Inizio giugno, tempo di bilanci, di analisi, di considerazioni, di messaggi d’addio o arrivederci, di pianti, di feste e di… ripescaggi. E’ ormai un habitué, per il calcio italiano. Quasi come l’attesa per un verdetto sul campo. E’ una bella notizia? No, mai. Ma è la storia di ogni anno. Club in difficoltà, corse contro il tempo, domande d’iscrizione mai presentate o respinte e società che sperano, alla luce di un campionato fallimentare (retrocessione) o di uno di Serie D in cui si è arrivati a un passo dal successo. Com’è noto, infatti, a sperare in una seconda possibilità in Serie C sono i club retrocessi o quelli che hanno vinto i playoff di Serie D. Da lì si stilano delle graduatorie, in base a una serie di parametri, e chi è ai primi posti delle stesse, spera.
La differenza tra ripescaggio e riammissione
La scadenza per presentare domanda d’iscrizione in Serie C è il 16 giugno. Fino a quella data, sarà un susseguirsi di indiscrezioni, notizie, ufficialità, dichiarazioni, corse contro il tempo. Ma, prima di entrare a fondo dell’analisi, è sempre bene precisare la grande differenza: quella tra ripescaggio e riammissione, molto spesso confusa o considerata identica.
La riammissione di una squadra in Serie C si verifica solo quando una delle aventi diritto al campionato non presenta la domanda d’iscrizione, “bucando” la scadenza e dichiarando difatti la propria impossibilità a far fronte al campionato. In questo caso entra in gioco la graduatoria delle riammesse, che si forma dalle retrocesse in Serie D. Sono solo e soltanto loro ad avere la possibilità di una riammissione.
Il ripescaggio, invece, si verifica nel momento in cui una avente diritto presenta domanda d’iscrizione, ma non in modo regolamentare. E, mancando anche solo un requisito necessario e corretto, la stessa domanda viene respinta. Come accaduto l’anno scorso al Brescia, che ha così spianato la strada al ripescaggio del Ravenna. A differenza della riammissione, per il ripescaggio entrano in gioco, oltre alle retrocesse dalla C, anche le seconde squadre di Serie A e le vincitrici dei playoff di Serie D.
Come si formano le graduatorie: tutto quello che c’è da sapere
In questo caso la graduatoria è unica, con il principio dell’alternanza. Eccolo di seguito:
- una nuova Seconda Squadra di Serie A;
- una retrocessa dalla Serie C;
- una vincitrice dei playoff di Serie D;
- un’eventuale Seconda Squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D.
Il termine perentorio per la presentazione della domanda di integrazione di organico relativa alle riammissioni, sostituzioni e ripescaggi è stato fissato per il 20 luglio 2026. Questo significa che, in caso di posti vacanti per squadre che non si sono iscritte, o che si sono viste respingere la propria domanda d’iscrizione, la Federazione prenderà in carico le domande di ripescaggio che sono state presentate entro il 20 luglio 2026. Chi potrà presentare domanda? Questa è oggi la graduatoria riguardante la Serie D, con relativo punteggio stilato in base alla media punti su partite totali disputate e al coefficiente “Giovani D valore”:
- Teramo 2.17
- Ligorna 2.11
- Nissa 1.97
- Piacenza 1.88
- Legnago 1.79
- Chievo 1.76
- Paganese 1.70
- Seravezza 1.67
- Monastir 1.55
Va precisato un dettaglio importante: nessuna squadra di Serie A ha annunciato la formazione di una squadra Under 23. Dunque, salvo sorprese dell’ultim’ora, e considerando il principio dell’alternanza di cui sopra, la prima ad avere diritto al ripescaggio è una società di Serie C. Al primo posto c’è il Bra, che però avrebbe problemi con l’impianto di gioco, requisito fondamentale per una domanda d’iscrizione valida. Prima in Serie D sarebbe così il Teramo, tra le candidate a un possibile ripescaggio. Un’eventuale Seconda Squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D sarebbe il Milan Futuro, che chiuderebbe quindi il “giro”.
Tra le candidate, o addirittura tra quelle che vengono date per certe, c’è il Foggia, retrocesso nel girone C di Serie C ma assolutamente compatibile con i criteri sia di ripescaggio che di riammissione. Va ricordato che, per farsi considerare valida una domanda di ripescaggio, è necessario integrare la stessa con un versamento a fondo perduto di 300 mila euro, nonché una fidejussione a deposito di garanzie bancarie aggiuntive.
La situazione in Calabria e Sicilia
Per quanto concerne calabresi e siciliane, l’unica che ad oggi potrebbe presentare una domanda di ripescaggio da considerare valida è la Nissa, che ha vinto i playoff di Serie D, ha i parametri in regola e non ha subito alcun tipo di penalizzazione negli ultimi anni. Siracusa e Trapani, ad esempio, sono impossibilitate per il motivo di cui sopra. Tuttavia, affinché i nisseni possano sperare in un ripescaggio, si dovrebbe verificare una vera e propria ecatombe di domande d’iscrizione non valide, essendo la squadra siciliana solo terza nella graduatoria delle sole compagini di Serie D. Al sodalizio del Presidente Giovannone non resta che attendere e sperare, ancora per 13 giorni.
Di certo c’è la non iscrizione della Ternana, che viaggia verso la nascita di una nuova compagine, sempre con lo zampino del Sindaco Stefano Bandecchi. In questo caso, però, si lascerebbe spazio a una riammissione, che potrebbe appunto essere quella del Foggia. Da attenzionare poi la situazione del Vado, promosso in Serie C ma a rischio iscrizione. Tornando a Sud, problemi anche per il Crotone, che partirà con una penalizzazione nel prossimo torneo proprio per mai nascosti problemi economici; una situazione che ha fatto scattare l’allarme anche al Sindaco della città pitagorica, il confermato Vincenzo Voce.



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