Davanti a 55 minuti di riconciliazione con la realtà, in una piazza strabordante di gente, durante un accorato comizio che ha evidenziato tutte le criticità della città, ha dato una speranza per il futuro, ha parlato di quello che dovrebbe essere normale in una città come Reggio Calabria, ma che proprio in una città come Reggio Calabria normale non lo è, la sinistra reggina è stata colpita da un solo, breve, passaggio: “Reggio, con l’aiuto di Dio e della Madonna della Consolazione, risorgerà. Ve lo assicuro. Dio vi benedica!“.
Alle orecchie della sinistra è arrivato solo questo. Del resto, la parte precedente, era sicuramente meno gradevole all’ascolto, quella sui problemi della città, frequenze silenziate direttamente dalle loro orecchie, come testimoniano le tante segnalazioni dei cittadini rimaste inascoltate. Le frasi a carattere religioso pronunciate da Francesco Cannizzaro, cristiano, credente e in linea con determinati valori espressi dal proprio partito (Forza Italia), hanno dato fastidio. Non ne si capisce bene il motivo, trattandosi di un comizio di piazza.
Fatto sta che il centrosinistra ha fatto di quelle 3 frasi il suo principale argomento di campagna elettorale. Contenti loro. E non lo ha fatto Battaglia, candidato sindaco espresso dalla sinistra, dai modi gentili e da una certa eleganza politica che ne ha sempre contraddistinto l’agire e il parlare. Lo hanno fatto Falcomatà, ex sindaco presente ancora come un’ombra sulla città, insieme ai suoi megafoni, Reset e La Strada, le liste civiche che ieri si sono prodigate in una nota stampa coraggiosa, nel senso che per scriverla, con tanto di refusi finali, ci vuole parecchio coraggio.
E l’elettorato di sinistra ha fatto ciò che gli riesce meglio: fare i radical chic, gli snob, i comunisti col rolex, quelli che sono dalla parte della gente dalla quale però si sentono superiori. Addirittura Fiorella Mannoia si è sentita in dovere di intervenire su Instagram, chissà a quale titolo, per fare dell’ironia su un uomo, innamorato della sua città, legato al culto mariano, che ha il desiderio di risollevare Reggio Calabria.
Quando Falcomatà citava Falcomatà davanti alla Madonna
E fin qui, sarebbe anche comprensibile l’atteggiamento degli esponenti della sinistra e del loro elettorato. Siamo in campagna elettorale, queste dinamiche sono contemplate nel gioco, così come qualche colpo sotto la cintura. Se non fosse però, che serve un po’ di coerenza, o ci si espone alla risposta. E come già avvenuto per Falcomatà con Cannizzaro che lo ha rimesso al proprio posto, nella sua stessa pagina social, con un commento che ha fatto il botto di like, viene altrettanto facile farlo sul tema religioso.
Nemmeno un anno fa, Giuseppe Falcomatà teneva il suo discorso strappalacrime davanti alla Madonna, in occasione “dell’ultimo cero votivo” da sindaco, a pochi mesi dalle elezioni regionali e in piena campagna elettorale per sperare di strappare un posto in Regione e non dover finire al Comune di Milano.
In quel frangente, Falcomatà si è prodigato in un comizio elettorale, dentro al Duomo di Reggio Calabria, ricordando a tutti il suo impegno per la città che si apprestava a lasciare come sindaco puntando a un posto in Consiglio Regionale. E giù lacrime davanti al foglio, lacrime fra i suoi compagni all’ascolto. Falcomatà ha tralasciato, nel ricopiare dalla brutta alla bella, tutte le parti sulle strade dissestate, la spazzatura, i problemi idrici, le classifiche che ci vedono all’ultimo posto, le frottole sull’aeroporto, gli scandali politici, il Miramare, il Museo del Mare, la Reggina svenduta per tornaconto politico, le opere compensative dimenticate dopo il ricorso per fermare il Ponte sullo Stretto.
Falcomatà ha avuto l’abilità di “citare Falcomatà” davanti alla Madonna, nel suo luogo sacro, ed essere protagonista anche di una cerimonia solenne in cui avrebbe dovuto, come ogni sindaco, solo rendere un umile omaggio, facendosi da parte. Cannizzaro, in un comizio elettorale, in un luogo laico come una piazza, in un evento organizzato da Cannizzaro stesso, quindi ‘a casa sua’, ha invocato l’aiuto della Madonna per far rinascere la città. Con che coraggio si celebra il primo e si punta il dito contro il secondo?
Gli stessi che applaudivano in lacrime Falcomatà e oggi criticano Cannizzaro, dovrebbero fare un voto di silenzio. Poi ci penserà il voto di maggio a silenziarli definitivamente.




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