Claudio Lotito torna a parlare del rapporto con Reggio Calabria e lo fa con parole che confermano il feeling costruito nei primi mesi della sua esperienza alla guida della Reggina. Nell’intervista concessa a Il Fatto Quotidiano, il presidente amaranto affronta soprattutto il tema delle contestazioni ricevute a Roma, ma nel suo ragionamento dedica un passaggio significativo alla città dello Stretto, sottolineando una differenza netta tra l’accoglienza ricevuta nella Capitale e quella trovata a Reggio. Un messaggio che arriva dopo mesi particolarmente intensi, iniziati con l’annuncio dell’acquisizione del club e proseguiti con la presentazione ufficiale alla città, prima alla conferenza di luglio e poi nel grande appuntamento all’Arena dello Stretto, dove Lotito è stato accolto dall’entusiasmo dei tifosi amaranto.
Il presidente della Reggina ha voluto evidenziare proprio il rapporto instaurato con la piazza reggina, citando anche i primi risultati ottenuti dalla squadra e l’entusiasmo ritrovato intorno al club. “Se uno esce da Roma, c’è una situazione diversa. Ogni volta che vado a Reggio Calabria vengo portato in trionfo, abbiamo vinto 7-0 e 5-0 le prime partite. Poi torno a Roma e raccontano che pure a Reggio mi contestano. Legga cosa ha scritto Il Tempo”. Una frase che fotografa il momento vissuto dalla nuova Reggina: da una parte le tensioni romane attorno alla gestione della Lazio, dall’altra una realtà reggina che ha accolto Lotito con grande entusiasmo e che, almeno in questa prima fase, ha trovato anche conferme sul campo.
I risultati hanno infatti contribuito ad alimentare il clima positivo: la squadra amaranto ha iniziato la stagione con due vittorie nette, tra campionato e Coppa, segnando complessivamente 12 gol senza subirne nessuno. Un avvio che ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi, testimoniato anche dagli oltre 5 mila spettatori presenti al Granillo domenica.
Lotito sembra aver apprezzato particolarmente il calore ricevuto a Reggio Calabria, una piazza storicamente passionale e legata alla propria squadra. Dalla conferenza di presentazione fino alle prime uscite pubbliche, il presidente ha trovato un ambiente disposto a concedergli fiducia, anche grazie alla prospettiva di un progetto ambizioso. Il sostegno della tifoseria è arrivato insieme ai primi segnali sportivi, con una squadra costruita per essere protagonista e con una società che ha puntato a dare immediatamente un’identità forte al nuovo corso.
Il parallelismo con la Lazio: “parlano i fatti per me”
Nell’intervista al Fatto Quotidiano, Lotito ha affrontato anche il tema delle contestazioni ricevute dai tifosi della Lazio, rivendicando il lavoro svolto negli anni e respingendo le critiche sulla gestione del club biancoceleste. “Non mi faccia parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica. C’è amarezza. Non ha logica. Dicono: ‘Con Lotito i tifosi non sognano’. Ma che vuol dire? Siamo primi in classifica, non basta? Non basta comprare i giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l’Academy, voler fare lo stadio. L’unico assioma loro è: Lotito deve andare via”.
Il riferimento è anche all’ottimo avvio della Lazio in campionato, protagonista di un inizio di stagione da record: tre vittorie nelle prime tre giornate, un risultato raggiunto soltanto tre volte nella storia del club e per due volte proprio durante la gestione Lotito.
Il presidente biancoceleste rivendica quindi la linea intrapresa dalla società, sottolineando gli investimenti e la volontà di aumentare la competitività della squadra. Gli ultimi movimenti di mercato rappresentano una chiara inversione di rotta rispetto al passato, con una campagna acquisti caratterizzata da nomi di grande spessore. Gli arrivi di Frattesi, Gudmundsson, Pinamonti, Sutalo e Diego Leite testimoniano il cambio di marcia deciso dalla società, con l’obiettivo di costruire una squadra più profonda e ambiziosa.


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