Continuano senza interruzione le ricerche di Luigi Cavallari, marito del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, disperso dalle 18 di sabato 27 giugno nelle acque del lago di Vico, nel Viterbese. Una vicenda che ha immediatamente attivato un imponente dispositivo di soccorso e che, ora dopo ora, si conferma complessa e particolarmente impegnativa per i soccorritori. La macchina delle ricerche, coordinata dai Vigili del Fuoco, ha visto l’impiego di unità specializzate arrivate da diverse parti d’Italia e di strumenti tecnologici avanzati, in un contesto ambientale che rende le operazioni estremamente difficili.
Le operazioni di soccorso nel lago di Vico e l’impiego dei sommozzatori
Durante la notte sono giunte sul posto le unità speciali dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Napoli, mentre nella mattinata, intorno alle 6, si sono aggiunte anche squadre specializzate provenienti da Firenze. Un rafforzamento progressivo del dispositivo di ricerca che testimonia la complessità del caso e la necessità di ampliare il raggio operativo nelle acque del lago di Vico. Le operazioni sono proseguite per tutta la giornata con ricerche sia visive sia strumentali, attraverso l’impiego di ROV (Remotely Operated Vehicle), ovvero sonde filoguidate dotate di telecamere, ecoscandagli e, in alcuni casi, termocamere. Strumenti fondamentali per esplorare i fondali e le aree meno accessibili del lago, dove la visibilità risulta fortemente compromessa.
Tecnologia e nuovi mezzi: in arrivo un drone subacqueo da Milano
Nel corso della serata è previsto l’arrivo da Milano di un’ulteriore squadra dei Vigili del Fuoco, che porterà con sé un drone sottomarino speciale progettato per effettuare ricerche più approfondite nei fondali del lago. Un supporto tecnologico che potrebbe rivelarsi decisivo nell’individuazione di elementi utili alle operazioni in corso. L’utilizzo combinato di sommozzatori, ROV e droni subacquei rappresenta un approccio integrato alle ricerche, necessario in un contesto naturale complesso come quello del lago di Vico, dove profondità, conformazione del fondale e scarsa visibilità rendono ogni intervento particolarmente delicato.
L’allarme della ministra e l’attivazione dei soccorsi
A dare l’allarme nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17.30, è stata proprio il ministro Eugenia Roccella, fatto che ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi e l’intervento coordinato delle squadre di ricerca. Da quel momento le operazioni non si sono mai fermate, con un impegno costante delle unità operative sul territorio. La rapidità della risposta ha permesso l’arrivo tempestivo dei primi soccorritori e, successivamente, il rafforzamento del dispositivo con squadre specializzate provenienti da diverse regioni italiane.
Le difficoltà delle ricerche: la visibilità quasi nulla nel lago
A descrivere la complessità dello scenario è stato il vice prefetto di Viterbo, Andrea Nino Caputo, presente sul posto durante le operazioni. Il funzionario ha evidenziato le difficoltà operative legate alle condizioni ambientali del lago. “Stanno procedendo ininterrottamente le ricerche nel lago di Vico per individuare il coniuge della ministra Eugenia Roccella. Si sta procedendo con verifiche da parte dei sommozzatori ma anche con strumenti che aiutano l’operazione mirata nel lago. Si tratta di una ricerca particolarmente complessa per lo scenario: la visibilità è molto bassa già a pelo dell’acqua, quindi più si scende più si riduce ed è prossima allo zero”. Caputo ha poi aggiunto: “Si sta facendo il possibile in uno scenario complicato e per una vicenda molto triste”.



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