Mancano ancora cinque mesi alle elezioni comunali di Reggio Calabria e la campagna elettorale appare lontana in questo Natale 2025 di attesa e di speranza, per una città che ha grande voglia di cambiamento. Anche l’albero di Natale di piazza Duomo è rimasto lo stesso, con quei rami di plastica costati un botto lo scorso anno. Il quadro politico rimane complesso, esattamente rovesciato rispetto a quanto ci si aspetterebbe per consuetudine: l’opposizione di Centrodestra ha una solida certezza, mentre la maggioranza che guida Comune e Città Metropolitana da oltre 11 anni è divisa dalla faida interna al Pd tra Irto e Falcomatà, che ha lasciato tutta una serie di ferite aperte dopo le elezioni regionali e la formazione di una nuova Giunta comunale (ancora monca).
Il nuovo Sindaco facente funzioni, Mimmetto Battaglia, è espressione storica del partito ma è anche stato scelto in questa fase dal Sindaco uscente Falcomatà, che nel consiglio comunale di fine anno passerà definitivamente il testimone. In un universo normale, sarebbe una vera e propria staffetta con Battaglia investito contestualmente tanto dell’incarico di Sindaco facente funzioni, quanto dell’utilizzo di questo interregno come trampolino per la candidatura alle elezioni di primavera, come successore dello stesso Falcomatà appunto. Avrebbe il sostegno del Sindaco, e quindi di tutto quel variegato mondo delle sue liste civiche, e al tempo stesso non potrebbe creare alcun malumore nel partito, vista la sua autorevolezza e storica militanza e coerenza all’interno del Pd.
Eppure, a Reggio Calabria la normalità diventa eccezione. Il partito è oggi in difficoltà e non riesce ad indicare al Sindaco, da settimane, neanche il nome dell’Assessore donna da inserire nella nuova Giunta. Irto, che non ha mai digerito Falcomatà, adesso è insidiato dal primo cittadino reggino uscente addirittura nella leadership della segreteria regionale del partito. Non sarà una scalata facile, quella di Falcomatà, che è e rimane oggi emarginato dalle logiche dirigenziali di un partito che non ha alcuna intenzione di mollare. Rimasto in consiglio regionale senza alcun tipo di ruolo, sta facendo opposizione ad Occhiuto da solo e fuori dall’alveo non solo del Pd, ma di tutta la coalizione del Centrosinistra. Insomma, regna il caos e in questo contesto crescono le ambizioni di Massimo Canale, già candidato a Sindaco nel 2011, da tempo al lavoro per la nuova candidatura come figura di rottura e di discontinuità rispetto all’era di Falcomatà. Anche lui sta già lavorando alle liste civiche e punta sulle debolezze del Pd per vincere le primarie contro Battaglia. Se con Brunetti avrebbe avuto vita facile, adesso però sarà più difficile. Tutto, come sempre, dipenderà dalle scelte del partito che potrebbe giocare una partita su un terreno totalmente diverso rispetto al sentiment del suo popolo, dei militanti e dei cittadini.
La realtà è che dopo oltre 11 anni di governo cittadino, Falcomatà non è riuscito a mettere quei presupposti necessari alla sua successione e lo stato d’animo dell’intera coalizione è quello di un liberi tutti, una sorta di “si salvi chi può“, tra fughe a destra, rassegnazione e bagni di realtà.
La certezza del Centrodestra è Cannizzaro
Anche perchè stavolta, a differenza del 2020, la situazione del Centrodestra è molto diversa. Qui, infatti, c’è una leadership molto solida e indiscussa che fa riferimento a Francesco Cannizzaro. Sarà lui a scegliere il candidato, e ha già pubblicamente espresso la disponibilità a scendere in campo personalmente qualora fosse necessario. Significa che stavolta non si ripeteranno gli errori di cinque anni fa, nonostante le continue pressioni di Salvini per esprimere anche questa volta il candidato sindaco di Reggio Calabria. Ma oggi la posizione di Cannizzaro è molto più solida rispetto a cinque anni fa e il candidato sarà diretta espressione del territorio. Non ci sono alternative ai nomi più forti: Giusi Princi e lo stesso Cannizzaro in persona. L’occasione di guidare il Comune di Reggio Calabria aprendo una nuova fase di governo in sintonia con quello Regionale di Occhiuto e quello Nazionale di Meloni è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Insomma, mentre le elezioni si profilano all’orizzonte della primavera del nuovo anno, anche se la campagna elettorale è ancora lontana, si stringe di molto il cerchio dei nomi dei possibili candidati. E per Reggio questo è l’ultimo Natale prima di quella che in ogni caso sarà una nuova epoca dopo gli undici anni e mezzo di Falcomatà e del Pd.



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