La Maggioranza osserva, l’Opposizione è esperta e battagliera. E Cannizzaro se la gioca alla sua maniera: cosa ci ha detto il primo (vero) Consiglio Comunale

Rispetto al passato, il cambio di passo è evidente, su tanti punti di vista. Ma era il primo a Palazzo San Giorgio, ribadiamo, quindi ci teniamo qualche riserva per il futuro prossimo

Quattro ore circa, anzi qualcosa in più. Due pause, dibattiti lunghi a ogni punto, qualche scaramuccia e qualche momento di tensione. C’è stato tanto, seppur fosse il primo. Perché sì: abbiamo motivo di ritenere che quello di oggi fosse il primo vero e proprio Consiglio Comunale di Reggio Calabria dell’era Cannizzaro. Ufficialmente il primo è stato all’Arena, in una cornice suggestiva. Bella idea, anche azzeccata, ma le attenzioni erano – ovviamente – tutte rivolte ai saluti, all’insediamento, ai complimenti, agli applausi, alla presenza del Ministro Tajani.

Quindi oggi è stato il primo. Il primo in cui si è parlato di roba concreta. Tutti punti all’ordine del giorno interessanti, molti delicati. Si pensava potessero farne una “volata”, di alcuni. E invece no. Tutti discussi e approfonditi, tutti dibattiti. Rispetto al passato, il cambio di passo è evidente, su tanti punti di vista. Ma era il primo a Palazzo San Giorgio, ribadiamo, quindi ci teniamo qualche riserva per il futuro prossimo.

Innanzitutto, tanta partecipazione dei cittadini. Aula piena, nell’area riservata alla città, subito dietro la stampa, anch’essa presente numerosa rispetto agli anni di Falcomatà. E poi un inizio meno ritardatario del passato. Non si può parlare di puntualità, ma i 45 minuti di ritardo circa (inizio alle 10.15 rispetto all’orario fissato alle 9.30) sono oro rispetto alle due ore e oltre, nella maggior parte dei casi, della vecchia consiliatura. Altro dato, ma anche qui siamo all’inizio, la presenza di quasi tutti i Consiglieri. Ne mancava forse solo uno. E fa sicuramente piacere assistere a un’Aula piena, con i Consiglieri sempre seduti. Nessuno che si alza con facilità, nessuno che alza, scappa e poi torna. Anche questa, un’immagine non bellissima del passato, con troppe assenze e – molto spesso – troppi “buchi” in Aula anche durante il Consiglio.

L’approccio opposto (ma prevedibile) dei due schieramenti

Veniamo all’approccio. La prima sensazione è quella che si poteva immaginare: l’Opposizione è ridotta, nei numeri, ma esperta e battagliera. Lotta su ogni punto, chiede spiegazioni, approfondisce. E lo fa con personalità. Perché i Consiglieri, eccetto Catalano, hanno tutti un passato politico recente e in alcuni casi anche abbastanza importante. Pacati come sempre Battaglia, Malara e Pazzano, calzanti e Versace e Delfino.

E dall’altra parte? Dall’altra parte, si sa, l’esperienza è minore, ma perché il numero di Consiglieri è maggiore e l’età media si è abbassata. Tanti alla prima esperienza, tanti sotto i 30 anni. In pochi sono intervenuti, ma siamo sicuri che avranno avuto modo di prendere “confidenza” con l’Aula e il contesto.

Per contro, ci ha pensato lui a bilanciare il tutto. Lui, ovvero Francesco Cannizzaro. Il Sindaco ha gestito il suo primo Consiglio alla sua maniera: qualche battuta simpatica, qualche frecciata calzante, poi anche confronti pacati con l’Opposizione (più volte, in qualche pausa, si è alzato per parlare col PD in serenità) e qualche momento di tensione, come quando ha alzato la voce per riferire a Carmelo Romeo, fedelissimo di Falcomatà, che chi enfatizza i problemi di Castore oggi e in questo modo dovrebbe in realtà vergognarsi e assumersi le responsabilità. Cannizzaro ha però anche “teso” la mano all’Opposizione sul tema: “lavoriamo insieme”, ha affermato. Idem quando si è parlato del Museo della Rivolta. Accolte parzialmente le richieste di Delfino e Pazzano: l’avvio dell’iter per l’istituzione è solo un primo passo. Per ogni confronto, c’è tempo e modo.