Sono bastati quattro giorni per portare Valerio Antonini a stregarsi del Messina. La partita di lunedì sera, gli oltre 5 mila spettatori del San Filippo per una squadra che lotta disperatamente per evitare la serie D con una proprietà-fantasma, uno stadio da 40 mila spettatori e il rimbombo del sostegno dei tifosi nonostante la situazione sportivamente drammatica. Una città importante con oltre 220 mila abitanti, al centro del Paese per il progetto del Ponte sullo Stretto e con una potenzialità calcistica di serie A, dove venti anni fa ha già sfiorato l’arrivo in Europa. Subito dopo la partita di lunedì sera Antonini, oggi Presidente del Trapani, aveva già espresso con un suo solito tweet parole di apprezzamento, “uno stadio e una città da serie A“, ma ancora nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo dopo.
Antonini è un imprenditore molto facoltoso e con un’ambizione sfrenata. Ecco perchè Trapani inizia a stargli stretta e lunedì sera si è così tanto stregato di Messina che in settimana è montato l’entusiasmo per realizzare un nuovo progetto. Prima l’idea di coinvolgere alcuni amici, poi quella di impegnarsi personalmente. Così Antonini ha individuato due emissari molto seri, un messinese e un licatese già tesserati dell’Acr Messina in un recente passato, e gli ha chiesto di sondare il terreno. Così ieri i due intermediari hanno incontrato Basile e prospettato l’idea di Antonini, con cui il Sindaco si è poi anche sentito telefonicamente.
Dopo l’incontro con il primo cittadino, i due emissari hanno incontrato Sciotto a Giammoro ma l’ormai ex patron biancoscudato ha confermato di non avere alcuna intenzione di far valere la clausola rescissoria, anche qualora non verrà pagata la seconda rata della cessione. Rimane lo scoglio dell’AAD Invest Group, che si conferma una maxi truffa: i soldi promessi da Alaimo dopo l’incontro con il Sindaco dal notaio, non si sono ancora visti. E tutti hanno capito che non arriveranno.
Di fronte all’interessamento di una figura importante come Antonini, l’AAD Invest Group ha il dovere di ascoltare le condizioni dell’acquirente anziché continuare a tenere in ostaggio l’Acr impedendogli di avere un futuro migliore. Idem per Sciotto, che ha il dovere nei confronti della propria città di sentire la responsabilità rispetto a tutto quello che ha combinato negli ultimi anni e favorire l’ultima possibile speranza per un futuro che non sia cupo.
Per quanto riguarda Antonini, martedì a Trapani incontrerà personalmente i suoi emissari per delineare la strategia. Qualora la trattativa non andasse subito in porto, con il Messina retrocesso in serie D Antonini sarebbe liberissimo a giugno di rilevare il club biancoscudato e ripartire dai Dilettanti pur mantenendo – almeno inizialmente – la proprietà del Trapani.
La situazione è in continua evoluzione. Intanto domani il destino ha messo Trapani e Messina sulla stessa strada: le due squadre giocheranno entrambe alle 15 in Puglia, il Messina a Monopoli e il Trapani a Cerignola. Si incontrerebbero senza ombra di dubbio in autogrill se il Trapani non viaggiasse con il jet privato messo a disposizione della squadra da Antonini sin dalla scorsa stagione, nei Dilettanti. E chissà se su quell’aereo il prossimo anno non voli proprio il Messina…





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