Si è conclusa da pochi minuti, presso la Galleria Vittorio Emanuele, l’iniziativa pubblica “Amiamo Messina!”, promossa da Cateno De Luca e Federico Basile. “Messina si ama con scelte amministrative coerenti, con continuità nell’azione di governo e con il coinvolgimento della comunità”, ha affermato il sindaco dimissionario. “In pochi anni il volto di Messina è cambiato. Oggi la città ha alzato la testa e sta costruendo un futuro diverso. Oggi si deve aprire una fase diversa per fare il salto di qualità. I consiglieri? Sono stato eletto con 20 consiglieri su 32, mentre oggi abbiamo 13 consiglieri e questo ha fatto venire meno una solidità che non riguarda il voto di un atto, ma fa venire meno quella che serve all’azione dell’amministrazione comunale”, rimarca Basile.
Dimissioni di Occhiuto
Il sindaco Federico Basile parla anche di un “logoramento all’interno della nostra squadra”, rivendicando “il coraggio di una scelta che non ha nulla di diverso da quella fatta in Calabria dal governatore Occhiuto, se non il fatto che io non ho paracaduti politici, a differenza di tanti altri che oggi parlano”.
“Siracusano non ha saputo rappresentare la città”
“L’onorevole Siracusano non è mai stato scelta dai messinesi per rappresentarli probabilmente non ha saputo rappresentare bene Messina. In questi anni abbiamo fatto un miracolo, oggi finalmente i servizi funzionano, la spazzatura non è in mezzo alla strada, i bus pubblici passano, dobbiamo sviluppare la nostra città negli anni a venire”, puntualizza Basile. “Città metropolitana? Nominerò un vicesindaco che continuerà il lavoro in questi mesi”, conclude Basile.
“Si apre la fase 3”
“Abbiamo trasformato realtà frammentate in eccellenze come dimostrato, ad esempio, dalla Messina Social City, un modello che ora vogliamo esportare anche a livello metropolitano per dare stabilità ai lavoratori e sottrarli al precariato delle cooperative,” ha dichiarato Federico Basile ricordando come l’azione di governo sia stata rallentata da logiche politiche interne. “Gli atti vanno votati per coscienza, non per colore. Abbiamo subito rinvii infiniti su delibere fondamentali. Mi dimetto per amore della città: se fossi stato un sindaco attaccato alla poltrona, sarei rimasto fermo. Ma Messina ha bisogno di correre”, ha spiegato ancora.
A dimostrarlo i risultati concreti che delibera dopo delibera la città ha prodotto. “Nel 2018 la città era al collasso, in dissesto. Oggi siamo un modello per il sistema di trasporto pubblico locale, la spazzatura non è nelle strade, i cantieri sono aperti perché è una città che cambia e cresce. Abbiamo superato la fase della conquista della normalità, ora inizia quella strategica”, ha sottolineato ancora.




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