La Reggina sta fallendo, di nuovo, il proprio obiettivo minimo stagionale. Per il terzo anno consecutivo. E viviamo le settimane drammatiche in cui i peggiori incubi si materializzano agli occhi di chi per un anno intero ha preferito credere alle favole. E ha avuto persino l’ardire di prendere in giro chi invece cercava di aprirgli gli occhi, con coerenza e logica base. StrettoWeb, su tutti. “Ci vediamo a maggio“, ed eccoci qui. Siamo sempre qui, alle porte di maggio, per il terzo anno consecutivo con lo stesso identico stato d’animo di uno e di due anni fa. Purtroppo, non ci eravamo sbagliati neanche stavolta. Purtroppo, la Reggina rimarrà ancora in serie D. E stavolta sarà il quarto anno consecutivo. Purtroppo, non ci eravamo sbagliati: gli allocchi erano davvero allocchi. Avremmo preferito che fossero stati loro, e non noi, a capire tutto con largo anticipo. E invece la Reggina rimane ancora nei Dilettanti.
Adesso se ne stanno rendendo conto anche loro, e sono scomparsi con i loro commenti impertinenti, con i loro messaggi sfottenti. “Ci vediamo a maggio, salirete sul carro” ma poi ogni anno a maggio non ci arrivano loro perchè scompaiono già ad aprile e sul carro – quello dei definiti “nemici della Reggina” – fanno a gara per salirci loro. Che allocchi erano e allocchi restano, se permettono – come accaduto vergognosamente anche nelle scorse ore – alla stessa società di continuare a prenderli per il culo senza scrupolo alcuno. Perché non si può sopportare, da un giorno all’altro, di sentire “ci vediamo a maggio” convinti della promozione a “anche quest’anno non ci resta che il ripescaggio“. Hanno iniziato ieri dopo la sofferta (sigh!) vittoria con il fanalino di coda Paternò. Ultimo in classifica e già matematicamente retrocesso in Eccellenza, 63 gol subiti in 31 partite, al Granillo ha resistito sullo 0-0 per 72 minuti prima di capitolare e qualche dirigente amaranto ha addirittura avuto il coraggio di dire, a fine gara, che per la squadra amaranto è tutto più difficile perchè le avversarie se la giocano fino alla morte.
Con il Paternò già retrocesso in Eccellenza che arriva al Granillo con 63 reti già incassate in stagione, tu Reggina avresti dovuto passeggiare agevolmente anche se gli etnei fossero entrati in campo con i kalashnikov. Avete sentito qualche interista che ha avuto il coraggio di giustificare la squadra vice campione d’Europa e campione d’Italia per l’eliminazione in Champions League con la favola del Bodø/Glimt che “con noi se l’è giocata alla morte“? Che dignità umana, prima ancora che sportiva, può avere una Reggina che da tre anni in campo raccoglie umiliazioni e fuori dal terreno di gioco si comporta anche peggio, come se pretendesse che gli altri dovessero scansarsi per chissà quale legge divina?
Reggina, ancora una volta con l’illusione del ripescaggio e gli sciacallaggi sugli altri club
Ancora più gravi e imbarazzanti i riferimenti a possibili ripescaggi con espliciti riferimenti a fantomatiche difficoltà di altre società, esposti, fallimenti, mancanze, procure. L’ennesimo boccone dato in pasto agli allocchi per tenerli buoni ancora un’altra stagione. Fallito l’obiettivo sul campo, ci proveranno fuori. L’hanno già fatto un anno fa, e due anni fa. E’ una speculazione da avvoltoi, buona soltanto a prendere in giro la gente che – dopotutto – un anno fa ci aveva persino creduto. Se non fosse stato per un articolo di StrettoWeb che pubblicava la graduatoria, erano già pronti a fare i caroselli dopo l’effimera vittoria nei playoff con la Scafatese. Gli avevamo spiegato che per ottenere il ripescaggio sarebbero dovute fallire una decina di squadre in serie C, e sono impazziti dopo che per settimane la società li aveva incantati blaterando di ripescaggio come se fosse una banalità.
E adesso ci riprovano, ancora e ancora. Speculano sull’Acr Messina, che sta lottando con Sancataldese e Acireale per non retrocedere in Eccellenza direttamente e senza disputare i playout. Un esposto alla Procura delle due concorrenti dirette sul caso dei tesseramenti (sollevato da StrettoWeb) in ogni caso non contempla l’esclusione del club peloritano, regolamento alla mano, perchè le partite sono state omologate. Se la Procura accoglierà gli esposti e accerterà la presenza di un calciatore che non avrebbe potuto giocare, verrà comminata una penalizzazione. Acireale e Sancataldese si sono mosse esclusivamente per questo motivo: se dovessero retrocedere in Eccellenza, verrebbero ripescate al posto del Messina con la classifica riscritta. In alcun caso, regolamento alla mano, l’Acr rischia l’esclusione. In alcun caso può beneficiarne la Reggina che persino nella stagione più umiliante della storia del calcio messinese è riuscita a farsi umiliare al San Filippo e al Granillo, con i biancoscudati imbattuti nel doppio confronto con gli amaranto che avrebbero dovuto stradominare il campionato.
Anziché chiedere scusa in ginocchio e andare via, nascondersi e andare via per sempre, la dirigenza della Reggina continua a vendere illusioni. Buone solo per chi vuole continuare a farsi prendere in giro. Tanto, anno più anno meno… Ci diranno di nuovo che “ci vediamo a maggio“, e poi scadranno nell’umiliazione dell’aspirazione al ripescaggio. L’unica speranza è che tra poco più di un mese non abbiano più i loro amici a Palazzo San Giorgio, e finalmente la Reggina potrà tornare libera. Potrà tornare ad essere dei tifosi, quelli veri. Quelli liberi. Quelli con la schiena dritta. Quelli che la maglia amaranto ce l’hanno nel cuore, veramente. E che in questi anni si stanno divertendo esclusivamente con i successi di Viola e Domotek. Aspettando che la Reggina esca dal tunnel in cui l’ha messa l’amministrazione comunale uscente.




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