Messina: seduta fiume di consiglio comunale tra sospensioni, cavilli burocratici e mancanza di numero legale

Messina: seduta fiume di consiglio comunale tra sospensioni, cavilli burocratici e mancanza di numero legale. La massima assise comunale riprenderà domani mattina

E’ stato un consiglio comunale caotico a Messina, con all’ordine del giorno il canone unico patrimoniale, iniziato intorno alle 10 e terminato, per mancanza di numero legale, alle 19:30. Nel mezzo sospensioni, cavilli burocratici e polemiche tra Sud chiama Nord ed il resto dell’opposizione che ha portato alla rottura e quindi al rinvio a domani mattina per mancanza di numero legale (13 presenti e 19 assenti). La problematica è sorta sull’emendamento del consigliere comunale Giandomenico La Fauci di Ora Sicilia di “riportare i precedenti valori rispettivamente in giorni 45, giorni 30, giorno 30 e giorni 5, e cassare la nuova proposta di aumentare questi valori rispettivamente a giorno 60, giorni 45, giorni 45 e giorni 10″. Questo punto non è stato votato dai consiglieri vicini al sindaco Basile e da qui la frattura con il resto del consiglio. Da evidenziare che i vari gruppi politici hanno presentato ben 16 emendamenti.

Domani si ricomincia

Dopo la sospensione, l’ennesima della giornata, e la presa d’atto della mancanza del numero legale, il presidente del Consiglio comunale, Nello Pergolizzi, ha dato appuntamento a domani mattina alle ore 09:30.

Mancanza dei Revisori

Come se non bastasse, sotto la sollecitazione del consigliere Carbone di Fratelli d’Italia, è sorta la problematica dell’assenza dei revisori dei conti per quanto riguarda il parere degli emendamenti. In aula era presente solo un componente ma, per legge, devono essere presenti minimo due. Altra sospensione ed attesa per risolvere questo nuovo cavillo.

Le novità del Cup

In precedenza l’assessore ai Tributi, Roberto Cicala, aveva spiegatole novità del Cup una volta approvato: chi ha già un’autorizzazione avrà sei mesi per adeguarsi, tavolini e sedie dovranno sempre lasciare due metri di spazio al marciapiede per il passaggio pedonale, la collocazione di arredi non deve essere inferiore a 0,60 metri.