Sono aperte dalle 7 di questa mattina le urne per le elezioni suppletive della Camera dei deputati nel collegio di Reggio Calabria e arriva adesso, con enorme ritardo, il primo dato significativo della giornata elettorale: quello relativo alla prima affluenza di giornata. Secondo i dati ufficiali, alle ore 12 ha votato il 3,43% degli aventi diritto (nel 2022 alla stessa ora aveva votato l’11,87% e si votata in un solo giorno). È il primo numero concreto con cui misurare la partecipazione alla consultazione che interessa una parte vastissima dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria e che mette in palio un seggio alla Camera. Fin dalla vigilia, infatti, uno degli interrogativi principali ha riguardato proprio la capacità delle forze politiche e dei candidati di portare gli elettori alle urne in una tornata elettorale particolare come quella delle suppletive.
I dati sull’affluenza alle ore 12:00 dei principali comuni al voto
- Motta San Giovanni 5,44% (precedenti 12,54%)
- Melito di Porto Salvo 4,42% (precedenti 11,90%)
- Campo Calabro 4,42% (precedenti 12,39%)
- Villa San Giovanni 4,33% (precedenti 15,18%)
- Reggio Calabria 4,21% (precedenti 12,56%)
- San Roberto 4,08% (precedenti 7,54%)
- Monasterace 3,94% (precedenti 14,55%)
- Locri 3,89% (precedenti 14,46%)
- Palizzi 3,64% (precedenti 10,15%)
- Bovalino 3% (precedenti 11,76%)
- Caulonia 2,91% (precedenti 12,56%)
- Roccella Ionica 2,9% (precedenti 14,67%)
- Stilo 2,89% (precedenti 11,71%)
- Siderno 2,85% (precedenti 11,35%)
- Scilla 2,80% (precedenti 10,72%)
- Montebello Ionico 2,21% (precedenti 9,38%)
- Gioiosa Ionica 2,16% (precedenti 12,02%)
- Marina di Gioiosa Ionica 1,86% (precedenti 12,58%)
- San Lorenzo 1,57% (precedenti 8,31%)
- Mammola 0,99% (precedenti 10,63%)
- Melicuccà 0,9% (precedenti 8,23%)
- San Luca 0,54% (precedenti 4,98%)
Reggio Calabria, 345.788 elettori chiamati al voto
La consultazione coinvolge una porzione molto ampia della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Sono 345.788 gli elettori complessivamente chiamati alle urne, con una distribuzione territoriale che comprende 71 Comuni e 487 sezioni elettorali. Tra gli aventi diritto figurano anche 58.729 residenti all’estero. Sono quattro i candidati in corsa nelle suppletive di Reggio Calabria: Fabio Roscioli (centrodestra), Frank Benedetto (centrosinistra), Domenico Giannetta (Futuro Nazionale) e Francesco Toscano (Democrazia Sovrana e Popolare). La competizione arriva dopo settimane di campagna elettorale e di iniziative politiche sul territorio.
Alle politiche del 2022 aveva votato il 49,4%
Il principale punto di riferimento per valutare la partecipazione è rappresentato dalle elezioni politiche del 2022. Nei Comuni oggi interessati dalle suppletive, in quella occasione aveva votato complessivamente il 49,4% degli aventi diritto. Un dato già relativamente contenuto rispetto alla partecipazione registrata storicamente nelle elezioni politiche italiane, ma comunque molto più elevato rispetto alle percentuali osservate in numerose elezioni suppletive svolte negli ultimi anni. Il paragone, naturalmente, deve essere effettuato con prudenza. Le politiche nazionali coinvolgono infatti l’intero Paese e determinano la composizione completa di Camera e Senato, mentre una suppletiva serve a eleggere un solo parlamentare in uno specifico collegio.
Il precedente di Napoli: affluenza ferma al 9,5%
Alcuni precedenti mostrano percentuali particolarmente basse. A Napoli, in occasione di una precedente elezione suppletiva, l’affluenza definitiva si era fermata al 9,5%. Si tratta di uno dei dati più bassi registrati nelle consultazioni suppletive italiane recenti e rappresenta un esempio emblematico di quanto l’astensionismo possa incidere in questo tipo di voto. Quando meno di un elettore su dieci partecipa alla consultazione, la capacità organizzativa dei partiti diventa determinante e il risultato finisce inevitabilmente per essere influenzato dalla mobilitazione degli elettorati più motivati.
A Roma soltanto l’11,3% degli aventi diritto
Una situazione simile si era verificata anche a Roma, dove l’affluenza in una recente suppletiva aveva raggiunto appena l’11,3%. Anche in quel caso la consultazione aveva attirato alle urne soltanto una piccola parte degli aventi diritto. I precedenti delle grandi città dimostrano quindi come non sia affatto scontato che una competizione elettorale per un seggio parlamentare riesca a mobilitare una quota significativa dell’elettorato.
Monza, affluenza al 19,25% nonostante l’attenzione politica
Più alta, ma comunque inferiore a un elettore su cinque, era stata la partecipazione alle suppletive di Monza. In quell’occasione l’affluenza si era fermata al 19,25%. La consultazione aveva suscitato una notevole attenzione anche per la presenza tra i candidati di Cateno De Luca, ma ciò non era stato sufficiente a determinare una partecipazione paragonabile a quella delle normali elezioni politiche. Anche questo precedente dimostra come notorietà dei candidati e copertura mediatica non si traducano automaticamente in una forte presenza alle urne.
Padova e Rovigo, suppletive con affluenza superiore al 50%
Esistono però anche precedenti di segno completamente diverso. A Padova, in occasione di una consultazione suppletiva, l’affluenza aveva raggiunto il 57,6%, mentre a Rovigo si era attestata al 52,2%. Percentuali molto superiori rispetto a quelle di Napoli, Roma e Monza. La distanza tra questi dati dimostra che non esiste un livello di partecipazione tipico e uniforme per le suppletive. Il comportamento degli elettori può cambiare radicalmente a seconda del territorio, del momento politico, della forza dei candidati, della capacità di mobilitazione delle organizzazioni locali e dell’interesse generato dalla competizione.

