Più forte degli infortuni: Giuseppe Barreca prima cintura di judo giapponese nella storia di Reggio Calabria

Giuseppe Barreca certificato prima cintura di judo giapponese nella storia di Reggio Calabria. Il maestro reggino, nonostante la terza rottura del crociato, ha anche ricoperto il ruolo di tedoforo in Sicilia

  • Giuseppe Barreca Kodokan Judo Institute Tokyo
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Nei mesi scorsi ci eravamo occupati della storia di Giuseppe Barreca, insegnante tecnico di judo dell’ASD Athletic Center di Reggio Calabria, associazione sportiva affiliata Fijlkam, che dopo due rotture del crociato aveva trovato la forza fisica e di volontà per rimettersi in piedi per realizzare il sogno di calcare uno dei tatami più famosi al mondo. Il maestro reggino, infatti, ha conseguito un diploma di certificazione su uno dei Kata del judo (Nage no Kata) presso il Kadokan Judo Instituto di Tokyo, tempio del judo internazionale, sostenendo anche l’esame per diventare cintura nera.

Esame superato già in estate, con la certificazione ufficiale recapitatagli, con tanto di pergamena di graduazione, da qualche giorno che lo ha reso la prima cintura di judo giapponese nella storia della città.

Purtroppo, la storia di Giuseppe ha vissuto un altro momento negativo. “Ho spinto troppo in allenamento e sono arrivato al limite – racconta a StrettoWeb – il ginocchio ha retto e il crociato è saltato nuovamente. Dovrà fare una terza operazione al medesimo ginocchio, una possibilità ed un rischio che avevo messi in conto ma che non mi fa pentire della scelta fatta. Il terzo intervento purtroppo è più oneroso, inoltre, dopo un anno speso intensamente non avevo le energie mentali per operarmi nell’immediatezza per affrontare 12-18 mesi per recuperare“.

Eppure, Giuseppe ha trovato, nuovamente, il modo di trasformare un dramma, umano e sportivo, in una nuova occasione di rinascita. “Il destino mi ha dato una nuova possibilità – racconta -. Sono stato convocato come tedoforo per le Olimpiadi di Cortina. Nella giornata del 19 dicembre ho corso per un tratto del Comune di Giarre (Catania), portando un simbolo mondiale. Da atleta sognavo di allenarmi in Giappone e partecipare alle Olimpiadi. Anche se non è stato da atleta, in quest’anno sono riuscito a realizzare tutto quanto partendo da meno di zero.

Riprendendo una riflessione fatta in un nostro editoriale sulla Fiamma Olimpica, Barreca spiega: “i reggini hanno la brutta abitudine di non saper apprezzare ciò che hanno, comprese storie di persone semplici che nel limite delle loro possibilità hanno realizzato i loro sogni. Per molti la Fiamma Olimpica vuol dire poco, per qualcuno sarà solo un ‘onore’ di facciata di cui vantarsi… per altri è stato la realizzazione di un sogno, nonostante le cadute, nonostante i limiti e le difficoltà, andare oltre è qualcosa che un reggino sa fare“.