Reggina, la verità sui fratelli Girasole: fact-checking su cosa abbiamo scritto in questi 3 anni su StrettoWeb, i fatti hanno confermato tutto | DATI

Oggi, nel 2026, una Reggina schiacciasassi guidata da Claudio Lotito domina il campionato, mentre sui social riemerge il vizio degli ignoranti di stravolgere la realtà. La vittoria di Modica firmata da Rosario Girasole è l'occasione perfetta per smascherare le bufale dei soliti analfabeti funzionali: ecco le prove inconfutabili di come StrettoWeb avesse inquadrato perfettamente la differenza sportiva tra i due nipoti dell'ex sindaco Brunetti già tre anni fa

Oggi, lunedì 14 settembre 2026, ci troviamo ancora una volta costretti a fare i conti con un piccolo manipolo di tifosi e commentatori in mala fede, veri e propri analfabeti funzionali che popolano i social network con l’unico scopo di gettare fango gratuito su StrettoWeb. La colpa della testata giornalistica che mi onoro di dirigere? Aver sempre raccontato la verità. Dopo la pesantissima vittoria per 0-1 ottenuta ieri dalla Reggina sul difficile campo di Modica, terza vittoria consecutiva stagionale dopo il roboante 7-0 al PraiaTortora in Coppa Italia e il 5-0 al Licata all’esordio in campionato, sui social si è scatenata una stucchevole polemica. A decidere il match in terra siciliana è stato Rosario Girasole, che non solo ha siglato la rete decisiva, ma ha anche salvato un gol fatto sulla linea di porta nei minuti finali.

Ebbene, i soliti allocchi e ignoranti hanno iniziato a commentare le nostre pagelle e i nostri articoli chiedendo con tono di scherno se anche lui fosse nipote del Sindaco, accusandoci di ipocrisia perché oggi ne esaltiamo le gesta mentre in passato avremmo “massacrato” la sua famiglia. Questa narrazione è non solo falsa, ma capovolge totalmente la realtà dei fatti storici, sportivi e giornalistici. È giunto il momento di un durissimo e definitivo fact-checking per rimettere le cose al loro posto, dimostrando, documenti e articoli alla mano, che il tempo e il campo, giudice supremo del calcio, ci hanno dato clamorosamente ragione.

La differenza abissale tra Rosario e Domenico Girasole: cosa scrivevamo già nel 2023

Per smontare le tesi di chi oggi prova a darci lezioni di giornalismo, basta riavvolgere il nastro e tornare al 20 settembre 2023. In quell’estate turbolenta, la Reggina era appena sprofondata nell’inferno dei Dilettanti e l’allora sindaco f.f. Paolo Brunetti aveva compiuto la controversa scelta di affidare la gloriosa storia amaranto al maestro di scuola elementare catanese Nino Ballarino, preferendo il progetto de La Fenice Amaranto a cordate imprenditoriali oggettivamente più solide. In quel clima di restaurazione e sospetti, la neonata società metteva subito sotto contratto Domenico Girasole, 23enne difensore nipote diretto del primo cittadino. In un nostro articolo di cronaca, evidenziavamo giustamente l’inopportunità di quell’operazione, ma in quello stesso pezzo, parlando del fratello minore Rosario, scrivevamo testualmente: “A proposito di nipoti di Brunetti, da evidenziare che nei giorni scorsi il più giovane Rosario Girasole, fratello di Domenico, appena 17enne, ha firmato con la Ternana. Nel caso di Rosario si tratta di un ragazzo dal potenziale esplosivo: lo scorso anno è stato il Capitano degli Allievi della Reggina Calcio con cui – da difensore – ha siglato ben 8 reti. E con l’arrivo della Fenice, lui è andato subito via“. Leggete bene le parole: ragazzo dal potenziale esplosivo. Di Rosario, su StrettoWeb, abbiamo sempre e solo parlato in termini entusiastici. Già tre anni fa. Per lui il problema della raccomandazione politica non si è mai neanche posto. A differenza del fratello maggiore, Rosario, che era già uno dei migliori talenti del vivaio del Sant’Agata, una volta fiutata l’aria disastrosa all’arrivo di Ballarino, ha avuto l’intelligenza e la forza di fuggire a 17 anni verso la Primavera di una squadra di Serie B come la Ternana proprio nel momento in cui lo zio affidava la squadra agli amici della Fenice. Si è sottratto alle ombre, ha fatto il suo percorso ed è tornato a Reggio Calabria solo l’anno scorso, a 19 anni, non per amicizie, ma per meriti sportivi incontestabili.

L’arrivo inopportuno di Domenico alla Fenice e i finti moralisti del web

La storia di Domenico Girasole, calcisticamente parlando, è sempre stata diametralmente opposta, e noi abbiamo avuto il solo torto di averla raccontata senza i filtri del perbenismo ipocrita. Come spiegammo in un lungo editoriale del 21 settembre 2023, la nostra non è mai stata una critica alla persona. Domenico è un bravissimo ragazzo, di ottima famiglia, che ha vissuto drammi personali importanti e al quale abbiamo sempre garantito il massimo rispetto umano. Ma il calcio professionistico e semiprofessionistico non è un’opera di carità, è competizione feroce. E i fatti crudi del 2023 dicevano che Domenico non stava affatto “scendendo di categoria per amore della maglia“, come i corifei della vecchia dirigenza volevano far credere ai creduloni della città. Domenico era uno svincolato, di fatto disoccupato, reduce da una rescissione contrattuale con il Potenza e da visite mediche non superate con la Lucchese a causa di un grave problema al ginocchio. Il suo arrivo nella società appena “partorita” dallo zio sindaco era un fatto politicamente inopportuno e sportivamente rischioso. Noi scrivemmo semplicemente la verità, affrontando orde di fanatici pronti a difendere il nuovo padrone di turno a prescindere da ogni logica. Sottolineammo che il ragazzo era infortunato, e infatti per vederlo in campo si dovette attendere la fine di ottobre di quell’anno, alla decima partita di campionato, confermando in pieno le nostre anticipazioni sanitarie e sportive sulle quali molti sedicenti esperti ci avevano infangato.

Il circo del 2024: un gol inutile celebrato in modo spropositato

Il picco del ridicolo in questa vicenda si raggiunse il 15 gennaio 2024. In una stagione disastrosa, con una squadra lontanissima dalla vetta e già fuori da ogni obiettivo credibile, Domenico Girasole segnò il suo primo gol in amaranto nella vittoria casalinga contro l’Acireale. Un momento di piccola e anche comprensibile soddisfazione personale, con una toccante dedica al padre scomparso che ci commosse sinceramente e che riportammo con enorme delicatezza. Tuttavia, la dirigenza dell’epoca, capitanata dall’allora Ds Maurizio Pellegrino, decise di strumentalizzare quel momento intimo per attaccare la stampa libera. Pellegrino scrisse sui social commenti deliranti, parlando di “favola da raccontare ai bambini” ed esigendo scuse pubbliche verso chi, a suo dire, aveva infangato il ragazzo. Come rispondemmo all’epoca nel nostro pezzo intitolato “Il nipote di Brunetti ha vinto il Pallone d’Oro e non lo sapevamo“, noi non dovevamo scusarci di nulla. Non avevamo inventato l’infortunio, non avevamo inventato il suo status di svincolato e soprattutto non avevamo inventato la mediocrità di un campionato di Serie D in cui la Reggina arrancava a meno quindici punti dalla vetta. In quelle tre stagioni sotto la gestione Ballarino, Domenico Girasole è stato titolare inamovibile, collezionando 28 presenze il primo anno, 32 il secondo e 34 il terzo, realizzando 12 reti totali. Sempre nei Dilettanti, in prestazioni costellate da errori difensivi pacchiani, vere e proprie papere e amnesie tattiche che hanno confermato il nostro giudizio tecnico: Domenico è un discreto calciatore per squadre di media classifica nei Dilettanti, ma non adeguato per chi deve vincere il campionato. Oggi, a 26 anni, nel pieno della maturità sportiva, la sua dimensione si è confermata quella. E infatti nella corazzata di Lotito, non è più titolare!

Il verdetto inappellabile del 2026: la Reggina di Lotito certifica la verità

A spazzare via definitivamente le chiacchiere e i complottismi dei social network è arrivata la stretta attualità sportiva di questa esaltante stagione 2026. L’ingresso in società di una proprietà forte, solida e ambiziosa come quella di Claudio Lotito ha cambiato radicalmente gli orizzonti del calcio in riva allo Stretto. E con la costruzione di uno squadrone vero, affidato a mister Marchionni, le gerarchie tecniche sono state spietatamente, ma giustamente, ristabilite. Nella nuova e fortissima Reggina che macina vittorie, domina il gioco e guida la classifica in solitaria, Domenico Girasole non è più un titolare. Nelle prime tre uscite ufficiali della stagione non è mai partito dal primo minuto, subentrando solo per pochi scampoli di gara a risultato già acquisito contro il Licata. Questo dimostra che quando l’asticella della qualità si alza e l’obiettivo diventa vincere senza alibi, lui scivola inevitabilmente nelle retrovie come dignitosa riserva. Al contrario, il talento cristallino di Rosario Girasole, oggi ventenne, brilla di luce propria. È un under titolare inamovibile nello scacchiere di Marchionni, gioca con la personalità di un veterano e ieri a Modica ha regalato tre punti d’oro alla squadra. Lo avevamo battezzato come “potenziale esplosivo” nel 2023, e oggi i fatti calcistici confermano la nostra totale lucidità di analisi, seppur sempre nel contesto della serie D.

Il giornalismo libero contro il tifo cieco

Oggi, guardando la rosa della Reggina, ci accorgiamo che dell’epoca Ballarino sono sopravvissuti solo tre o quattro elementi. Tra questi, spicca la parabola dei centrocampisti Laaribi e Porcino. Fino all’anno scorso venivano osannati come i migliori del reparto, titolari inamovibili di una squadra perdente. Oggi, nel centrocampo di qualità costruito dalla nuova proprietà, sono delle semplici alternative in panchina, e quando subentrano si nota visibilmente l’abbassamento del tasso tecnico della squadra. L’unico sopravvissuto a essere stabilmente in campo, oltre all’incognita del portiere under Lagonigro, è proprio Rosario Girasole. Questo abisso tra il passato e il presente dimostra la distanza siderale tra la mediocrità di ieri e la mentalità vincente di oggi. I giornalisti, gli addetti ai lavori e gli osservatori non hanno il compito di fare i tifosi col megafono, né di leccare il sederino a presidenti, direttori sportivi o sindaci. Il nostro dovere, per il vero bene del calciomercato e delle ambizioni della Reggina, è denunciare i problemi, raccontare i fatti per quello che sono, criticare quando le scelte non sono all’altezza e applaudire quando il campo decreta il successo. Noi su StrettoWeb lo abbiamo sempre fatto, mettendoci la faccia contro le orde di odiatori da tastiera. Rosario Girasole sta incantando Reggio con il suo talento puro, e noi siamo i primi a esaltarlo con assoluta coerenza, esattamente come fummo i primi a credere in lui tre anni fa. Domenico Girasole si è rivelato un calciatore normale per i dilettanti e non il fenomeno dipinto dai cortigiani, e oggi siede in panchina. Era tutto vero. Mettetevi l’anima in pace, smettetela di distorcere la realtà e imparate a leggere, oltre ai nostri articoli, anche le verità inappellabili che solo il rettangolo verde sa regalare.