“Il Presidente Lotito durante la conferenza stampa dirà quali sono gli obiettivi importanti per la Reggina. Forse è poco chiaro a qualcuno in città chi ha acquistato la Reggina, ma il tempo farà scomparire tutte le perplessità. Siamo passati da una società nulla ad una società forte, solida, competente e soprattutto con peso specifico in Federazione. Bentornata Reggina”. Questo è un messaggio che la redazione di StrettoWeb ha ricevuto in privato questa mattina. E’ privato, sì, ma poco cambia: conta il concetto. E il concetto è abbastanza chiaro, così chiaro che ci ha fatto pensare, spingendoci a una riflessione.
“Forse – riferisce il tifoso – è poco chiaro chi ha acquistato la Reggina”. Sì, partiremmo da qui. Forse non tutti hanno capito, probabilmente ancora devono realizzare, chi è il soggetto principale a cui è legato il gruppo che ha acquistato il club. Perché c’è una prima volta assoluta, nella storia della società, perlomeno in città, perlomeno da quando è comune e frequente un calcio con proprietà non locali: per la prima volta, il soggetto principale a capo della Reggina è conosciuto, già conosciuto. E non di certo per fatti negativi. E’ famoso, è facoltoso, è tra i pochi patron italiani rimasti in Serie A, tra i più longevi, tra i più oculati, tra i più competenti, tra i più vincenti, tra i più seri e tra i più influenti in Federazione.
Alzi la mano chi conosceva Luca Gallo, al suo arrivo a Reggio. Chi conosceva Felice Saladini o Nino Ballarino. Tralasciando i risultati altalenanti ottenuti da ognuno, le simpatie o antipatie personali, erano tutti soggetti arrivati sullo Stretto da perfetti sconosciuti. Di certo, erano tutti neofiti del calcio. Gallo non aveva mai guidato un club sportivo, Saladini aveva qualche esperienza nel basket a bassi livelli e a Lamezia da qualche anno, Ballarino millantava di essere stato osservatore nell’Empoli. Insomma, modestie a parte, i risultati si sono visti. E non aggiungiamo altro.
Anche su Claudio Lotito non dovremmo aggiungere altro. Ha preso la Lazio oltre venti anni fa, l’ha salvata da un debito monstre, l’ha portata a una gestione economica sana, alla vittoria di trofei, ha portato all’Olimpico calciatori di grande levatura, se pensiamo – tra gli altri – a gente come Hernanes, Klose, Luis Alberto, Milinkovic Savic e molto altro. Quest’anno in panchina sedeva un certo Maurizio Sarri, per non dimenticare Simone Inzaghi, uno degli allenatori italiani emergenti, diventato tale proprio grazie a Lotito e alla Lazio. E poi, aggiungiamo per i più sbadati, c’è la Salernitana, in 10 anni portata dalla Serie D alla Serie A. Ai più sbadati ricordiamo anche che se la Salernitana si trova oggi in Serie C, la colpa non è di certo di Lotito, che l’ha lasciata in massima serie, ma dell’imprenditore a cui l’ha ceduta, Iervolino, tra l’altro molto facoltoso (della serie “lasciata in buone mani, anzi ottime”). Di certo, siamo più che sicuri, al 110%, che Lotito non la lascerà la Reggina in mezzo a una strada, che la squadra non subirà penalizzazioni, che non le farà fare figuracce fuori dal campo, che non la farà fallire, che non la farà vergognare e umiliare come ha fatto chi l’ha preceduta.
A questa riflessione, e al messaggio privato di cui sopra, ne integriamo un altro, del tifoso Antonio Falco, altrettanto eloquente e legato alla nostra riflessione: “Perché Lotito? Quando fra tre/quattro mesi avrete contezza di cosa sia il progetto Lotito per Reggio, molti penseranno che sia una favola. Ma anche si fosse chiamato Calabró, il progetto sarebbe stato magnifico per una Reggina che negli ultimi 12 anni ha preso solo calci in faccia da tutti, con tanta sofferenza dei propri tifosi. Un sindaco forte ed un imprenditore e Senatore della Repubblica che vuole rinfrancarsi e gratificarsi da una piazza quella della Lazio che non lo tollera più”.
“Reggio Calabria vuole stare nel calcio che conta senza pretesa alcuna, il patron vuole rimanere sereno, prendersi le sue soddisfazioni e l’ ammirazione di un pubblico che lo acclama per il progetto e la categoria. Il suo stadio, il suo centro sportivo, i tifosi festanti, nessuno stress, tanti denari e progetti che vedono la nostra squadra ritornare ai grandi fasti di un tempo. C’è un arma in più questa volta, il primo cittadino Francesco Cannizzaro che con passione e lungimiranza sa quanto lo sport possa portare risorse a questa comunità. Sono piacevolmente invaghito da un progetto sportivo che farà grande la Reggina per molto tempo. Un abbraccio a tutti voi e Forza Reggina. Stiamo tornando”.
L’entusiasmo e la fiducia nascono innanzitutto dalla sicurezza di avere un imprenditore conosciuto, Claudio Lotito, facoltoso e competente. Zero dubbi sulla provenienza – anche se a Reggio c’è chi si fida di tutto e tutti, e la stessa cosa stava accadendo con Rizzetta – anzi grandi certezze sui risultati già acquisiti. E poi quelle parole di ieri del Sindaco Cannizzaro, di ritorno da Roma, che alimentano la curiosità: il primo cittadino ha infatti parlato di progetto “futuristico e visionario”. Non resta che attendere ancora qualche giorno, poi ogni dettaglio sarà sviscerato in conferenza stampa.



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