Non solo un disegno ambizioso per una Reggio Calabria modello Monte Carlo del Sud, ma anche parecchi sassolini tolti dalla scarpa per Francesco Cannizzaro nel corso dell’intervista rilasciata a “La Verità”. Il nuovo sindaco di Reggio Calabria ritorna sulla campagna elettorale che lo ha visto trionfare in maniera plebiscitaria, nonostante parecchie polemiche arrivate dal centrosinistra che ha provato a denigrarlo con l’ormai famosa combo Madonna + congiuntivo. Il risultato è stato un 65% di preferenze che parla da solo. Ma Cannizzaro non lascia correre…
Il paragone con Cetto La Qualunque e la citazione alla Madonna
“Solita storia. Quando non sanno a cosa appigliarsi per controbattere, quelli della sinistra denigrano. Sono fatti così. Hanno estrapolato una frase di un comizio per attaccarmi, ho le spalle molto larghe e ci rido sopra“, dichiara Cannizzaro alla domanda sul paragone con Cetto La Qualunque, il personaggio creato da Antonio Albanese.
Cannizzaro ritorna anche sulla famosa frase “vi prometto che Reggio, con l’aiuto di Dio e della Madonna della Consolazione risorgerà!“, dichiarando: “per quella frase è successo un manicomio, tutta una trappola mediatica orchestrata dal Pd locale, poi rimbalzata sulle testate nazionali, ma non capisco cosa ci sia di male. Non ho mica invocato Satana. Era un comizio molto appassionato, ho parlato 50 minuti a braccio. Ho invocato la Madonna, che è la patrona di Reggio Calabria, alla quale tutta la città si unisce e affida le paure, i problemi e le speranze“.
E poi rilancia: “sono un cattolico cristiano, credente assoluto. Anche nell’esercizio delle funzioni da primo cittadino di questa città, tutti i giorni chiederò alla Madonna della Consolazione di guidare i nostri percorsi amministrativi, e di assisterci come classe dirigente che determina la vita di questa città“.
La verità sul congiuntivo sbagliato
Altro grande cavallo di Battaglia (in lettera maiuscola) del centrosinistra durante la campagna elettorale reggina, è stato, senza alcun dubbio, il presunto congiuntivo sbagliato: “mi candido a scrivere la storia insieme a voi e a diventare il miglior sindaco che la città di Reggio Calabria abbi mai avuto“. Cannizzaro ritorna sulla questione e spiega una cosa abbastanza ovvia a chiunque, quella di una vocale rimasta in bocca, un errore di pronuncia dopo 1 ora di comizio. Anche perchè, chi è soggetto a commettere errori di questo tipo, li commette a più riprese.
“Avevo alle spalle un’ora di comizio. A un certo punto mi si è asciugata la bocca. E invece di dire “abbia”, mi è uscito “abbi”. – ha spiegato Cannizzaro – Ho tralasciato una vocale perché non avevo più saliva, ma il congiuntivo non lo sbaglio mai, la stessa affermazione l’ho utilizzata decine e decine di volte, mai sbagliato prima di allora, anche qui hanno estrapolato il video per tentare di denigrare, i soliti piddini, ci ho riso sopra“.
Cannizzaro ha chiarito anche il battibecco con Bonelli. “È Bonelli che ha attaccato me. Ha detto che devo imparare l’italiano, mi ha accusato di aver sbagliato un congiuntivo. Non è stato un errore di grammatica. E ho voluto evitare di ridicolizzare Bonelli. Ho fatto una piccola ricerca sulle sue dichiarazioni passate, e ho scoperto che ha detto molto di peggio. Non dovrebbe nemmeno sedersi in Parlamento“.
Il crollo della sinistra reggina
A Cannizzaro è stato chiesto perchè la sinistra reggina ha perso 30 punti in 6 anni. “Hanno amministrato malissimo. Siamo rimasti fanalino di coda in tutti i comparti, maglia nera, mancano i servizi essenziali. Quindi da un lato i reggini hanno bocciato la mala gestione di questi anni, dall’altro hanno apprezzato il mio programma. Da Roma ho lavorato molto per Reggio, ho portato risultati tangibili, e questo sforzo è stato riconosciuto“, ha risposto il nuovo sindaco.
La polemica con Azione e Calenda
Non solo il pre-elezioni, anche il post ha avuto una scia alquanto polemica. Dal nulla, Carlo Calenda, dopo che Azione ha appoggiato Cannizzaro durante tutta la campagna elettorale, ottenendo anche un seggio in Consiglio Comunale, ha preso le distanze da Cannizzaro con delle frasi shock.
“Non me ne frega nulla di Calenda, lo scriva pure. – ha dichiarato Cannizzaro al giornalista di “La Verità” – Anche se certe dichiarazioni lasciano sbalorditi. Calenda deve prima fare pace con sé stesso e poi chiarire (se ci riesce) con il suo partito, che nonostante sia così piccolo si contraddice da solo“.
Forza Italia e il rapporto con Occhiuto
Successivamente, Cannizzaro ha commentato il rapporto con Occhiuto che, nel corso dell’intervista, è stato contrapposto a Tajani. “Roberto è un amico fraterno, è il miglior presidente che la Calabria abbia mai avuto, non è assolutamente il rivale di nessuno e un uomo libero che da dirigente nazionale vuole un partito sempre più aperto e liberale. Tajani è sulla stessa linea. Il dibattito interno c’è, ma è sereno e tranquillo e costruttivo“.
Sulle aspettative per il futuro di Forza Italia, il sindaco reggino ha dichiarato: “mi aspetto un partito che cresca nei numeri, nel nome di chi l’ha creato, Silvio Berlusconi. E anche da questo punto di vista, la Calabria sarà un modello organizzativo anche per il resto del Paese“.
La dolce dedica per la vittoria e il pranzo dalla mamma
La dedica per il successo elettorale è dolcissima. “A due grandi amici che non ci sono più. Iole Santelli, già presidente di questa Regione, e Maurizio Dettore, mio amico e collega parlamentare, morto improvvisamente mentre svolgeva il ruolo di Garante nazionale dei detenuti“.
Un pensiero, ovviamente, non può che andare anche alla mamma che sulla sua candidatura era un po’ titubante. “Mi diceva: sei a Roma, magari in futuro potresti andare al governo, e Reggio è una città complessa, ma come sempre ha sostenuto anche questa scelta, così come tutti i membri della mia famiglia. Ho detto a mia mamma che, anche da sindaco, andrò a pranzo a casa sua tutti i giorni. L’ho resa felice“.


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