L’Ufficio Urbanistica del Comune di Reggio Calabria non ha certo bisogno di presentazioni. Vi basti sapere che, a 2 anni dall’approvazione del Piano Casa da parte del governo, misura che aiuta i cittadini a far fronte a eventuali problemi relativi al settore edilizio, a Reggio Calabria è impossibile usufruirne per incapacità di metterne in pratica le norme. Come se non bastasse, all’interno dell’Ufficio Urbanistica reggino aleggiano nuove ombre, l’ennesime di questi lunghi e travagliati anni. Parliamo di un conflitto di interessi in capo all’ing. Ida Albanese, attuale dirigente del settore.
Il conflitto di interessi dell’ing. Albanese
La questione è abbastanza semplice: l’ing. Ida Albanese risulta essere socia di una società di ingegneria avente sede sul territorio reggino, la Desman Engineering S.r.l., la quale è iscritta al Registro delle Imprese del medesimo comune di competenza dell’ufficio presidiato da Albanese.
Consultando il sito della Desman Engineering S.r.l., alla voce “committenti pubblici”, sono indicati, ai primi due posti della lista, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Reggio Calabria.
A seguito di concorso per diventare dirigente, svoltosi nel dicembre 2024, Albanese è risultata vittoriosa e inserita in graduatoria, è stata poi nominata con Decreto n. 1 del 08.01.2025 dirigente del settore n. 3 Urbanistica “Pianificazione Territoriale” dall’Amministrazione guidata dall’allora sindaco Falcomatà.
Tale dualità rappresenta un conflitto di interessi in un ufficio da anni sotto osservazione per la natura degli interessi che dovrebbe tutelare in maniera terza e imparziale.
Cosa dice la legge?
La fattispecie è regolata da 3 pilastri normativi.
- Il primo riguarda il principio di Esclusività (D.Lgs. 165/2001) che determina come il rapporto di lavoro di un dirigente pubblico (anche regolato da contratto a tempo determinato, come l’Art. 110 TUEL) è caratterizzato dal dovere di esclusività.Un dirigente non può esercitare la libera professione né ricoprire cariche in società a scopo di lucro.Se la società in questione è una “Società tra Professionisti” (STP), la partecipazione come socio professionista implica solitamente l’esercizio dell’attività. Anche come socio di puro capitale, la partecipazione in una società che opera nello stesso settore e territorio dell’ente sarebbe in contrasto con i doveri d’ufficio.
- Il secondo punto riguarda Inconferibilità e Incompatibilità (D.Lgs. 39/2013 – Decreto Severino). Il decreto legislativo 39/2013 disciplina i casi in cui un incarico non può essere conferito o mantenuto.L’inconferibilità viene a determinarsi se il professionista, nei due anni precedenti, ha svolto attività professionali “regolate, finanziate o retribuite” dal Comune stesso: in questo caso, l’incarico di dirigente non può essere conferito.Un soggetto non può essere contemporaneamente dirigente del Comune e titolare di altre cariche in enti di enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione che conferisce l’incarico. Se la società d’ingegneria riceve appalti o incarichi dal Comune, entra in gioco l’incompatibilità.
- Il terzo punto riguarda il Conflitto di Interessi (Art. 6-bis L. 241/1990 e D.P.R. 62/2013). Il settore Urbanistica è parecchio delicato, visto l’alto rischio di corruzione, lo determina l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).Se la società del socio (anche solo al 10%) presenta pratiche edilizie, varianti o piani attuativi al Comune, il dirigente si troverebbe in capo all’ufficio che deve istruire o approvare le pratiche della ‘sua’ società. Se ne determinerebbe un conflitto strutturale.L’obbligo di astensione impone al dirigente di astenersi da ogni atto riguardante la società. Tuttavia, se il conflitto è sistematico (perché la società lavora stabilmente in quel territorio), l’astensione renderebbe impossibile lo svolgimento delle funzioni dirigenziali, rendendo l’incarico nullo o illegittimo. L’ANAC si è espressa più volte (es. Orientamento n. 21/2015) affermando che la titolarità di interessi economici in un settore strettamente connesso alle funzioni dirigenziali assegnate configura un conflitto di interessi che impedisce il conferimento dell’incarico.
Il quadro desolante della politica reggina
Uno scandalo che si va a inserire in un quadro politico desolante. A pochi mesi dalle elezioni che doneranno, si spera, una nuova guida politica illuminata alla città di Reggio Calabria dopo 12 anni di Amministrazione Falcomatà, la situazione politica reggina è agghiacciante.
Falcomatà stesso, appoggia Mimmetto Battaglia come candidato sindaco, un’alleanza politica che ha del paradossale, soprattutto legata alla storia dei loro padri. Per scegliere il suo candidato, la sinistra è pronta a delle primarie fuffa dalle quali Anna Nucera si è chiamata fuori. Nel traghettamento fra un’amministrazione e l’altra, mentre Falcomatà si è assicurato il posto in Regione, Versace ha ben pensato di nominare Antonino Castorina come nuovo Capo di Gabinetto del Comune di Reggio Calabria, l’uomo sotto processo nell’inchiesta relativa ai brogli elettorali che ha scosso Palazzo San Giorgio, per aver orchestrato, secondo l’accusa, un sistema di voto fraudolento ai danni di anziani e infermi.
In un quadro politico del genere, cosa volete che sia un conflitto di interessi in più o un conflitto di interessi in meno, giusto?


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?