Millecinquecento euro. Lo scriviamo a numero, che rende meglio l’idea: 1.500 euro. Uno stipendio medio, in Italia. Non di certo l’importo di un caffè, sia chiaro, ma neanche il costo di una villa in centro città a Roma. Insomma, una cifra che si può pagare, eventualmente anche previo accordo ed eventualmente anche con una rateizzazione. Una cifra che, sicuramente, però, non si può “bucare”. E in questo caso non si può “bucare” perché non sei una famiglia monoreddito, ma una società di calcio che rappresenta la gloriosa Reggina, quella che ha disputato quasi dieci campionati di Serie A, molti anche di Serie B. Ecco, se sei la Reggina e non paghi 1.500 euro, fai vergognare una città. Ancor di più perché ti eri accordato con la FIGC, “patteggiando”, in seguito a un’altra mancata corresponsione (circa 15 mila euro) verso una società entro i termini. Soldi che avevi incassato, e non dovevi uscire di tasca tua.
La Reggina non ha rispettato l’accordo con la FIGC sul pagamento di una multa. La stessa Federazione, scaduti i termini, ha dichiarato risolto l’accordo. Non vale più. Che “cattivona”, questa FIGC. Appena ha l’occasione, “TAAC”, come diceva il buon Renato Pozzetto, è sempre pronta a condannare la Reggina. Sono i poteri forti, gli stessi che hanno ostacolato Saladini solo perché aveva deciso di non pagare un importo previsto dalle leggi federali. La FIGC, “cattivona” allora, colpisce ancora. Questa volta per molto meno, 1.500 euro.
Siamo ironici, per chi non l’avesse capito. Sappiamo già che in molti, tra i soliti strenui difensori di Ballarino, sono già pronti a prendersela con la FIGC. Così avevano fatto tre anni fa, trovando l’alibi di Gravina e di Cellino. La realtà è però un’altra: che, oggi come allora, da Saladini a Ballarino, la responsabilità è sempre e solo della proprietà, che continua a fare vergognare una città che fino a qualche anno fa si faceva rispettare da chiunque, dentro e fuori dal campo.
In tutta questa vicenda, c’è un elemento che in realtà non è nuovo. Una conferma, purtroppo, che non stupisce ma che fa ancora notizia. E rumore. Il mancato rispetto dell’accordo con la FIGC è una notizia. E, come tale, meriterebbe risalto. Un risalto che però è stato riservato dai soliti, pochi, coloro che da due anni e mezzo “combattono” proprio perché hanno a cuore la Reggina, e perché pretendono il meglio, sicuramente molto di più. Per il resto, silenzio. Silenzio dalla stampa amica, silenzio da chi – anche al di fuori del giornalismo – dovrebbe fare un po’ più di rumore. E invece no. Come sempre. La piazza è “sazia” di 7 mila persone, è sazia delle vittorie contro i paesini di provincia, è sazia di aver pareggiato un derby all’87’ contro una squadra che sette giorni prima aveva cinque gol in casa. E va bene così…



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