Il dibattito intorno agli ultimi episodi legati alla Curva Sud del Granillo continua a far discutere il mondo dei tifosi della Reggina. Dopo lo striscione apparso ieri allo stadio e rivolto a StrettoWeb, un sostenitore amaranto ha scritto alla redazione per esprimere il proprio punto di vista e prendere le distanze dai contenuti esposti. Domenico, questo il nome del tifoso autore della lettera, racconta di non riconoscersi più nelle modalità adottate da una parte della tifoseria organizzata e spiega di essersi trovato coinvolto nell’esposizione dello striscione senza conoscerne preventivamente il contenuto. Una situazione che lo ha portato a manifestare pubblicamente il proprio dissenso.
Nella sua lettera, il tifoso richiama quanto accaduto nelle ultime settimane e sottolinea la propria distanza rispetto ai messaggi comparsi sugli spalti. “Spettabile redazione, scrivo in relazione a ciò che sta accadendo in curva Sud da un po’ di tempo a questa parte ed in particolare dopo le ultime due domeniche, con l’esposizione di alcuni striscioni/messaggi che in maniera esaustiva avete argomentato con i vostri articoli”. Domenico rivolge anche un appello alla nuova società amaranto, chiedendo la possibilità di riaprire altri settori dello stadio per consentire una maggiore libertà di scelta ai tifosi. “Vorrei formulare una richiesta da girare alla nuova dirigenza (anche se conosco la risposta: “bisogna aspettare il prossimo anno”! ): aprite prima possibile gli altri settori!”.
Il tifoso spiega quindi la propria posizione, distinguendo il sostegno alla squadra dalle iniziative che ritiene non rappresentative del mondo amaranto. “Questo tifo non mi appartiene più! Fin quando ci si limita a tifare, ad esultare e organizzare coreografie spettacolari (che ci hanno fatto conoscere in tutta Italia sin dai primi anni ’90, e non solo in serie A!), sono il primo a sostenerli e a contribuire! Ma quando mi vedo “complice” di messaggi che assolutamente non condivido e dai quali mi dissocio e che, tra l’altro, sono frutto della convinzione di un manipolo di persone (che si contano, fortunatamente, sulle dita delle mani), mi viene voglia di chiedere ad alta voce l’apertura di altri settori”.
Lo striscione e la presa di distanza: “Non conoscevo il contenuto”
Uno dei passaggi centrali della lettera riguarda proprio il coinvolgimento involontario nell’esposizione dello striscione contestato. “Esser stato dietro a quello striscione, di cui non conoscevo il contenuto, mi fa sentire comunque complice di ciò che voleva trasmettere! Ma non condivido alcuna parola!”. Domenico affronta anche il tema della possibilità di seguire le partite da altri settori dello stadio, spiegando però le difficoltà economiche personali che rendono questa scelta complicata. “Qualcuno mi dirà: “vattene in Tribuna coperta”! Non lo posso fare per motivi economici: seppur di poco la tribuna coperta costa di più e in questa fase storica non posso distogliere altro denaro alle spese familiari!”.
Il tifoso lega la possibilità di una maggiore apertura dello stadio anche al ritorno della Reggina nei campionati professionistici, auspicando una nuova dimensione per il tifo amaranto. “Perciò speriamo di tornare nelle serie professionistiche prima possibile così che si possano riaprire gli altri settori e finalmente non esser più prigionieri e complici della logica di pochi che condizionano la ragione di tanti!”. La lettera si chiude con una presa di posizione netta e con un richiamo a un modo diverso di vivere lo stadio, basato soprattutto sul sostegno alla squadra. “Io mi dissocio! Se solo si facesse come in altre nazioni, dove solo tifare a squarcia gola dà mille e passa emozioni in più che esporre un solo striscione o sventolare una ingombrante bandiera, a tutte le età, compresa la mia che sono ormai passa cinquantenne!”.
Il tema dei vetri divisori al Granillo
Nella parte finale della lettera Domenico affronta anche il tema delle strutture dello stadio, chiedendo un intervento sui vetri divisori presenti nei settori dedicati ai tifosi. “Ultima nota, di “colore sbiadito” : per colpa di questi pochi (in generale, è una legge del nostro Stato, non esclusiva di Reggio Calabria), si devono tenere quei vetri divisori che non si vede più nulla: fateli cambiare, visto che non è possibile eliminarli!”. La lettera si conclude con la firma del tifoso: “Saluti e grazie. Domenico un tifoso”.



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