Non ci crediamo, non possiamo crederci, stentiamo a crederci. Ma invece, purtroppo, è tutto vero. E non ci capacitiamo davvero di come sia possibile. Di come sia possibile, con l’arrivo della bella stagione, offrire a turisti e cittadini quella immagine della Via Marina di Reggio Calabria. Quella immagine imbarazzante, vergognosa e, permetteteci, schifosa. E siamo alle solite: detriti di ogni tipo, sporcizia, degrado assoluto e totale. Non ci dovremmo meravigliare, dite voi, dopo questi dodici anni? Il ragionamento, seppur corretto, ci riporta a un minimo di lucidità: il centro, il centro che più centro non si può, quello del Lungomare, la cartolina più bella della città, era stato mantenuto in condizioni quantomeno decorose, negli anni. Non perfette, non eccellenti, forse neanche bellissime, ma almeno sufficienti, accettabili. Ecco, ora neanche quello.
Le mareggiate delle scorse settimane hanno portato a riva praticamente di tutto. Non dopo due ore, e neanche il giorno dopo, ma dopo il secondo giorno ci saremmo aspettati una pulizia straordinaria ed efficace del litorale cittadino. E invece non è accaduto. Abbiamo atteso settimane per vedere temporaneamente rimosse (non sistemate) parti delle colonne di Tresoldi abbattute dal vento. Abbiamo atteso ancor di più per vedere spazzata l’area dell’Arena dello Stretto, piena di terra dopo le mareggiate. Non che servisse chissà quale grande automezzo di ultima generazione. Sarebbe bastata anche una scopa, una bella spazzata, e in qualche ora tutto sarebbe tornato alla normalità. E’ successo dopo settimane, dopo solleciti, lamentele, notizie a mezzo stampa. Ed è già una figuraccia.
Quella documentata ieri, invece, è più che una figuraccia, è un qualcosa che non si può neanche definire, è ben oltre l’assuefazione al degrado di una città abituata alla spazzatura vicino ai portoni e per strada, ai ratti che scorrazzano, alle strade devastate dopo le piogge di questi mesi. E’ il peggio del peggio, proprio perché non è la periferia nascosta della città, ma il primo biglietto da visita per i turisti. La Via Marina, il Lungomare, lo Stretto in tutta la sua maestosità e bellezza in una delle passeggiate più belle d’Italia, ancor più belle in questo periodo della stagione. E’ il Colosseo per Roma, è il Duomo per Milano, è Piazza del Plebiscito per Napoli, è Piazza della Signoria per Firenze. E’ ciò che il turista vede per primo, è ciò che il cittadino sceglie per una tranquilla passeggiata a Pasquetta. Non si aspettano di vedere, nessuno di loro, tornando a Reggio, una spiaggia sporchissima, con immondizia, sterpaglie, con i detriti che il mare ha riportato a riva.
Ci chiediamo se davvero, dopo questi dodici anni, l’Amministrazione voglia concludere in… “bellezza”. Dal buon Mimmetto Battaglia, che abbiamo sempre elogiato per i suoi modi gentili e in controtendenza rispetto al recente passato, non ci aspettiamo di certo miracoli o programmazione, in pochi mesi. Dopo i disastri del suo predecessore, infatti, ci sarebbe bisogno di ben più tempo, con una pianificazione adeguata e una squadra di Governo sicuramente diversa da questa, che rappresenta l’esatta continuità con l’ex Sindaco. Però siamo in Primavera, siamo nella bella stagione, nella stagione delle passeggiate al tramonto e dei primi aperitivi al mare; siamo oggi – e per fortuna non erano frottole – una città più turistica del passato. Un’opera di pulizia straordinaria, e ben prima della Pasquetta e della Primavera, sarebbe scontata, neanche dovuta. Sarebbe normale amministrazione. Dovrebbe essere immediata. E a farsene carico dovrebbe essere innanzitutto l’Assessore al ramo.
Dalle “frottole” alle “frotte”… di turisti: un regalo troppo grande per chi non lo sa gestire
Perché poi ci si riempie la bocca di belle parole come “turismo destagionalizzato”, “bellezza”, “cultura”, però poi ci rendiamo conto che l’Amministrazione di questa città, ben due anni fa, si è ritrovata con un regalo prezioso che non sapeva gestire. E infatti i risultati sono questi. Mentre urlava alle “frottole”, si vedeva arrivare in città non “frottole”, ma “frotte”, di turisti, grazie all’opera di chi si è sostituito alla città, al Comune, al Sindaco. Non una parola, allora, oggi anche qualche attacco, addirittura. Attacco all’attuale Governatore e attacco anche a chi – nel proprio programma elettorale – sogna qualcosa di diverso, va anche oltre, immagina e propone progetti avveniristici con l’obiettivo di scacciare la mediocrità, scacciare chi vuole un freno alla crescita, chi lascia la Via Marina sporca per settimane, l’InfoPoint chiuso nonostante la fresca inaugurazione e il giorno di festa ma anche gli indecenti cordoni arancioni al Museo.
Non ci aspettiamo, o almeno non speriamo, in inaugurazioni flash, in pompa magna, a cantiere aperto, in piena campagna elettorale, come fu per Giuseppe Falcomatà. E non speriamo neanche nell’inaugurazione di centri federali in pieno giorno, in fretta e furia, pur in assenza di illuminazione, per poi mandare tutto all’aria un anno dopo. Ecco, quello sarebbe troppo, ancora, anche se chi l’ha ideato oggi fa opposizione in Regione e sembra anche bravissimo. L’ordinario però sarebbe il minimo. Un ordinario non urlato, un ordinario che dovrebbe passare in sordina. O davvero, dopo questi dodici anni, volete lasciare alla città questo biglietto da visita?


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