I 24 consiglieri eletti nella maggioranza di Cannizzaro: molte donne, tanti giovani e una ragazza eletta con 400 voti. Sfida al cardiopalma tra due big per l’ultimo posto di Forza Italia. E per la Giunta non guardate i voti | NOMI ed ELENCHI

Elezioni Comunali di Reggio Calabria: tutti i nomi dei 24 consiglieri comunali di maggioranza eletti nelle liste a sostegno del neo sindaco Francesco Cannizzaro: all'insegna del rinnovamento, la metà sono volti nuovi e ci sono tanti giovanissimi. Clamorosa sfida tra Nino Zimbalatti e Rocco La Scala per l'ultimo seggio di Forza Italia

Ad oltre 26 ore dall’inizio dello spoglio delle elezioni comunali di Reggio Calabria, i dati sulle preferenze dei candidati al consiglio comunale non sono ancora definitivi. Gli uffici comunali, infatti, sono fermi a 190 sezioni scrutinate su 196: ne mancano ancora sei, e il consiglio non è definito. Abbiamo già visto quali saranno gli 8 consiglieri comunali di opposizione, gli anti-Cannizzaro, cioè i reduci della disastrosa stagione governativa di Giuseppe Falcomatà. In quest’articolo, invece, andiamo a vedere i nomi (e i voti) di coloro che verranno eletti nella maggioranza di Francesco Cannizzaro, che ha ottenuto 24 seggi sui 32 disponibili grazie al voto plebiscitario, oltre il 65% delle preferenze, un record assoluto per il primo mandato nella storia della città.

Forza Italia (5 seggi)

Il partito principale è Forza Italia: c’è una sfida all’ultimo voto tra due grandi big, Nino Zimbalatti e Rocco Lascala, al momento appaiati a 953 voti al quinto posto. Le ultime sei sezioni saranno decisive per determinare chi sarà eletto e chi, invece, rimarrà fuori come primo dei non eletti. I dati:

  1. Antonino Maiolino 1.562 voti
  2. Federico Milia 1.225 voti
  3. Giuseppe Eraclini 1.096 voti
  4. Paolo Paviglianiti 1.070 voti
  5. Nino Zimbalatti 953 voti
  6. Rocco Lascala 953 voti
  7. Pasquale Imbalzano 834 voti

Cannizzaro Sindaco (5 seggi)

Cinque consiglieri comunali anche per la lista personale di Francesco Cannizzaro: sono i volti più nuovi e giovani, di rottura, con la capolista Manuela Iatì – appena 23enne – che sfiora i mille voti. Tutte belle novità e figure importanti: Paolo Bilardi, Nicola Zera Falduto, Fabio Colella, la stessa Iatì e il giovane Stefano Vilasi, figlio d’arte: il padre Gesuele Vilasi è stato a lungo consigliere regionale nonchè esponente di spicco di Forza Italia.

  • Paolo Bilardi 1.319 voti
  • Nicola Zera Falduto 1.224 voti
  • Fabio Colella 1.004 voti
  • Manuela Iatì 929 voti
  • Stefano Vilasi 867 voti
  • Angela Campolo 649 voti
  • Lucio Masottini 620 voti

Fratelli d’Italia (4 seggi)

Quattro gli eletti per Fratelli d’Italia, dove troviamo un altro figlio d’arte che in questo caso arriva addirittura a 1.100 voti: Giuseppe Bilardi, figlio dell’ex senatore Giovanni. Il partito del premier Giorgia Meloni porta in consiglio comunale due donne, entrambe new-entry: Serena Mangano e Daniela De Blasio. Un’altra donna, Ramona Calafiore, è la prima dei non eletti. Il più votato è l’uscente Demetrio Marino.

  1. Demetrio Marino 1.431 voti
  2. Serena Mangano 1.260 voti
  3. Giuseppe Bilardi 1.087 voti
  4. Daniela De Blasio 888 voti
  5. Ramona Calafiore 601 voti
  6. Riccardo Latella 588 voti

Reggio Futura (3 seggi)

La lista civica di Giuseppe Scopelliti, Reggio Futura, porta due donne in consiglio comunale: Luisa Curatola, sorella del noto imprenditore Walter (Soseteg) e Filomena Iatì. Al secondo posto un ottimo Marco Parisi. Primo dei non eletti Daniele Romeo, che era il superfavorito della lista.

  1. Luisa Curatola 1.412 voti
  2. Marco Parisi 1.304 voti
  3. Filomena Iatì 1.094 voti
  4. Daniele Romeo 890 voti

Lega (2 seggi)

La Lega – trainata dall’impegno del senatore Tilde Minasi – ha battuto il suo record storico in città, sfiorando il 7% con seimila voti che valgono due consiglieri comunali. Rieletti i due uscenti Antonino Caridi e Giuseppe De Biasi. Prima dei non eletti Vanessa Colica.

  1. Antonino Caridi 1.852 voti
  2. Giuseppe De Biasi 1.212 voti
  3. Vanessa Colica 544 voti

Alternativa Popolare (2 seggi)

Anche la lista di Massimo Ripepi, primo con oltre mille voti, elegge due consiglieri comunali: insieme a quello che è stato il leader dell’opposizione a Falcomatà c’è Emiliano Imbalzano, che sfiora i mille voti.

  1. Massimo Ripepi 1.024 voti
  2. Emiliano Imbalzano 917 voti
  3. Vincenzo Roberto Leo 611 voti

Noi Moderati (1 seggio)

La sfida tra Mario Cardia e Nicola Paris nella lista di Noi Moderati vede prevalere a sorpresa il primo, anche con uno scarto importante. Nicola Paris rimane così fuori da Palazzo San Giorgio.

  1. Mario Cardia 1.044 voti
  2. Nicola Paris 882 voti

Insieme si può (1 seggio)

In quota Fratelli d’Italia, entra in consiglio comunale anche una ragazza che ha un record particolare: eletta nella lista organizzata dal gruppo politico che ha sostenuto Stefano Princi (Fratelli d’Italia) alle ultime elezioni regionali, Miriam Pitasi entra a Palazzo San Giorgio con poco più di 400 voti. E’ il consigliere comunale eletto con il minor numero di voti, e supera di poche decine di preferenze un altro giovane, Giuseppe Barbaro.

  1. Miriam Pitasi 405 voti
  2. Giuseppe Barbaro 379 voti

Azione (1 seggio)

Infine, l’ultimo seggio va ad Azione con Gianluca Califano che fa il pieno e lascia dietro di sè il vuoto, esattamente come da previsioni.

  1. Gianluca Califano 801 voti
  2. Giuseppe Lombardo 213 voti

A proposito di previsioni. Un mese fa pubblicavamo quelle di StrettoWeb. Ne abbiamo sbagliati un paio, su 32, con un mese di anticipo. Faremo esperienza e proveremo a migliorarci per il futuro. Un futuro che però adesso passa inevitabilmente dalla formazione della nuova Giunta. A proposito di futuro, di Giunta e di previsioni. Non guardate i voti. Cannizzaro non è Falcomatà: è un candidato forte, autorevole, che arriva dal parlamento e che farà una Giunta con molti esterni e con tante figure di alta professionalità. Gli assessori dovranno essere 9, di cui 4 o 5 saranno donne. Siamo pronti a scommettere che soltanto la metà arriveranno dalle liste, e non saranno tra i più votati. Cannizzaro sceglierà in base alle competenze di ognuno nei settori chiave, a prescindere dal risultato elettorale. La rappresentanza democratica è garantita dal consiglio, non dalla Giunta che invece deve essere la squadra di governo a immagine e somiglianza del Sindaco. Che con gli assessori dovrà guidare la città ad una vera e propria rivoluzione.