Il vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini oggi è a Reggio Calabria. Dopo una passeggiata con il candidato Sindaco Francesco Cannizzaro, e dopo aver presenziato a un incontro all’Hitachi, Valentini è intervenuto nel corso di un punto stampa insieme all’Onorevole reggino. “L’Italia esporta circa il 30% del suo Pil. La nostra realtà è fatta di piccole e medie imprese che competono nel mondo e ci riescono se fanno sistema. Come? Una grande azienda porta con sé tutta una serie di micro-aziende. L’Italia è brava nel fare cose che altri non sanno fare ed è brava nella flessibilità. L’obiettivo è mantenere queste aziende sempre al passo con la tecnologia. Hitachi a Reggio è considerato un player” ha esordito Valentini.
“Tutti i piani e tutte le visioni devono camminare sulle gambe degli uomini e sulle loro visioni. Quando Cannizzaro vi diceva che abbiamo provato a trattenerlo a Roma era per puro egoismo. Noi lo volevamo a Roma per il suo contributo a livello nazionale. Capisco la sua scelta, il richiamo della terra, il bisogno di mettere in pratica chi lo sostiene ma anche le potenzialità di questa città. Per questo dovremo lavorare insieme per progetti concreti e immediati. Se guardate fuori c’è scritto ‘Adesso Reggio’, perché Reggio non è una città del futuro, ma del presente, di ora“.
Un passaggio interessante è l’aneddoto legato a Silvio Berlusconi: “quando Berlusconi ha conosciuto Cannizzaro, ha detto: ‘questo ha le bollicine negli occhi’. Quando fai un’elezione scegli con la testa, col cuore, con l’istinto. Devi suscitare nel moto delle emozioni e lo fai con i fatti. Ora serve il passo in più: dare a questa città una visione a lungo termine pensando al passo che fai, mai uno più lungo della gamba. I progetti si realizzano con le persone, ma individualmente nessuno è meglio di altri. Le cose riescono lavorando di squadra. Cannizzaro per la città, Occhiuto per la Regione e poi il Governo. A Reggio c’è un fuoriclasse al quale dobbiamo portare risultato“.
“Made in Reggio fa parte del Made in Italy e si realizza giorno dopo giorno, con l’attività quotidiana. Made in Italy non significa dove si fanno le cose, ma come si fanno le cose, col cuore, con l’intelligenza, altruismo, pensando a un lavoro a servizio della comunità. Così si è costruito un pezzo di Made in Italy, termine che nacque per la prima nell’800, quando gli inglesi obbligarono i tedeschi a inserire ‘Made in Germany’, per differenziare i prodotti. Ecco, in Italia abbiamo fatto il contrario. Io credo molto nel Sud, che ha cose fondamentali: ha una gioventù che altre parti d’Italia non hanno, ha una forte rete di atenei, ha una serie di bellezze invidiabili. Avere dato la ZES è una intuizione di questo Governo, che fa capire: stiamo diventando sempre più competitivi”.
“Attorno alla candidatura di Cannizzaro vedo entusiasmo. Lungomare? Io sono bolognese, gli stabilimenti romagnoli sono aperti tutto l’anno, in inverno sono ristoranti che continuano a produrre ricchezza. Bergamotto? La Legge sul Made in Italy consente di dare una protezione anche su questi tipi di prodotti. Lavoriamo per l’IGP, ma non è che così facendo si vende di più. Prima il prodotto deve essere originale e legato al territorio, deve avere una valenza, e questa è un’opportunità, ma se il prodotto costa troppo o viene soppiantato da un altro allora l’IGP non basta” ha aggiunto.










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