Da Messina a Reggio Calabria, nel segno dell’arte che unisce lo Stretto. Quest’oggi, giovedì 2 luglio, è stata celebrata l’inaugurazione dell’opera “Fontana Ferma” di Piero Pizzi Cannella. Il primo evento si è tenuto in mattinata, alle 12:30, presso l’ex Fiera di Messina (angolo viale Giostra). Nel pomeriggio, la presentazione dell’opera si è spostata sul versante calabrese, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Presenti alla cerimonia il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Direttore Generale Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e i Paesi del Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura Angelo Piero Cappello, il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano, il curatore e Dirigente dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato Chiara Ianeselli, e il figlio dell’artista Arturo Pizzi Cannella. In platea anche il sindaco Cannizzaro e il prefetto Vaccaro.
L’acquisizione delle opere di Piero Pizzi Cannella da parte del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stata realizzata grazie al sostegno dei programmi PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea (per l’opera a Reggio Calabria) e Il Museo Rigenera I edizione (per l’opera a Messina), promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Sudano: “Museo Archeologico di Reggio dialoga con Messina, sponde dello Stretto unite”
Il diretto del Museo Archeologico Regionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, ha dichiarato: “oggi è una giornata significativa per il Museo e la città di Reggio. Con l’inaugurazione della Fontana Ferma, celebriamo la nascita di un dialogo permanente fra Reggio Calabria e Messina. Desidero rivolgere il mio ringraziamento al ministro Giuli che ha sostenuto una progettualità che mette in relazione patrimonio e territorio. Rafforzare il luogo strategico del Mediterraneo come spazio di dialogo, cooperazione e crescita. Una visione che trova nello Stretto uno dei suoi luoghi più significativi. Il Museo può essere custode della memoria e spazio per la contemporaneità. Questo progetto si inserisce nel piano strategico presentato, per far dialogare il archeologico con il presente. I Bronzi di Riace sono simbolo di bellezza, incontro e scambio culturale”.
Sudano ha sottolineato come: “le due opere sono come le due sponde dello Stretto, esistono nel loro reciproco dialogo, un ponte simbolico che unisce Reggio e Messina in un dialogo. Fontana ferma ci ricorda il potere dell’arte di costruire ponti dove esistono confini“.
Giuli: “Reggio Calabria ci sta facendo fare figure meravigliose nel Mediterraneo”
Il ministro Giuli, nel corso del suo intervento, dopo i saluti di rito, ha dichiarato: “il MIRA è un sogno che si sta concretizzando. Questo progetto è un dialogo non solo di ponte, ma di ponti culturali, attraverso il Piano Mattei e non solo. Saluto il sindaco Cannizzaro, colui che renderà possibile ciò che ha detto il direttore. È grazie alle istituzioni che ben rappresentano i cittadini che certe iniziative possono avvenire. Non essendo dotato della bilocazione siamo dovuti ricorrere al piano sequenza. L’arte riesce a essere dovunque allo stesso momento, nella sua eterna fissità. Sulle due rive dello Stretto potremmo fare le più banali citazioni del mondo. Alle mie spalle abbiamo i Bronzi, tanta espressione della memoria Magnogreca. C’è qualcosa di magnogreco in tutti noi, da qualsiasi parte dell’Italia si provenga. Dai Dioscuri ai reperti di Persefone. La testa del Filosofo che ha residenza qui. Reggio Calabria ci sta facendo fare figure meravigliose con i suoi musei e ci aiuta a tessere rapporti con i Paesi del Mediterraneo. La Calabria è una terra speciale. È mare, ma è anche terra aspra di montagna. Il sindaco mi ha promesso che mi porterà in Aspromonte, la conosco, ma con il sindaco sarà più bello. Credo che il meglio sia stato non detto, ma fatto da tutte le persone che hanno contribuito a questo sogno che inizia ad animarsi. Le grandi soddisfazioni di questo progetto ancora devono arrivare. Tanti giovani che godranno dell’esperienza del Ponte culturale, che si formeranno nel MIRA: tutto quello che abbiamo fatto, avrà un senso, lo abbiamo fatto per loro che lasceranno tracce eterne“.
Cappello: “da Reggio e Messina ponte per dialogo con l’Africa”
Il Direttore Generale Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e i Paesi del Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura Angelo Piero Cappello, ha dichiarato: “tutto il percorso che ha portato qui l’opera di Pizzi Cannella è nato l’anno scorso. Ho seguito l’intero percorso su due bandi. Bravissimo il direttore che ha vinto due progetti su due bandi separati, presentando un progetto di acquisizione dell’opera d’arte; su un altro bando il direttore ha presentato un altro progetto, della rigenerazione urbana attraverso il Museo che esce da se stesso e porta l’arte nei territori in cui il contatto con l’arte è meno frequente.
Da una parte Reggio Calabria e dall’altra Reggio-Messina, hanno portato due opere differenti, ma identiche fra loro e prodotte dallo stesso artista. Le due opere costituiscono un ponte simbolico e metaforico nello Stretto. Il MIRA ha l’ambizione di creare ponti di dialogo fra la Sicilia e il resto del Mediterraneo. Queste realtà saranno ponte di un dialogo con l’Africa. Iniziativa che rientra nel Piano Mattei che ha l’ambizione di rifondare il dialogo con il continente africano su basi di pace e dialogo culturale, per riappropriarci in termini pacifici di uno spazio che garantirà la sopravvivenza, insieme al nostra grande fratello africano“.
Ianeselli: “opere che continueranno a esistere anche dopo di noi”
Il curatore e Dirigente dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, Chiara Ianeselli, ha dichiarato: “Pizzi Cannella parla di un gioco a scacchi con Dio, con i vasi messi nel punto giusto. Ma che partita stiamo giocando? Ogni scelta trova il suo posto quando il tempo le dà significato. Il ministro della Cultura Giuli e il sindaco Basile hanno svelato l’opera a Messina, a breve la vedrete a Reggio Calabria. Questi vasi hanno viaggiato dalla Toscana a Napoli, Palermo, ma forse vengono da più lontano.
La Fontana Ferma, sono ancorati alle sponde opposte dello Stretto. Uno tocca la terra in Sicilia, affidato alle cure del comune di Messina. L’altro è qui custode di una piazza. Sono ferme e destinate a sopravvivere, a restare permanenza. Pizzi Cannella afferma che: ‘sono gli altri che muoiono’. Queste opere continueranno a esistere, a guardare il mondo quando noi avremmo distorto lo sguardo. Questi vasi contengono dell’acqua, immobile e al livello. Riflettono colori, il bronzo muterà e prenderà altre patine. La fermezza è un sogno disatteso. Mi auguro che si possa custodire questa fontana”.
Pizzi Cannella: la lettera del maestro
Arturo Pizzi Cannella, figlio dell’artista, ha dichiarato: “il maestro ha scritto una lettera per voi e mi ha chiesto di leggervela, è il motivo per cui sono qui.
La fontana è ferma come l’orizzonte, immutabile ed eterna, come un dipinto su tela. In fondo, lo confesso, sono un vecchio pittore. È silenziosa. Il suo silenzio è un punto raggiunto. L’acqua la riempie e mai si allontana da lei. La fontana non è sola. Entra in contatto con ciò che la circonda, ne diventa complice. Con il tempo, con lo spazio, con la storia. Ogni lieve spostamento cambia la sua ragione di esistere. Io posso solo intervenire, come a scacchi, suggerendone varianti pronte a determinare finali di partita inesistenti prima.
Ora la fontana ferma e qui. Ed è qui grazie a voi. Vorrei per ciò ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a realizzare tutto questo. Chiara Ianeselli e il colleghi del mistero. Margherita Ancione, Fabrizio Sudano, il ministero della Cultura, gli arch. Ventura e Scappatura, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Rizzo.
P.s. credo che i vasi della Fontana Ferma siano tornati a casa“.






















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