La giornata odierna avrebbe potuto essere quella decisiva per il definitivo passaggio di mano della Reggina. Nel summit andato in scena a Roma tra le parti erano attese le firme sul contratto, il closing e il primo annuncio ufficiale, propedeutico alla conferenza stampa di presentazione che Claudio Lotito terrà nei prossimi giorni direttamente a Reggio Calabria con il Sindaco Francesco Cannizzaro e quello che sarà l’ormai ex proprietario del club amaranto, Nino Ballarino. La fiumana di penna su carta non è però ancora arrivata.
Nonostante la mancata fumata bianca immediata, l’ambiente non deve registrare alcun tipo di allarme. Per la giornata di oggi non era prevista alcuna scadenza formale e improrogabile. La trattativa non è affatto a rischio, l’operazione è virtualmente conclusa e l’accordo resta blindato. Non si registrano ritardi strutturali o intoppi insormontabili, ma semplicemente la naturale conseguenza di un esame contabile approfondito che richiede il giusto tempo, in un contesto sportivo in cui non c’è alcuna fretta (l’unica scadenza formale è quella dell’iscrizione, che è il 10 luglio, tra poco meno di tre settimane).
La radiografia dei bilanci e il disastro economico ereditato
Il motivo del rinvio della firma è legato alla figura di Claudio Lotito, personaggio notoriamente meticoloso, prudente e per nulla incline a colpi di testa finanziari. In queste ore i suoi consulenti stanno letteralmente passando al setaccio tutta la contabilità della vecchia società gestita da Ballarino. La gestione uscente lascia in dote un’eredità pesante e fallimentare, caratterizzata da tre campionati di Serie D falliti in modo disastroso non solo dentro, ma anche fuori dal campo. Oltre al totale fallimento sportivo, infatti, sul tavolo ci sono conti decisamente allegri, veri e propri disastri economici e buchi contabili che pesano come macigni. Tra le pendenze più urgenti spiccano gli stipendi dei calciatori e di tutti i dipendenti della Reggina, che non percepiscono i propri emolumenti da oltre tre mesi. Da marzo, infatti, i tesserati non vengono pagati, una situazione resa possibile solo dal fatto che in Serie D la mancata corresponsione degli stipendi non comporta penalizzazioni immediate in classifica. Lotito vuole vederci chiaro per evitare che, una volta insediatosi, possano spuntare dal nulla ulteriori crediti o pendenze non censite.
Le cifre reali dell’operazione e il meccanismo di scomputo
L’accordo economico di base è stato confermato e ratificato sulla cifra di 1,2 milioni di euro per l’acquisto del club. A questa somma, Lotito dovrà aggiungere l’accollo di qualche altro centinaio di migliaia di euro di debiti già certificati. La strategia dell’acquirente è però rigidamente vincolata alla due diligence in corso: qualora dall’analisi dei registri contabili dovessero emergere ulteriori passività nascoste, queste verranno direttamente decurtate dalla cifra che Lotito riconoscerà a Ballarino.
Si stanno quindi verificando minuziosamente tutte le esposizioni debitorie verso il fisco, i fornitori e i dipendenti. Questo screening approfondito comporterà inevitabilmente una riduzione della somma netta che intascherà Ballarino, una cifra che si preannuncia di molto inferiore rispetto alle indiscrezioni fantasiose circolate nelle scorse settimane, quando si parlava ipoteticamente di fantomatiche offerte da due o addirittura tre milioni di euro. La realtà dei numeri fotografa una Reggina che oggi ha un patrimonio pari a zero, una squadra dilettantistica, priva di un settore giovanile e interamente rasa al suolo in ogni sua componente patrimonializzabile. Lotito è ben consapevole di questa situazione e non intende sperperare un solo euro, dedicando tutto il budget al nuovo progetto vincente.
Verso il closing e il rilancio del club
Siamo dunque alle battute finali, circoscritte esclusivamente ai dettagli contabili che precedono il closing definitivo. La macchina burocratica è avviata e il futuro della Reggina è ormai tracciato. Ogni giorno da qui in poi, nel corso della settimana, potrebbe essere quello buono per l’annuncio ufficiale e la successiva convocazione della conferenza stampa a Reggio Calabria, dove Lotito esporrà i dettagli del suo piano di rilancio per ripulire le macerie degli ultimi tre anni e far ripartire – finalmente – il calcio reggino.



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