Cosa rischia la Reggina dopo il mancato accordo con la FIGC? L’Avvocato Di Cintio a StrettoWeb: “ora un procedimento disciplinare”

Abbiamo chiesto all'Avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, cosa rischia ora la Reggina dopo il mancato rispetto dell'accordo di patteggiamento con la FIGC

Non si tratta di un reato grave, ovviamente. E anche la cifra è da considerarsi irrisoria. Fa riflettere, però, il comportamento. La Reggina ha disatteso un accordo assunto con la FIGC. Aveva patteggiato rispetto a un mancato pagamento, ma non ha rispettato neanche il patteggiamento. Nello specifico, avrebbe dovuto pagare l’ammenda di 1.500 euro alla Federazione (con tanto di inibizione di 45 giorni al Presidente Minniti) in seguito a un mancato pagamento – entro i termini – alla Scafatese dovuto all’incasso della finale playoff.

Non rispettando l’accordo, è intervenuta la stessa Federazione, che ha comunicato la scadenza dello stesso, entro i termini perentori, e la definitiva risoluzione dell’accordo. Ma che succede ora? Lo abbiamo chiesto direttamente all’Avvocato Cesare Di Cintio, uno dei più importanti esperti di diritto sportivo a livello nazionale e in passato anche molto vicino alle vicende amaranto.

“In un patteggiamento – rivela a StrettoWeb –  quando c’è una sanzione anche pecuniaria non rispettata, il patteggiamento decade, scatta la recidiva e si apre un procedimento disciplinare. La Reggina, dunque, ora dovrà affrontare un vero e proprio procedimento disciplinare. Rischi? Aumenterà la sanzione pecuniaria. Altro non è previsto, a meno che non vengano contestate altre cose. E’ chiaro che anche il legale rappresentante, che è stato inibito, ne è responsabile”. Di Cintio non ha stabilito quanto, in termini di cifre, ma è chiaro che la sanzione aumenterà, di più rispetto ai 1.500 euro.

In merito alla Reggina, abbiamo chiesto a Di Cintio un’idea sull’attuale momento storico amaranto“La Reggina ha sempre un valore affettivo importante per me, perché ho vissuto diversi anni a Reggio Calabria. Ho vissuto la Reggina di Foti, con cui ho ancora un rapporto di amicizia, un legame affettivo. Nel momento in cui è venuto a mancare un imprenditore come lui, disposto anche a investimenti corposi, è chiaro che i risultati del campo ne abbiano risentito. Questa proprietà sta facendo il massimo, ovviamente, ma la Reggina merita altri palcoscenici, merita la Serie A. Essere in D per il terzo anno di fila è un grosso vulnus per la città a livello sportivo. Ricordo quando Viola e Reggina erano in Serie A, si parlava di Reggio come punto di riferimento”.

Se servono altri imprenditori? Non parlo solo a livello economico. Sottolineo che vincere non è mai facile, ma è chiaro che a Reggio non si può parlare di Serie D, si fa fatica a farlo. Non sono io a fare i conti in tasca all’attuale proprietà, però stiamo parlando di Reggio. Ok la ripartenza dai Dilettanti, ma ci si aspettava di vincere subito e, seppur non scontato, bisogna far di tutto”.