Ultimi ma… ultimi. Qualità della vita: il PD e le contraddizioni della “Falcorealtà”

Reggio Calabria ultima per qualità della vita ma il PD e Falcomatà negano la realtà, oggettiva, che hanno contribuito a creare

Qualche settimana fa, mentre Falcomatà presenziava all’inaugurazione del nuovo parco urbano del Rione Marconi, parlava di “quartieri dormitorio” e contemporaneamente rispondeva col sorriso a chi gli chiedeva del perchè Reggio Calabria si fosse classificata all’ultimo posto per la qualità della vita nella classifica stilata da ItaliaOggi.

Chissà quali indicatori vengono presi in considerazione. Chissà chi le fa queste classifiche. Peccato che il Sole 24 Ore, uno dei giornali più autorevoli in Italia, abbia confermato, attraverso i propri indicatori l’ultimo posto di Reggio Calabria in merito alla qualità della vita. Difficile che, in due analisi su due, la stessa città finisca in fondo alla classifica per un errore di valutazione o dei parametri fuori scala.

A questa nuova triste conferma, Falcomatà e il PD hanno cercato di opporsi con una linea comunicativa abbastanza confusa e contraddittoria, il che non sarebbe nemmeno una novità, finendo per smentirsi da soli.

Qualità della vita a Reggio Calabria: indicatori e “Falcorealtà”

L’indagine effettuata dal Sole 24 Ore analizza la qualità della vita delle città italiane basandosi su 90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.

Analisi, evidentemente, non coincidente con la “Falcorealtà”. Il sindaco reggino si è prodigato subito in un post Facebook nel quale parla di “Ultimi ma non ultimi” (ma siamo al 107° posto, ultimi); etichetta come “creativi” i sondaggisti, come se facessero tali analisi sotto effetti, giusto per trovare l’ispirazione; per chiude con “siamo quarti per tasso di fecondità“, come dire: tanto procreiamo lo stesso. Peccato che gli stessi figli finiscano poi per emigrare in cerca di un futuro migliore che qui non riescono ad avere.

Gruppi di Maggioranza e PD gli hanno, neanche a dirlo, fatto eco. Comunicati vittimistici su quanto gli sforzi del Sindaco e dell’Amministrazione abbiano dovuto scontrarsi con un governo che del Sud proprio non ne vuole sapere.

Come smentirsi da soli

Il PD reggino ha chiamato in causa proprio la politica nazionale invitando a riflettere sul perchè le città agli ultimi posti siano proprio del Sud. Una “Questione Meridionale” da addossare al Governo Meloni ma che risulta incredibilmente contraddittoria con l’intera tesi di Falcomatà.

Facciamo chiarezza: il Sindaco sottolinea come Reggio Calabria non sia ultima secondo i ‘suoi parametri‘; il PD lo sostiene sciorinando opere architettoniche, cantieri e riqualificazioni; entrambi poi parlano di un Sud che resta indietro rispetto al Nord e che viene ‘dimenticato’ dalla politica, motivo per il quale resta agli ultimi posti.

Ma come? Reggio Calabria non è ultima per qualità della vita ma in quanto parte del Sud resta comunque ultima a causa delle politiche nazionali e non di quelle locali di chi la governa ogni giorno da 10 anni?

Se a Reggio Calabria si vive bene e i sondaggi sono sbagliati, vuol dire che anche quelli relativi alle altre città sono sbagliati e non esiste alcuna “Questione Meridionale”. Invece, se Reggio Calabria risulta ultima (anche) a causa di una scarsa attenzione del governo, allora i sondaggi sono corretti e l’ultimo posto resta quindi confermato e incontrovertibile. Una cosa esclude l’altra.

È colpa… dell’Autonomia Differenziata

Il jolly per uscire da questo impasse logico? Buttarla in caciara, come sempre. Colpa “dell’Autonomia Differenziata“, secondo la Sinistra. Che neppure esiste: né al Nord in cui le città battagliano sempre per la vetta delle classifiche, né al Sud relegato agli ultimi posti. Un cambiamento, che si tratti di Autonomia Differenziata o altro, sarebbe quantomeno auspicabile per provare a rilanciare il Meridione e restringere la forbice di un Paese diviso in due. Indipendentemente da cosa ne pensino “i creativi” di Palazzo San Giorgio e la “Falcorealtà” limitata al quadrilatero di Piazza Italia, non di tutta Italia…