Bruno Vespa storpia due volte “Sud chiama Nord” e De Luca non le manda a dire: “questo sarebbe il servizio pubblico?” | VIDEO

Il leader di Sud Chiama Nord denuncia il trattamento riservato a Federico Basile e al movimento dopo il passaggio a Porta a Porta

Bruno Vespa storpia due volte Sud chiama Nord

Nuovo affondo di Cateno De Luca contro Bruno Vespa, Porta a Porta e la Rai. Al centro della polemica c’è il mancato riferimento, secondo quanto denunciato dal leader di Sud Chiama Nord, al risultato di Messina e a Federico Basile durante una trasmissione televisiva, questione che ha portato anche all’intervento formale di Laura Castelli, presidente del partito, con una lettera inviata alla Commissione di Vigilanza Rai e all’Agcom.

La vicenda si è poi arricchita di un nuovo passaggio televisivo: De Luca sostiene infatti che Bruno Vespa sia stato costretto dai vertici Rai a citare Federico Basile e Sud Chiama Nord nel corso della trasmissione Porta a Porta, per evitare una possibile sanzione legata alla violazione del pluralismo informativo. Un chiarimento che, secondo De Luca, sarebbe però arrivato con toni di disprezzo e superficialità.

La polemica sul pluralismo informativo in Rai

La notizia principale riguarda la denuncia politica sollevata da Sud Chiama Nord sul tema del pluralismo informativo nel servizio pubblico. Secondo quanto dichiarato da Cateno De Luca, la Rai sarebbe intervenuta dopo la lettera inviata da Laura Castelli alla Commissione di Vigilanza Rai e all’Agcom, obbligando Vespa a citare il movimento e il sindaco di Messina Federico Basile.

Il caso nasce dall’omissione del risultato di Messina, città metropolitana con oltre 200 mila abitanti, che De Luca considera politicamente rilevante e non paragonabile ad altre realtà richiamate nel confronto televisivo. Per il leader di Sud Chiama Nord, il tema non è soltanto la mancata citazione, ma il modo in cui il caso è stato affrontato successivamente in tv.

Il passaggio a Porta a Porta e l’accusa a Bruno Vespa

Secondo De Luca, il conduttore di Porta a Porta avrebbe trattato la questione in appena 40 secondi, sbagliando per due volte il nome del movimento e facendo un paragone ritenuto fuorviante con Crotone. Il leader di Sud Chiama Nord contesta in particolare il fatto che, nell’elenco delle città mandato in onda, Crotone sarebbe stata citata, mentre Messina sarebbe mancata.

Da qui l’accusa diretta a Bruno Vespa: per De Luca, il giornalista avrebbe ammesso l’omissione del risultato di Messina, ma avrebbe anche fornito una ricostruzione non corretta sul caso Crotone. Il tutto, secondo il leader del movimento, sarebbe avvenuto con un atteggiamento di superficialità nei confronti di una forza politica nata e radicata nel Sud.

De Luca: “mi considerano uno di periferia”

Nel suo intervento, Cateno De Luca collega la vicenda anche a un tema più ampio: il rapporto tra i cosiddetti “salotti romani” della politica e della televisione e le realtà considerate periferiche. L’ex sindaco di Messina interpreta il trattamento ricevuto da Sud Chiama Nord come il segno di una distanza culturale e politica, oltre che mediatica.

Il riferimento ai “salotti romani della tv e della politica” diventa così parte centrale della polemica. De Luca rivendica la propria estraneità a quei circuiti e denuncia quello che considera un atteggiamento di disprezzo verso chi non appartiene a determinate élite nazionali.

La dichiarazione integrale di Cateno De Luca

Cateno De Luca ha dichiarato: “adesso capisco perché continuamente mi ripetono che non farò mai carriera… perché certi salotti romani della tv e della politica mi considerano, con disprezzo, uno “di periferia” insomma, non alla loro altezza. Per fortuna! Bruno Vespa è stato costretto dai vertici Rai a citarci ieri sera nella sua trasmissione Porta a Porta, dopo la lettera di denuncia che Laura Castelli, nella qualità di presidente del partito, ha inviato alla Commissione di Vigilanza Rai e all’Agcom. La Rai, per evitare una possibile sanzione per violazione del pluralismo informativo, ha obbligato Vespa a citare Federico Basile e Sud Chiama Nord. Ma basta guardare questi pochi secondi per vedere con quale disprezzo e superficialità Bruno Vespa abbia trattato la questione. Intanto sbagliando, per ben due volte, il nome del nostro movimento”.

“Si chiama Sud chiama Nord: sveglia! E poi, nell’ammettere di aver “omesso” il risultato di Messina, paragona una città metropolitana di oltre 200 mila abitanti al presunto caso di omissione relativo a Crotone, città di circa 58 mila abitanti. Ma Vespa dice il falso! Perché nell’elenco delle città mandato in onda viene citata Crotone, mentre manca proprio Messina! Dunque Bruno Vespa ammette la censura nei confronti di Sud Chiama Nord, mente su Crotone, sbaglia ripetutamente il nome del nostro movimento e liquida la questione in 40 secondi. Ripeto: 40 secondi. E questo sarebbe il servizio pubblico? Vergognatevi”, puntualizza De Luca.

Il ruolo di Laura Castelli e la lettera ad Agcom e Vigilanza Rai

Un passaggio rilevante della vicenda riguarda l’iniziativa di Laura Castelli, indicata da De Luca come presidente del partito. Secondo la ricostruzione fornita nel comunicato, Castelli ha inviato una lettera di denuncia alla Commissione di Vigilanza Rai e all’Agcom.

È dopo questa iniziativa, sempre secondo De Luca, che la Rai sarebbe intervenuta per evitare una possibile sanzione per violazione del pluralismo informativo. La questione assume quindi un profilo istituzionale, perché coinvolge non solo il rapporto tra un movimento politico e una trasmissione televisiva, ma anche gli organismi chiamati a vigilare sulla correttezza dell’informazione nel servizio pubblico.

Messina al centro dello scontro politico e mediatico

La città di Messina è il punto centrale della denuncia. De Luca sottolinea il peso della città metropolitana, con oltre 200 mila abitanti, e contesta il fatto che il suo risultato sia stato omesso mentre altre città sarebbero state citate nell’elenco trasmesso in televisione.

Il riferimento a Federico Basile rafforza la dimensione politica del caso. Per Sud Chiama Nord, la mancata citazione non sarebbe un dettaglio, ma un episodio significativo nel racconto mediatico dei risultati e del ruolo del movimento sul territorio.

Sud Chiama Nord rivendica visibilità nel servizio pubblico

La polemica sollevata da Cateno De Luca mette al centro il tema della visibilità politica nei mezzi di informazione nazionali. La richiesta implicita del leader di Sud Chiama Nord è che il servizio pubblico garantisca attenzione e correttezza anche alle forze politiche territoriali, senza ridurre la rappresentazione del dibattito ai soli protagonisti dei grandi circuiti nazionali.

La denuncia si concentra su tre aspetti: l’omissione del risultato di Messina, l’errore ripetuto nel nome del movimento e il tempo ritenuto insufficiente dedicato alla rettifica o al chiarimento. Per De Luca, questi elementi confermerebbero una sottovalutazione politica e mediatica nei confronti di Sud Chiama Nord.