“Viola pronta per chiunque”, in semifinale Playoff c’è Angri: Martinez ko, ma c’è un Triassi clamoroso da 41 punti

Domenica sera, alle ore 18:00, la Viola affronterà Angri in semifinale Playoff: i campani hanno battuto Monopoli anche senza Martinez, ma con un Triassi clamoroso da 41 punti. I neroarancio avranno il fattore campo

Un giorno di riposo in cui recuperare le energie e mettersi comodo, sul divano, per guardare Angri-Monopoli e studiare l’avversaria della semifinale. La Viola, dopo il successo di mercoledì contro Barcellona in Gara-3, ha valutato con attenzione. Il campo ha detto Angri. I campani hanno vinto Gara-3 facendo valere il fattore campo nella gara decisiva, vincendo in rimonta contro i ragazzi di Ciccio Ponticiello. Una vera e propria impresa. Non per una questione di qualità, perchè i due roster hanno parecchio talento. Ma per un’assenza pesantissima.

Angri ha perso Matias Martinez in Gara-2, menisco ko per “El Gallito”, leader tecnico e carismatico della squadra, giocatore pazzesco da quasi 24 punti di media a partita. Giusto per un confronto puramente numerico con un altro scorer, al netto di un modo di giocare diverso, un’alternativa diversa a roster e un minutaggio differente, Marco Laganà nella Viola gira sui quasi 17 punti. Un giocatore dall’impatto importante la cui assenza peserà tantissimo a Reggio Calabria.

Angri ha vinto trascinata da un Alberto Triassi strepitoso: 41 punti complessivi, 25 nel secondo tempo con 5 triple su 6, 9 su 12 in totale con un 75% da fare rabbrividire. Un uomo in missione. Bene anche Gallo Zuasnabal con 22 punti, Granata con 12 e Lalic con 10. Praticamente in 4 (con 5 punti di Stendardo) hanno rifilato 90 punti a Monopoli.

Come sta la Viola? I segnali dopo Gara-3 contro Barcellona

Vietato sottovalutare l’avversario quindi. La Viola lo sa bene. Capitan Fernandez l’ha detto chiaro: “siamo pronti per chiunque arrivi”. Dalla sfida contro Barcellona, arrivano alcune note positive. Laquintana (19 punti) è in netta ripresa: sta ritrovando sicurezza, centralità nel gioco, capacità di decidere, sicuramente minuti dopo il lungo stop. Soprattutto, forza un po’ meno.

La coralità del gioco è la seconda chiave di lettura importante. In Gara-3 hanno giocato tutti gli effettivi, segnale della profondità del roster e del fatto che ogni giocatore ha il suo minutaggio, la sua utilità nella partita. Tutti protagonisti. Un concetto che permette di assorbire l’eccezionalità degli 0 punti di Maresca, prezioso in difesa (3 recuperi, 1 stoppata, ma anche 5 rimbalzi e 4 assist).

Bene Marini, con una prestazione da leader: 16 punti, 8 rimbalzi, decisivo sui due lati del campo, pericoloso da 3 (40%).

Ottima la convivenza Fernandez-Clark con il doppio play: il primo detta i ritmi, ragiona, litiga con il tiro da fuori (1/6), ma smazza 9 assist e dà grande fosforo; il secondo difende aggressivo, firma 3 triple pesanti, porta 11 punti in uscita dalla panchina.

Ottimo il lavoro fi Fiusco, asfissiante su Fraga (1 punto), giocatore in grado di portare punti, energia e fisicità a partita in corso.

E poi c’è Laganà. Il talento reggino ha già vinto l’anno scorso con Piazza Armerina, vuole bis davanti al suo pubblico. È il principale terminale offensivo, ma sta mettendo da parte le statistiche per una palla recuperata in più, un rimbalzo offensivo in cui farsi valere. Poi, quando può, lo step back lo prova sempre. È DNA. Anzi, mentality per essere precisi. L’accesso in finale passerà dai suoi punti, dalla sue giocate clutch e dall’alternanza con il ritrovato Laquintana da calibrare in maniera certosina.

La Viola deve fare la Viola. Partire forte, difendere bene, non forzare in attacco, in simbiosi con gli oltre 3000 del PalaCalafiore di mercoledì notte, che saranno ancora di più domenica pomeriggio. Deve giocare di squadra, con tanti singoli talentuosi, ma tutti con un obiettivo comune: conquistare la finale Playoff mettendo le cose in chiaro già da Gara-1.