Il Vinitaly 2026, nelle date dell’1 e del 2 agosto, farà tappa a Reggio Calabria. Un evento che si prospetta, a dir poco, straordinario quello annunciato oggi dall’on. Francesco Cannizzaro e dall’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo. Quest’ultimo, nel punto stampa odierno, ha dichiarato: “noi abbiamo, nel 2024, per la prima volta, fatto uscire dalle mura di Verona Vinitaly and the City e lo abbiamo fatto con un’idea importante presso il parco archeologico di Sibari laddove riteniamo tutto sia cominciato per il sistema vitivinicolo dell’Occidente, 3 mila anni or sono, quando gli antichi sibariti bevevano e consumavano il vino che veniva prodotto nelle colline antistanti, la piana di Sibari. L’idea è piaciuta perché la regione in questi anni è diventata una regione credibile, capace di essere sui tavoli nazionali, grazie al presente Occhiuto, con la capacità di mantenere anche le promesse fatte, di avere anche istanze capaci di sorprendere il resto del paese.
Sono stati due successi, quest’anno dal 17 al 19 luglio avremo la terza edizione, ma non potevamo resistere rispetto alla richiesta che è venuta in maniera pressante dall’onorevole Cannizzaro e dalla città di Reggio Calabria, perché l’onorevole Cannizzaro ha voluto fortemente che la regione guardasse a Reggio Calabria per questa manifestazione di grande rilievo e di grande importanza.
Noi abbiamo voluto questa due giorni, a livello sperimentale sicuramente, ma io sono sicuro che sarà un grande successo e certamente se i numeri ci daranno ragione continuerà ad essere un hub della promozione del sistema vitivicolo calabrese, un piccolo sistema ma che in questi anni ha puntato sulla qualità, che è cresciuto fortemente perché i nostri viticoltori in controtendenza rispetto al sistema nazionale ed europeo riescono a vendere per intero le loro produzioni hanno elevato i prezzi, ancora non troppo per la verità, perché noi riteniamo che i nostri vini siano vini di qualità e debbano essere riconosciuti e rimunerati a prezzi adeguati, però credo che questo sia un percorso sia per sostenere il sistema vitivinicolo calabrese, ma anche per sostenere il sistema agricolo primario, quello agroalimentare, quello enogastronomico e perché no il prodotto territorio.
Sarà un veicolo importante come è stato a Sibari e come sarà a Sibari anche quest’anno, a Reggio Calabria per promuovere la Calabria e i calabresi nella loro interezza, il sistema agricolo, agroalimentare, eno gastronomico sarà il trionfo di questa nostra Calabria, in particolare con un orientamento verso la provincia di Reggio Calabria in questo caso, ma sarà il trionfo del territorio Calabria che in questi anni è cresciuto fortemente anche in termini di numeri per il turismo, che è una regione che incuriosisce, è una regione che comincia a essere attrattiva, lo è la riprova, l’aumento dei voli che il Presidente Occhiuto e l’Onorevole Cannizzaro hanno voluto per l’aeroporto di Reggio Calabria che hanno portato tanto turismo verso questa città che è stata scoperta da tantissimi e viene scoperta sempre di più da tanti altri. Credo che questo debba essere il nuovo modo di proporsi di una Calabria sempre più attrattiva, sempre più capace di sorprendere, sempre più nicchia. E proprio perché è nicchia noi dobbiamo prepararci al meglio ad organizzare questa manifestazione.
Io sono sicuro che Reggio sarà ottima, sarà molto brava nell’organizzare questa manifestazione, saprà accogliere al meglio gli amici di Verona Fiere. Quando noi abbiamo proposto agli amici di Verona Fiere questa ulteriore possibilità, per la Calabria in questa joint venture che noi stiamo conducendo da qualche tempo con loro sono rimasti entusiasti perché gli abbiamo parlato del chilometro più bello d’Italia gli abbiamo detto che era un faccio e un balcone verso lo stretto di Messina e verso la Sicilia e che sarebbe stato molto suggestivo, d’altro canto ‘nella città più bella del mondo’ perché tutte le città calabresi sono le più belle del mondo in questa Calabria straordinaria e Reggio è una perla e io credo che questa proposta sia una proposta vincente che a loro è piaciuta moltissimo e peraltro saremo a 100 metri dal Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria che ospita i bronzi di Riace che credo che saranno uno dei simboli di questa manifestazione“.
“Io avrò paura degli eccessi di entusiasmo perché conosco il calore e la passione dei reggini e quindi noi dovremmo naturalmente gestire tutto questo, però a mio avviso Reggio è già matura per queste manifestazioni e saprà fare al meglio, soprattutto con una nuova amministrazione“.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sull’obiettivo che la Regione si è posta in termini di presenze, l’assessore Gallo ha dichiarato: “Reggio è una città grande, grandissima, ha quasi 200 mila abitanti, poi ha un interland importante, tutta questa provincia, guarda naturalmente anche alla Sicilia, noi pensiamo che anche dalla Sicilia ci saranno tantissimi che verranno verso la Calabria, perché peraltro non sarà aperta solo ai vini calabresi, ma sarà aperta naturalmente ai vini del sud, io immagino che ci siano anche ai vini dell’Etna, che siano protagonisti di questa manifestazione, il modo per dimostrare che questa Calabria ha orizzonti sempre più ampi“.
Gallo ha poi aggiunto: “credo sia prematuro stabilire quali saranno i costi, naturalmente rispetto ai costi c’è un’azione di promozione con fondi specifici destinati dal fondo di Sviluppo e Coesione che la Regione Calabria mette a disposizione anche attraverso Arsac, quindi poi vedremo più avanti. Per quanto riguarda il trionfo del sistema vitivinicolo penso che sia naturalmente in particolare quello reggino che ha il consorzio terre di Reggio Calabria, il consorzio di Bianco, il consorzio di Bivongi che condivide naturalmente con altre province ma che comunque è un consorzio sia pure di nicchia che comunque guarda verso la provincia di Reggio Calabria quindi c’è tanta qualità c’è tanta unicità c’è tanta specificità peraltro l’Aspormonte è un valore assoluto e noi naturalmente guardiamo sempre anche i viticoltori eroici penso a quelli di Bivongi e penso quindi ad una capacità di resilienza che passa anche attraverso la produzione di vino che noi naturalmente supporteremo se ci sarà chi vorrà essere supportato“.








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