere subito competitiva già il prossimo anno in serie C per tornare immediatamente in serie B. Le uniche due squadre che nella storia del calcio italiano sono riuscite a compiere il doppio salto dalla serie D alla serie B sono state Venezia e Parma, entrambe tra 2016 e 2017, ma non erano nel girone C di serie C, spesso e volentieri il più difficile e competitivo (dove, infatti, non ci è mai riuscito nessuno, tra cui club di importanza, storia e blasone di gran lunga superiore a quello della Reggina come Palermo e Bari, o altri simili come Catania, Salernitana, Foggia, Avellino, Catanzaro, Cosenza e Benevento).

Che già ci troviamo a parlare di questo dopo una sola partita di campionato non è follia: con questa società e l’organico a disposizione, questo campionato sarà una vera e propria passeggiata di salute. E noi abbiamo bisogno di nuovi spunti, di qualcosa di bello da raccontare oltre quelle che stanno già diventando banali goleade domenicali. Dobbiamo abituarci, e già il sentiment delle giornate con le partite è completamente diverso per i tifosi rispetto ai tre anni precedenti quando lo scoramento era tale che la giornata già iniziava col nervosismo dato dalla consapevolezza che quella squadra avrebbe fatto venire i nervi. Adesso, invece, ogni domenica sarà una festa. Non mancherà di certo qualche momento meno brillante, magari anche difficile, qualche pareggio, forse anche una sconfitta isolata, qualche difficoltà. Ma la società è attrezzata per superarla agevolmente: fa enorme piacere vedere Reis subito così indemoniato e decisivo. E’ considerato il 5° attaccante dell’organico per importanza, il suo arrivo è stato accolto con grande scetticismo da chi si aspettava i soliti nomi buoni per le figurine, e invece sta dimostrando la bontà delle scelte di un club che guarda al concreto e sa sorprendere. Mai, nei tre anni precedenti, la Reggina ha avuto un attaccante forte come Reis, che sarà anche il 5° del reparto di quest’anno, e ciò basta per capire l’abisso che c’è tra questa squadra e le precedenti.

Dopotutto, se i calciatori sono questi e non i loro predecessori, se l’allenatore è un certo Marco Marchionni e non i vari Pergolizzi o Torrisi, se il DS è un tale Giancarlo Romairone e non i vari Pellegrino e Bonanno, tutto questo dipende solo ed esclusivamente dalla nuova proprietà: solida, forte, ambiziosa, concreta, facoltosa, preparata, competente. Che ha affidato la guida tecnica a gente di calcio, e di un calcio di livello superiore. Come Marchionni e Romairone, appunto. Il pubblico sta rispondendo alla grande: oltre 5.200 spettatori alle 15:00 di una domenica estiva, con le spiagge ancora affollate. A differenza degli scorsi anni, vedremo questo numero crescere vertiginosamente nel corso della stagione. Con il trascorrere dei mesi, negli scorsi anni lo stadio si svuotava. Quest’anno si riempirà fino alla riapertura della vecchia gradinata, la Tribuna Est. Fino alla festa finale: non sarà più neanche “ci vediamo a maggio“, perchè l’aritmetica arriverà molto prima. E quest’anno saliranno tutti sul carro di chi – come al solito, per l’ennesima volta – non ci aveva capito nulla.

Dalla Curva l’ennesima medaglia a StrettoWeb

A tal proposito, dalla Curva Sud ieri è arrivata l’ennesima medaglia a StrettoWeb. Uno striscione elegante, profondo, carico di significato e dallo stile intellettuale, con il classico Fasciofont ereditato dai movimenti ultras italiani, che ci riempie di orgoglio. Non solo per la lunga e autorevole lista di predecessori nell’universo giornalistico locale e nazionale, ma anche e soprattutto per i retroscena. Pensavano che ci saremmo strappati le vesti, quando in settimana ci avevano scritto che avrebbero fatto uno striscione “contro” di noi. Ma non viviamo per l’apprezzamento degli ultras. Fate pure. Si commenta da solo: quattro parole di insulti e offese. Una medaglia. La differenza è che noi, quando facciamo il nostro lavoro e scriviamo ciò che pensiamo, ci mettiamo la faccia: nome, cognome e attributi. Inoltre, motiviamo sempre idee, opinioni e posizioni senza mai scadere in offese e insulti. Quando la scorsa settimana avevamo scritto un editoriale intitolato “perchè alcune frange della tifoseria contestano la nuova società vincente dopo aver sostenuto per tre anni la precedente proprietà perdente?“, evidentemente, avevamo colpito nel segno. Quegli stessi tifosi che dopo aver tenuto il sacco a Ballarino per tre anni di imbarazzanti umiliazioni, adesso hanno accolto Claudio Lotito disertando la presentazione del Lungomare ed esponendo uno striscione di contestazione nella prima partita ufficiale (già, quella vinta 7-0). “Siamo la città di quelli che sorpassano in curva con la doppia linea continua, e se la prendono con chi viene dalla corsia opposta” mi ha scritto dopo lo striscione di ieri uno dei pochi colleghi che in questi anni ha mantenuto la schiena dritta.

E’ un film già visto nel corso degli anni: nessuno dimentica gli striscioni e i blitz notturni al Sant’Agata contro Pippo Inzaghi e i suoi splendidi ragazzi che giocavano da mesi senza gli stipendi mentre la Curva credeva alle favole della società di Saladini e si scagliava contro la squadra. Poi continuando a credere alle favole di Saladini, se la sono presa con Gravina. E così la Reggina è finita in serie D, dove con Ballarino (che loro stessi avevano preferito a Bandecchi, in piena sintonia con Brunetti) sarebbe rimasta in eterno senza l’arrivo di Claudio Lotito. Adesso potranno anche continuare ad esporre tutti gli striscioni del mondo, ma l’unica cosa che ci interessa è ciò che succede in campo: una Reggina finalmente forte, travolgente, entusiasmante, emozionante e soprattutto vincente. Una Reggina che restituisce ai tifosi e alla città senso di orgoglio e appartenenza, dopo anni di buio in cui – a proposito di medaglie – possiamo andare fieri di non essere mai stati complici di quel disastro sportivo che rimarrà sempre tristemente scolpito nella storia. E che adesso, per fortuna, fa parte del passato. Una nuova era amaranto è iniziata, ed è una nuova era di gioie, successi e soddisfazioni. Lo scriviamo da settimane e lo sta confermando il campo, così come per tre anni avevamo scritto che con quella società non ci sarebbe mai stato nulla di buono. I giornali e giornalisti intoccabili? Solo quelli che per tre anni hanno fomentato gli allocchi accompagnando la narrativa di una “grande Reggina” mentre piombava nel buio della storia, e adesso contestano chi restituisce trionfi e successi. Complici del disastro, avversi a successo. Tutto normale, nella città di quelli che sorpassano in curva con la doppia linea continua, e se la prendono con chi viene dalla corsia opposta.