Il mistero di Valle Crati: perché Granata non molla? Ve lo spieghiamo noi

Anno bisesto, anno funesto: ecco perché Granata è ancora lì. Ma le cose stanno per cambiare: dalla poltrona del Consorzio a quella di Tribunale

StrettoWeb

Per un po’ lo avevamo accantonato. Dopo tante peripezie trascorse insieme, abbiamo messo la parola “Fine” alla sua storia. Ignari, però, che era solo terminato un capitolo ed una nuova, entusiasmante avventura stava prendendo forma. Perché sì, le storie possono essere un po’ vecchiotte ma, come le migliori epifanie, appaiono quei momenti di lucidità inattesa che ti spiazzano e ti riportano a percorrere quella stessa strada, aggiungendo un pezzo per volta, ma sempre dritto senza perdere di vista la destinazione.

E la destinazione, il nostro eroe, la conosce bene: noi che lo seguiamo nelle sue avventure ancora no, ma LUI continua imperterrito su quella strada e non perde mai di vista quell’orizzonte, quel punto in cui nasce l’arcobaleno e si trova la pentolaccia d’oro. O la presidenza del Consorzio Valle Crati.

 

Dai, lo avevate capito: immergiamoci in questa nuova pagina del racconto dello sceriffo senza pistola ma che ha rubato il distintivo. Perché Maximiliano Granata, il Presidente che non dovrebbe esserlo ma che ancora lo è, il suo titolo se lo tiene stretto e trova tutte le scappatoie per non lasciarlo andare. Tipo non convocare il Consiglio d’Amministrazione per procedere con l’elezione del nuovo Presidente. Mi pare giusto.

Nelle precedenti puntate

Facciamo un piccolo riassunto di quanto accaduto e di quanto, tra poco, accadrà: Maximiliano Granata, Presidente del Consorzio Valle Crati, avrebbe dovuto dire addio al suo ruolo alla fine di dicembre 2023: noi, insieme al sindaco Francesco Iannucci di Carolei, ci abbiamo sperato ma, d’altronde, non avevamo fatto i conti con il 2024 che ha 366 giorni. Si sa, anno bisesto, anno funesto: e infatti Granata non lo ha schiodato nessuno.

Come si schioda un Presidente che non deve essere Presidente dalla poltrona di Presidente? In teoria, seguendo il regolamento sottoscritto dai consorziati, indicendo un’assemblea che chiama a raccolta il Consiglio d’Amministrazione e tiratala tu che la tiro io, si procede con l’elezione di un altro tizio – o anche lo stesso – che andrà ad occupare la carica. Semplice no, ma fattibile.

Sappiamo bene, però, che il Don Quijote i’ Cusenza (chissà se, a sto giro, mi querela davvero!), tra un post in cui invoca il Gabibbo e un altro in cui alliscia il Presidente Roberto Occhiuto – e, allo stesso tempo, senza che neanche si capisca come, riesce ad andargli contro – di tutto si occupa tranne che di convocare il consiglio. Che sbadatino!

Chi di delibera ferisce, di delibera perisce

Fatto sta che arriviamo a Febbraio, è passato oltre un mese e mezzo e lui è lì (figurativamente parlando perché dentro alla sede del Valle Crati non mette piede… chissà perché) e non sa ancora come rimandare il suo saluto di commiato. Quindi, lo sceriffo che non ha pistola ma possiede molta fantasia, decide di emanare – anzi, ripescare – una delibera.

Pubblicata in data 8 febbraio, possiamo riassumerla così: “se tutti i comuni del Valle Crati non pagano i debiti – e anche qui, chissà perché sono morosi… – il CdA non può essere convocato, quindi io resto Presidente gnè, gnè, gnè”. Granata però, come anche in altre occasioni, si è lodato (della sua furbizia) per imbrodarsi. Ed è qui che viene il bello!

I sindaci di alcuni dei comuni appartenenti al Consorzio hanno infatti deciso di impugnare la sentenza facendo ricorso al Giudice Ordinario con carattere d’urgenza. Presto quindi – anzi prestissimo – si terranno le udienze in cui Granata (si spera) dovrà spiegare il perché della mancata convocazione del CdA, il perché della scelta di “inventarsi” un punto del regolamento che non esiste (quello dei Comuni morosi) per non decadere dal suo ruolo.

Il ruolo “coraggioso” di Carolei

Tra i Comuni che hanno impugnato la delibera c’è quello di Carolei, a guida del sindaco Francesco Iannucci il quale, ancora una volta, ha parlato con noi di StrettoWeb circa questa incredibile situazione: “l’udienza per Carolei è stata fissata per il 29 aprile. Ci saranno poi altri Comuni. Granata dovrà dare conto di quello che sta facendo e di come si sta comportando”.

E poi, la bomba: “d’altronde lui conosce benissimo questo iter che è lo stesso che ha utilizzato lui, a sua volta, per ‘cacciare’ il suo predecessore”. Ah però! E come il buon Granata scrive alla fine dei suoi post-it (ehm, articoli di blog): “Noi seguiremo la vicenda, la storia continua nelle prossime puntate”.

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