Reggina, come ti sei ridotta: altro che “operazione simpatia”, nell’ultimo mese screzi con 4 società…

In poche settimane, la Reggina è riuscita a inimicarsi quattro squadre. E pensare che Ballarino di recente ha parlato di "operazione simpatia"

Nell’ordine, in poche settimane: tifosi del Locri, allenatore del Castrumfavara, presidente del Siracusa, tecnico e calciatori della Vibonese. In poche settimane, la Reggina è riuscita a inimicarsi quattro squadre. E con due di queste c’è un rapporto di amicizia storico, oltre che territoriale profondo. E’ lo specchio del dilettantismo e della mediocrità in cui è caduta la piazza, per colpa di una politica altrettanto mediocre, protagonista della scelta di una società che si sta rivelando – anzi confermando – tale. Mediocre e inefficiente nei risultati, nei modi di fare, nella comunicazione, negli atteggiamenti, nei comportamenti.

Eppure, non era così difficile. Sei la Reggina, in Serie D sei “venerata”. Tutti onorati di ospitarti e affrontarti, sai che in questa categoria ci devi stare un anno, rispettare tutti, vincere perché sei più forte e poi andare via. Saranno poi i tifosi calabresi e siciliani, quelli vicini all’area dello Stretto soprattutto, a venire al Granillo a tifare Reggina contro le grandi della Serie A. E’ successo passato, nei primi anni Duemila, quando a Reggio venivano catanesi, catanzaresi, messinesi e vibonesi. Insomma, la Reggina in D è come la Juventus in B. Non c’è alcun motivo per inimicarsi nessuno. Non hai motivo di ricorrere a “mezzucci” per vincere, perché la tua storia dice che sei più forte.

No, scordatevelo. Niente di tutto questo. Negli ultimi due anni, la Reggina è stata trattata come se fosse la squadra di paese di Terza Categoria. Incapace di vincere, si è messa a fare la “guerra” con tutti, lamentandosi poi se in campo gli avversari sputano sangue. Essendo la Reggina, si sarebbero dovute tutte scansare. Incredibile! Il problema è che ha fatto la “guerra” a piazze che negli anni sono state al Granillo a tifare Reggina, come detto su.

Dal Locri alla Vibonese, tre settimane di veleni

Clamoroso il caso del Locri, una diatriba tra tifoserie specchio di dilettantismo e mediocrità. Vergognoso l’atteggiamento dopo Reggina-Castrumfavara, con le urla di Ballarino contro i giornalisti e il tecnico dei siciliani imbarazzato in conferenza stampa. Clima di odio che ha puntato il dito contro il Siracusa, il quale ha poi sfottuto Ballarino dopo la vittoria del campionato. I vertici della Reggina hanno insinuato sul fatto che il Siracusa compri le partite, instillando l’idea nella mente dei tifosi vittimisti e costretti a ricorrere a questi sotterfugi per provare a vincere il campionato di… Serie D (!!!). L’ultimo show, ma siamo sicuri che non sarà proprio l’ultimo, nella giornata di ieri. Anche la Vibonese, società e squadra da sempre amica, finita nel tritacarne del complotto architettato da una piazza – quella amaranto – che ormai non ci ha capito più niente.

Il giorno dopo la sfuriata contro il Siracusa, ai microfoni di una radio amica, Ballarino affermava questo: “è da un anno e mezzo che facciamo operazione simpatia. Magari non la mettiamo così in visibilità, ma è chiaro che la facciamo. Perché siamo stati in Lega, ci siamo fatti conoscere, ci siamo messi a disposizione, non abbiamo mai fatto una polemica”. Saremmo curiosi di conoscerla, questa operazione simpatia. Da Locri-Reggina del 17 aprile a Reggina-Vibonese dell’11 maggio, quattro società contro in tre settimane e mezzo, tra odio, veleni, frecciate, insinuazioni, diatribe tra tifoserie in cui un club dovrebbe restare fuori. E questa si chiama “operazione simpatia”? Non sappiamo cosa ne sarà del prossimo anno, non sappiamo se la Reggina vincerà i playoff, se presenterà domanda e se verrà ripescata. Di certo, il campo oggi dice Serie D. E se la D sarà confermata, le avversarie non le stenderanno di certo il tappeto rosso. Oppure sono obbligate a scansarsi?