Emendamenti “fuffa”? Ma magari fossero tutti così! Magari, tutti gli emendamenti, fossero come uno dei pochi messo a terra concretamente (ma perché se ne è occupata la Regione con Sacal, e non il Comune), quello per l’Aeroporto di Reggio Calabria. Magari tutti gli emendamenti “fuffa” portassero a un’opera così bella, e non solo esteticamente, ma anche efficiente, moderna e più grande. E allora “evviva le fuffe”! Lo avrete capito, a cosa ci riferiamo. A Falcomatà, a Giuseppe Falcomatà, all’ex Sindaco che dopo questi dodici anni pontifica da un palco. Ha addirittura il coraggio di affermare che quelli di Cannizzaro siano emendamenti poco concreti, che si potrebbero definire “fuffa”. Sì, l’ha detto davvero. Però pensiamo abbia ragione: certo che sono “fuffa”, nel momento in cui un Parlamentare ti mette a disposizione svariati milioni di euro per il nuovo Porto, o per riqualificare il Lido, e tu, da Sindaco, non li sfrutti, li lasci “parcheggiati”.
Ribadiamo: il più importante, tra quelli sfruttati, è quello per l’Aeroporto, ma perché ci ha messo mano Sacal, ovvero la Regione. Se pensiamo all’emendamento per le Circoscrizioni, o a quelli per Porto e Campus Universitario (progetti già approvati), anche lì l’Amministrazione non c’entra, ma è evidente lo zampino dell’Opposizione in Consiglio e di due enti come Autorità Portuale e Università. Avesse dovuto metterci mano quel Comune gestito da chi pontifica sul palco, avrebbe lasciato marcire anche quelli. E per un semplice motivo, ormai ben noto a chiunque non abbia i paraocchi: siccome i fondi arrivano da un Parlamentare della fazione politica opposta, lo smacco sarebbe stato troppo grande. Avrebbe significato ammettere che gli “avversari” hanno fatto meglio di loro. D’altronde, in questi anni, non un ringraziamento a Cannizzaro e Occhiuto per il rilancio dell’Aeroporto. Anzi, in questi giorni è emerso pure che era tutto dovuto, scontato, e che non c’è nessun merito.
Ribadiamo anche un secondo concetto: ha senso far parlare Falcomatà? Forse, a questo punto, è meglio quando si assenta. Più lui parla, più voti perde il povero Mimmetto. E’ successo per i post su Facebook, è successo anche ieri, basti vedere le reazioni della gente alle parole espresse dal palco. No, non quelle di qualche centinaio di presenti al comizio, ma in città, sui social, nel termometro cittadino. Ci aspettavamo che Falcomatà supportasse Battaglia, che arricchisse l’intervento di contenuti e idee nuove, che avanzasse delle proposte in continuità al suo governo. No, ha fatto la stessa identica campagna elettorale di sei e dodici anni fa: attacchi all’avversario e al passato. E’ riuscito, anche oggi, nel 2026, a parlare delle vecchie amministrazioni, delle vecchie gestioni, del Modello Reggio; è riuscito ad impuntarsi su una battuta di Cannizzaro (perché era evidente a tutti fosse ironico) in riferimento al fatto che andasse al Liceo ai tempi delle stagioni Scopelliti.
Proposte? Non ne abbiamo viste né sentite. Da settimane criticano le idee annunciate di funivia e tunnel, paragonano Cannizzaro a Cetto La Qualunque, ma è evidente che la città abbia voglia di cambiamento e abbia voglia di sentir parlare di cambiamento, di cose nuove, di idee, di progetti, anche i più semplici, anche sui servizi base. Dalla coalizione di CentroSinistra, bisogna ammetterlo, questo ieri (e non solo ieri) non si è sentito: si è pensato di richiamare il passato, con il solito ritornello (ormai stancante) sui lampadari di Palazzo San Giorgio e sui conti risanati; si è pensato di cambiare lo slogan di Cannizzaro. Insomma, una punzecchiatura continua non solo all’avversario attuale, ma anche a gente che oggi è presente marginalmente nella politica cittadina.
Ancora più assurdo il passaggio sulle dimissioni anticipate. Secondo Falcomatà, Cannizzaro avrebbe dovuto dimettersi da parlamentare prima, o comunque ora, senza aspettare il giorno del voto. E qual è il senso? E per quale motivo? Lo stesso per cui lui non l’ha fatto prima di diventare Consigliere Regionale? Lo stesso per cui lui non l’ha fatto dopo indagini, scandali e morti votanti? Nessuno ha preteso lo facesse allora, non dovrebbe pretenderlo lui oggi per gli altri.
Sì, forse oggi Falcomatà è ingombrante. Lo è ancora di più del passato, per Battaglia, che sappiamo essere distante anni luce dall’ex Sindaco, da alcuni valori politici e anche umani. Ma ha deciso di farsi appoggiare da lui, rischiando un autogol. E non possiamo che confermarlo a ben guardare le due piazze a confronto tra ieri e domenica scorsa…


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