È storia. È storia perché è una giornata storica. Ed è una giornata storica perché la data di oggi, 16 maggio 2026, entra di diritto tra quelle che Reggio Calabria può segnare in rosso sul calendario. Nella città dello Stretto è stata inaugurata la nuova Aerostazione dell’Aeroporto dello Stretto, il “Tito Minniti”. Un momento atteso, carico di significato, che ha richiamato istituzioni, rappresentanti politici, autorità civili e religiose, ma soprattutto il senso di una festa condivisa da un intero territorio. Una giornata di festa, senza polemiche, senza frecciate, senza Destra e Sinistra, alla presenza di tutti, di Destra e di Sinistra. C’erano tutti. Una presenza trasversale, ampia, che ha dato il senso dell’importanza dell’opera e del valore simbolico di questa inaugurazione per Reggio Calabria, per l’area dello Stretto e per la Calabria intera.
Presenti ovviamente l’A.D. di Sacal Franchini, Occhiuto e Cannizzaro, oltre al Ministro Zangrillo, mentre per l’Amministrazione da segnalare la presenza dei Sindaci f.f. Battaglia e Versace. Nutrita anche la partecipazione del mondo politico e istituzionale. Poi, tra Senatori, Consiglieri, Assessori Regionali, europarlamentari, presenti Irto, Falcomatà, Princi, Giannetta, Minasi, Mattiani, Calabrese, poi il Vescovo Morrone e il Presidente di Enac Di Palma. Un parterre ampio, dunque, che ha accompagnato una cerimonia dal forte valore pubblico, celebrata in un clima di entusiasmo e partecipazione. L’inaugurazione della nuova Aerostazione ha rappresentato non soltanto il taglio del nastro di un’infrastruttura, ma anche un messaggio di fiducia verso il futuro dello scalo reggino.
Gli interventi e il ruolo dello scalo
Dopo l’apertura di Franchini, parola al Sindaco Battaglia, che ha parlato del ruolo dello scalo per la città. Un ruolo centrale, legato alla mobilità, all’accessibilità e alla possibilità per Reggio Calabria di rafforzare la propria posizione all’interno del sistema infrastrutturale del Mezzogiorno. Poi Cannizzaro, accolto da un grande applauso, ha affermato: “Oggi non è la festa mia, di Occhiuto, di Battaglia, di Falcomatá, di Destra e Sinistra, ma di Reggio e della vicina Messina, perché vedo tanta gente anche di Messina”.
Parole che hanno sottolineato il carattere collettivo della giornata, mettendo al centro non i singoli protagonisti istituzionali, ma la città e il territorio. Il riferimento a Messina ha allargato ulteriormente l’orizzonte dell’evento, confermando la vocazione naturale dello scalo come aeroporto dell’intera area dello Stretto. Dopo il breve intervento dell’Assessore Regionale Giovanni Calabrese, è arrivato il momento della benedizione del Vescovo Morrone, che ha aggiunto solennità a una cerimonia già particolarmente sentita dai presenti.
Nuovo intervento da parte del Ministro Zangrillo, che ha detto: “credo non ci sia Aeroporto in Italia che abbia una vista così”, riferendosi alla vetrata che si affaccia sul mare. Un passaggio che ha colto uno degli elementi più suggestivi della nuova Aerostazione: il rapporto diretto con il paesaggio, con lo Stretto, con il mare e con quella cornice naturale che rende lo scalo reggino unico nel panorama nazionale.
Lo stesso Ministro ha poi ricordato il lavoro politico e istituzionale che ha accompagnato il percorso verso l’opera, aggiungendo: “Ricordo le scorribande di Cannizzaro in quei giorni in cui ha ottenuto l’emendamento. Era un pazzo, ma quando si mette in testa una cosa non ce n’è per nessuno”. Un intervento che ha strappato attenzione e partecipazione, rimarcando il percorso che ha portato alla realizzazione dell’infrastruttura e il contributo dei protagonisti che hanno lavorato per arrivare al risultato celebrato oggi.
Il Presidente di Enac Di Palma ha evidenziato il bagno di folla presente, a dimostrazione di quanto “l’Italia abbia voglia di infrastrutture. Sugli Aeroporti in Calabria si stava verificando una truffa, ma parlando con Occhiuto si è trovato il modo per rilanciarli. Grandi meriti anche a Cannizzaro”. Parole nette, che hanno richiamato il tema più generale del sistema aeroportuale calabrese e della necessità di investire sulle infrastrutture come leva di crescita, sviluppo e collegamento con il resto del Paese. La nuova Aerostazione del “Tito Minniti”, in questo senso, è stata presentata come un tassello fondamentale di un percorso più ampio, che riguarda non solo Reggio Calabria ma l’intera regione.
L’ultimo a parlare è stato il Governatore Roberto Occhiuto, che prima del suo intervento ha fatto vedere un video di pochi secondi, perché “bastano i fatti, in alcuni casi, e non le parole. Abbiamo realizzato questa opera in dieci mesi. Mesi fa la gente vedeva il cantiere e diceva che sarebbe stato pronto chissà quando, e invece ecco qua. E aggiungo, non scontato, che non c’è stato neanche un infortunio sul lavoro”. Il Presidente della Regione ha così rivendicato i tempi di realizzazione dell’opera e il risultato raggiunto, sottolineando anche un aspetto non secondario: l’assenza di infortuni sul lavoro durante il cantiere. Un dato che, nelle sue parole, ha accompagnato il completamento dell’intervento e ne ha rafforzato il valore.
Occhiuto ha poi lanciato un’idea affascinante: “quella di realizzare un ristorante nel terrazzo. Reggio Calabria è una città civile e meritava un Aeroporto di tale portata”. Un’idea che guarda già oltre l’inaugurazione, immaginando nuovi spazi e nuove funzioni per una struttura che, da oggi, cambia il volto dell’aeroporto reggino e si propone come porta d’accesso moderna e rappresentativa per la città.
Un nuovo volto per il “Tito Minniti”
La nuova Aerostazione dell’Aeroporto dello Stretto rappresenta dunque un passaggio significativo per Reggio Calabria. Non solo per l’opera in sé, ma per ciò che essa racconta: la possibilità di realizzare infrastrutture, di rispettare tempi, di dare risposte concrete a un territorio che da anni attendeva un salto di qualità.
La giornata del 16 maggio 2026 resta così impressa come una data simbolica. Una giornata in cui la città ha celebrato un risultato, guardando al futuro con rinnovata fiducia. Una giornata in cui la nuova Aerostazione del “Tito Minniti” è stata consegnata a Reggio Calabria, allo Stretto e a tutti coloro che vedono nello scalo una porta aperta sul mare, sulla mobilità e sulle opportunità.



















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