Cresciuto nel profumo dolce di farine e zuccheri, figlio di una famiglia di pasticceri, il protagonista di questa storia ha fatto della passione e della sperimentazione la sua firma personale. Fin da bambino è stato immerso nell’arte della pasticceria, un ambiente che ha sempre considerato casa. A soli 20 anni, già forte di tre anni di esperienza diretta, aveva ben chiaro che la sua strada sarebbe passata attraverso il mondo dei lievitati. Stiamo parlando di Domenico Chirico, giovane “lievitista” (così si definisce) di Reggio Calabria che in poco tempo ha bruciato le tappe, arrivando all’apertura di un locale, “Fermento”, di cui abbiamo già ampiamente parlato in altro articolo.
Eppure, il percorso che lo ha portato fino ad oggi è nato quasi per gioco, per scherzo. “I miei amici mi dicevano: ‘non sai fare la pizza, fai solo i dolci”. Ma questa battuta è diventata la scintilla di una nuova sfida, permettendo a Domenico di investire su sé stesso: corsi su corsi, molti sacrifici, ore trascorse tra Napoli e Caserta, cuore pulsante della tradizione pizzaiola. Determinazione e studio lo hanno portato a essere uno dei primi di Reggio Calabria a entrare nell’Accademia Pizza Doc, prestigiosa istituzione napoletana dedicata alla formazione di pizzaioli professionisti. Durante il suo percorso, ha avuto l’onore di formarsi al fianco di veri maestri del settore come Salvatore Lionello, Vincenzo Capuano, Raffaele Bonetta, Gabriele Bonci e Piergiorgio Giolilli, pionieri nel panorama internazionale della pizza.
Dopo gli anni di formazione in Campania, è tornato nella sua città natale, portando con sé un bagaglio di esperienza che si è concretizzato nella sua prima attività commerciale: il primo “Fermento”, aperto due anni fa a Cannitello. Dopo “Fermento” a Cannitello ecco “Fermento” a Villa San Giovanni, dove il giovane talento ha sperimentato lo Chef-Table e non solo. E non solo, sì, perché tra le grandi novità c’è una pizza particolare, nuova. L’ha chiamata “Ho smesso di saltare”, perché è realizzata con filetto di canguro. Ebbene sì, avete letto bene. Si tratta di una proposta audace, composta da filetto di canguro trattato come un roast beef, cipolla in carpione con vino rosso calabrese, stracciatella affumicata al barbecue e spinacino agli agrumi di Calabria, il tutto adagiato su una base “padellino” a lunga fermentazione, con una trasformazione che richiede fino a 12 ore di lavoro.
I segreti della fermentazione
Oggi, a 27 anni, Domenico Chirico è un istruttore certificato di pizza, ma si definisce con orgoglio un “lievitista”, un esperto dei lievitati a 360 gradi: non solo pizze, ma anche panettoni, colombe, croissant e cornetti, tutti realizzati secondo principi di fermentazione spontanea. Il suo lavoro si distingue per la cura maniacale nella scelta dei fermenti naturali, senza aggiunta di lieviti industriali: frutta, verdura e cereali vengono fermentati artigianalmente per garantire un prodotto il più sano e genuino possibile. La sua attenzione alla qualità si ritrova anche nel suo gelato artigianale, realizzato rispettando rigorosamente le materie prime, con paste prodotte direttamente nella sua azienda. Accanto alla pizza, un’altra sua grande passione sono le fritture: tra corsi e sperimentazioni ha perfezionato la tecnica delle tradizionali fritture napoletane e romane, dai supplì alle celebri frittatine.
La sua è una storia fatta di radici profonde, ma anche di evoluzione continua, in cui tradizione e innovazione si fondono in un equilibrio perfetto, raccontando attraverso ogni impasto e ogni fermentazione una nuova, autentica espressione del gusto.
Articolo pubbliredazionale










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