Biotecnologie ambientali, salute globale, innovazione industriale e intelligenza artificiale si incontrano nel nuovo percorso formativo dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Nasce il fiore all’occhiello dell’offerta formativa per il nuovo Anno Accademico: il corso di laurea triennale in Biotecnologie per la Sostenibilità (Classe L-2R), un indirizzo innovativo pensato per formare i professionisti della transizione ecologica e della nuova economia basata sulla conoscenza scientifica.
Un corso che nasce in risposta alle più recenti riforme ministeriali e che punta a creare figure altamente specializzate nei settori della bioinformatica, delle biotecnologie applicate all’ambiente, della medicina e dell’intelligenza artificiale. Il percorso, ad accesso libero, propone un equilibrio tra formazione teorica e attività pratiche nei laboratori, rivolgendosi agli studenti che vogliono trasformare la passione per le scienze biologiche in strumenti concreti per la tutela del pianeta e lo sviluppo del territorio calabrese.
Un corso innovativo per formare i professionisti della transizione ecologica
La vera novità dell’offerta della Mediterranea è rappresentata dall’approccio interdisciplinare definito “Bio-Digital”, una visione che integra le competenze scientifiche tradizionali con le tecnologie digitali più avanzate. Accanto a una solida preparazione in ambito biologico, chimico e fisico, gli studenti potranno acquisire competenze nell’elaborazione dei dati biologici complessi e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi biotecnologici. Il piano di studi prevede infatti l’introduzione dell’insegnamento di “Fondamenti di intelligenza artificiale per le biotecnologie”, una disciplina pensata per applicare modelli predittivi alla tutela degli ecosistemi e allo sviluppo di nuove soluzioni scientifiche.
Il nuovo corso punta sulla creazione di competenze ibride, mettendo in relazione discipline apparentemente diverse ma sempre più collegate tra loro. Matematica, fisica, chimica, genetica molecolare e informatica diventano strumenti complementari per affrontare le sfide della ricerca e dell’innovazione. Grande spazio sarà dedicato anche alla pratica: il percorso comprende infatti numerose attività di laboratorio e tirocini sperimentali presso centri di ricerca o aziende operanti nei settori biotecnologico, medico e farmaceutico. Il corso prevede l’acquisizione di 180 CFU complessivi distribuiti nell’arco di un triennio progressivo, con un percorso che accompagna gli studenti dalle basi scientifiche fino alle applicazioni più avanzate.
Il piano di studi: tre anni tra scienza, ambiente e innovazione
Il primo anno sarà dedicato al consolidamento delle conoscenze fondamentali, con insegnamenti di matematica, fisica, chimica generale e organica, genetica generale ed elementi di biologia cellulare. Nel secondo anno gli studenti entreranno nel cuore delle biotecnologie attraverso lo studio di biochimica, fisiologia, microbiologia generale e biologia molecolare. Il percorso comprenderà anche il biorisanamento ambientale, lo studio del microbiota agroalimentare e la gestione bioinformatica dei dati genomici. Il terzo anno sarà dedicato alla specializzazione e alle applicazioni professionali, con approfondimenti sulle biotecnologie industriali, sugli impianti e processi per molecole bioattive, sulle biotecnologie microbiche e sull’intelligenza artificiale applicata. Previsto anche un tirocinio pratico obbligatorio in azienda.
Il corso offre inoltre una possibilità importante per gli studenti che hanno affrontato il semestre filtro di Medicina. La preparazione acquisita potrà infatti essere valorizzata attraverso un percorso professionalizzante che consente di non perdere l’anno accademico e di proseguire gli studi con materie immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
Biotecnologie, un settore in crescita: gli sbocchi professionali
Il mercato globale delle biotecnologie è in forte espansione in Italia e in Europa. I laureati della classe L-2R potranno inserirsi in diversi settori strategici, dalla Green & Circular Economy allo sviluppo di bioplastiche e al monitoraggio ambientale, fino all’industria farmaceutica, biomedica, agroalimentare e alla bioinformatica. Il titolo di studio consentirà di accedere a figure professionali sempre più richieste dal mercato, tra cui il biotecnologo ambientale, specializzato nella progettazione di sistemi di biorisanamento per la bonifica dei siti inquinati e la gestione dei rifiuti.
Tra gli sbocchi anche quello di tecnico di laboratorio biochimico e chimico, con competenze nel controllo qualità dei settori industriali orientati ai prodotti bio-based, e la possibilità di esercitare come libero professionista dopo il superamento dell’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Biologi (Sezione B).
Le immatricolazioni al nuovo corso di laurea in Biotecnologie per la Sostenibilità dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria sono ufficialmente aperte sul portale dell’Ateneo. Con questo nuovo percorso formativo, l’università reggina punta a rafforzare il proprio ruolo nella formazione scientifica avanzata, offrendo ai giovani una strada concreta verso le professioni del futuro, dove ambiente, salute e tecnologia saranno sempre più strettamente connessi.




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