“La Reggina? Un club sano e solido”: Lotito, i fatti delle ultime ore e le bugie di Praticò che smentiscono tre anni di bufale. Ma la “pacchia”, per fortuna, è finita…

Non era vero che la gestione Ballarino fosse esente dalla creazione di buchi economici, che fosse limpida e perfetta, in attivo, che fosse ordinata e precisa nei pagamenti. Cosa ha svelato la giornata di ieri sul fronte Reggina-Lotito

C’è “la consapevolezza di aver costruito un club sano e solido, che non ha mai ricevuto penalizzazioni o vertenze e che ha sempre superato i controlli CovisoD, come anche quest’anno. I nostri collaboratori sono sempre uguali da 3 anni. A questo aggiungo che i nostri fornitori sono sempre uguali. Questa società rispetta gli impegni, le regole e questo ritengo debba essere motivo di orgoglio di tutta la città. Quando sento dire che mancano le risorse, mi viene da sorridere. Questo è un club che cerca di fare le cose per bene, per durare nel tempo e non per scomparire, come già accaduto. Questa gestione è difficile che crei dei buchi. Sorrido anche quando sento parlare di competenze. Ma venite a cercarmi, tutti avete il mio numero di telefono”. Così parlò Giuseppe Praticò, ormai ex DG della Reggina che oggi va a cena con Rizzetta, dopo aver portato quest’ultimo in città per provare a convincere Ballarino. Con l’obiettivo, ovviamente, di conservare un posto in società. Queste frasi sono della controversa conferenza stampa di un anno fa, era il 18 luglio.

E poi c’è questo passaggio, era novembre scorso, sempre di Giuseppe Praticò: “nessuno ha manifestato interesse a rilevare la Reggina, ad ogni conferenza stiamo qui a dire sempre la stessa cosa. Magari c’è una parte di tifoseria che vuole questo, ma dall’altro il club sta ottemperando a tutti gli impegni economici, a dispetto dei personaggi del passato alquanto discutibili”. Potremmo citarne tante altre, di dichiarazioni del genere, di simile tenore, in questi tre anni, di Giuseppe Praticò, soprattutto, ma anche di Nino Ballarino. Ma bastano queste due, le più recenti, soprattutto perché quest’anno il patron ha parlato poco. Lo ha fatto molto di più il DG. Sbagliando. Sì, perché ai reggini ha riempito la testa (lo possiamo dire? Ce lo concedete?) di “min**te”.

Della serie “frasi invecchiate male”, potremmo anche tralasciare la storiella del “nessuno ha mai manifestato interesse per la società”, dichiarazione quantomai falsa e smentita spesso da StrettoWeb in questi tre anni. Ma ce n’è una, ribadita più volte e soprattutto nella conferenza stampa di un anno fa, che denota veramente il livello basso, scarso, di questi tre anni. Nella piena incazzatura di una città che già la scorsa estate aveva pesantemente criticato la gestione Ballarino, Giuseppe Praticò spunta con queste parole: loro sono bravi, sono belli, sono perfetti, rispettano gli impegni, pagano tutti regolarmente, si sono strutturati e hanno garantito alla società di organizzarsi.

Boiate. Fuffa. Bugie. Cazzate. Siate eleganti, siate volgari, fate un po’ come volete, ma il concetto è quello. StrettoWeb denunciò pubblicamente quelle parole, per l’ennesima volta fumo negli occhi degli allocchi. Non era vero che la gestione Ballarino fosse esente dalla creazione di buchi economici, che fosse limpida e perfetta, in attivo, che fosse ordinata e precisa nei pagamenti. A Praticò, che diceva di non aver mai subito penalizzazioni, bisogna ricordare che in Serie D non è come nel professionismo. E che la gestione, sul pagamento degli stipendi ai tesserati, può essere allegramente ballerina. O, così come è poi effettivamente stato, “ballarina”. Ma questo a lui non conveniva affermarlo.

La trattativa con Lotito smaschera la propaganda di questi tre anni

E il piatto è servito ora. Caldo. Nella narrazione dei fatti di queste ore, di ieri. Com’è noto, e come scritto su StrettoWeb ieri sera, la firma di Claudio Lotito sull’acquisizione della Reggina, prevista per ieri, è slittata. Non ci sono ripensamenti o intoppi, niente che faccia pensare a un’interruzione. Semplicemente, l’imprenditore vuole vederci chiaro, e per questo ha richiesto un’analisi contabile della documentazione attestante i debiti, prima di procedere all’acquisto. Tradotto? Non vuole trovare “sorprese”, ovvero debiti in più non previsti, dopo l’atto ufficiale del passaggio di mano. L’analisi è precedente all’acquisto, cosicché Lotito, qualora dall’analisi dei registri contabili dovessero emergere ulteriori passività nascoste, possa decurtare queste dalla cifra che riconoscerà a Ballarino.

Perché sì, dall’analisi effettuata ieri, emerge una gestione allegra di questi tre anni, “ballerina” appunto. Buchi contabili, pendenze ai tesserati arretrate, grossi ritardi coi fornitori anche per le spese di beni primari. Ed è qui che la domanda sorge spontanea: ma la gestione Ballarino non era limpida, pura e ordinata? Non era rivolta alla stabilità e all’equilibrio? Solo un anno fa, l’ex DG raccontava alla città di quanto l’amministrazione economica della Reggina fosse ai limiti della perfezione. Eppure, su StrettoWeb scriviamo da tempo che non è così. Facile dirlo oggi, per tutti quegli allocchi che hanno abboccato alla propaganda e che oggi si stupiscono se il closing – mai in discussione, neanche adesso – slitterà di qualche giorno. Per un fatto che in realtà dovrebbe essere noto a tutti: in questi tre anni, la gestione di Ballarino non è stata lineare, anzi. Il patron ha accumulato debiti, tra l’altro con una spada di Damocle addosso: non ha vinto nulla, non ha portato alcun risultato di valore, se non ansie, divisioni e incazzature. Oltre alle umiliazioni.

Giuseppe Praticò, dall’alto del suo fare buonista, in quella conferenza stampa di luglio si permise pure di rimproverare la stampa di non aver denunciato, in passato, gestioni ballerine dei precedenti proprietari. Ma almeno Luca Gallo, che comunque in città lo aveva portato lui (ma in questi anni è sembrato dimenticarsene), ha accumulato debito per un investimento che aveva portato al raggiungimento della Serie B, allo stadio Granillo di nuovo pieno, alla riconquista di un brand Reggina ritrovato e a tutte una serie di iniziative che avevano riacceso l’entusiasmo. Non era un debito accumulato dopo tre anni disastrosi, umilianti, vergognosi, in Serie D.

Questa vicenda, quella dell’acquisizione di Lotito, non aprirà solo una nuova era – finalmente virtuosa e vincente – per la Reggio Calabria calcistica, ma consentirà anche, una volta per tutte, di mettere a nudo la infima propaganda attuata in questi tre anni. Alimentata, non va dimenticato, anche da tutti quei megafoni mediatici della società che in queste settimane – guarda caso – si affannano alla ricerca fatti, eventi o dichiarazioni che possano mettere in cattiva luce Claudio Lotito. Ci dispiace per loro, ma la “pacchia” è finita…