Gli hanno chiesto una mano, lui ha promesso che si sarebbe attivato, lo ha fatto, ora si defila. Semplice e lineare, oltre che coerente, il comportamento di Francesco Cannizzaro. Il Sindaco di Reggio Calabria lo ha ribadito, nella prima conferenza di Claudio Lotito come nuovo patron della Reggina. Ha ribadito quello che è stato il decorso dei fatti in questi mesi, un decorso chiaro agli occhi più attenti. Al termine della terza stagione fallimentare di Ballarino, il tifo organizzato ha chiesto un incontro aperto ai quattro candidati Sindaco. Cannizzaro, come gli altri tre, ha promesso che si sarebbe attivato, anche se in pochi sapevano che con Lotito ci aveva già provato tempo prima: “sei fottuto di testa”, la prima risposta del Senatore a colui che in quel momento neanche pensava minimamente alla carica di Sindaco.
Poi, dopo l’incontro con gli ultrà, Cannizzaro accelera, mette in moto tutte le armi “persuasive” a sua disposizione. “Mi ha stalkerizzato, mi ha coinvolto emotivamente. E’ venuto pure dal notaio, pensate voi”, ha affermato ieri Lotito. Cannizzaro sapeva di aver fatto una promessa, sapeva che la carta da giocare era quella dell’imprenditore romano, era determinato a voler chiudere a ogni costo. “Lo dico senza problemi: se non ci fosse stato il Sindaco questa trattativa non si sarebbe chiusa. Il valore era fuori mercato, ma lui mi ha convinto, ha iniziato a fare a modo suo. E allora io ho deciso di accettare come gesto d’amore, perché per me conta la parola data. Io magari per un euro faccio la guerra, poi sono capace di regalare 10 milioni”.
Forse, questo passaggio, è passato un po’ troppo in secondo piano. Com’è noto, Ballarino ha provato fino all’ultimo a tirare fuori il massimo dal prezzo di vendita, considerato fuori mercato da Lotito, anche perché intanto erano spuntati fuori nuovi debiti. Ma è lì che è entrato in gioco Cannizzaro. Che ha mantenuto la promessa fatta ai tifosi prima ancora di diventare Sindaco. E che ora si defilerà.
Sì, si defilerà. Anche questo lo aveva detto e anche questo è stato ribadito. Non vedremo Cannizzaro a bordo campo con dirigenti e allenatore prima di ogni partita al Granillo. Non vedremo Cannizzaro alle trasmissioni sportive a parlare di tattica, di scelte dell’allenatore, magari anche di calciomercato. Non vedremo Cannizzaro in zona mista ad essere intervistato dalle radio a fine gara. Insomma, Cannizzaro continuerà a fare il Sindaco, nelle vesti da Sindaco, collaborando con Lotito solo ed esclusivamente per ciò che gli compete, innanzitutto le strutture cittadine.
Perché sì: finora ha fatto comunque il Sindaco. Quello che ha fatto con Lotito non è altro che quella promessa, da Sindaco, fatta ai tifosi in quell’incontro di Primavera. La politica questo lo può fare: promettere, mantenere le promesse, fare scelte che possano avere una logica e risultare determinanti. Poi defilarsi e lasciare che, almeno nello sport, camminino da sole. Anche perché Claudio Lotito, a differenza di chi c’era prima, non ha di certo bisogno del Comune per poter andare avanti. Non ha bisogno di baci, targhette e visite. Quelle sono immagini ormai già sbiadite, per fortuna, di un passato che però abbiamo vissuto.






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