Autogol Perugia: Santopadre controreplica alla Reggina, ma i suoi stessi tifosi lo attaccano

Il Perugia controreplica alla Reggina, ma gli stessi tifosi umbri non la prendono bene e attaccano Santopadre

Voleva replicare, anzi controreplicare, ma l’impressione è che abbia peggiorato la situazione. Dopo essersi infervorato ieri in Assemblea di Lega, richiamato anche dal Presidente del Bari De Laurentiis per i modi esagitati e ironici contro la Reggina, il numero uno del Perugia Santopadre ha incassato il colpo – attraverso il comunicato degli amaranto di questa mattina – e ha poi deciso di replicare nel pomeriggio, mediante un comunicato. Risultato? Diciamo che poteva andare meglio, ecco…

Il comunicato del Perugia in risposta alla Reggina

“Si legge oggi – comincia così la nota – che il Perugia si lamenta della Reggina perché è retrocesso e perché non sa accettare il risultato del campo. I fatti parlano da soli e lasciamo a chi legge di farsi l’idea che vuole. La Reggina ha partecipato al campionato di Serie B appena terminato perché (pur avendo debiti milionari anche per tasse e contributi) essa si è appellata ad una legge dello Stato che consente di proporre ai creditori un importantissimo taglio di quanto loro dovuto: qui parliamo addirittura di un taglio del 95%. Giustamente, allora, la Reggina dice: che cosa volete? Stiamo applicando una legge dello Stato. Ed anzi: meglio prendere il 5% che nulla”.

“Come dicevamo – continua Santopadre – ognuno si faccia l’idea che vuole. Noi abbiamo parlato di violazione -e clamorosa- delle regole dell’ordinamento sportivo e non delle leggi dello Stato. L’ordinamento sportivo impone a chi vi appartiene (e tutte le squadre di B) di attenersi sempre ai principi di lealtà, correttezza e probità. Chi non lo fa è sanzionato. Domanda: si attiene ai doveri di lealtà, correttezza e probità chi non paga tasse e contributi e lo fa anche nella stagione appena terminata?, si chiede il patron umbro.

“Un’altra piccola riflessione”, aggiunge. “Lo Stato italiano (quello che ha varato la legge che ha applicato la Reggina) non impone a nessuno di avere rapporti con le imprese (come la Reggina) che dichiarano di essere in crisi. L’ordinamento sportivo, al contrario, obbliga le squadre di un campionato a competere tra loro (anche se c’è un’impresa in crisi). Si verifica quindi, nell’ordinamento sportivo, che io che pago puntualmente tutto (e mi attengo ai principi di lealtà, probità e correttezza) sono chiaramente svantaggiato nei confronti di una squadra che, anziché pagare tasse e contributi, con quei soldi ha comprato e contrattualizzato giocatori e allenatore con stipendi molto onerosi. Anche qui lasciamo al lettore di farsi l’idea che crede. I fatti parlano da soli”.

Le riflessioni

Santopadre ha perso, ha fallito. Lo dice il campo. Due retrocessioni in C in quattro anni, di cui la seconda – l’anno dopo un playoff conquistato – sicuramente meno rocambolesca di quella di quattro anni fa e sicuramente meno rocambolesca del gol del 3-2 contro il Benevento arrivato nel finale dell’ultimo match. Questo comunicato, però, è tutt’altro che un gol. E’ un autogol bello e buono, in piena regola. A scagliarsi contro lo stesso Presidente, infatti, sono in primis – e in buona parte – i suoi stessi tifosi.

Tantissimi, quasi tutti, i commenti social dei supporters umbri sono contro il patron biancorosso, reo – si legge in uno dei tanti (sono consultabili e pubblici) – di aver fatto vergognare la città di Perugia. “Ci stai facendo vergognare …stai umiliando la gente di Perugia”, scrivono. Ma anche “Rimane il fatto che i punti nostri sono stati fatti con una rosa dimmerda, eravamo i penultimi a livello di ingaggi, adesso vogliamo dire che siamo gli unici bravi e rispettosi”.

Il Presidente degli umbri continua ad appellarsi a presunti vantaggi della Reggina rispetto alle altre. Se, per lui, le limitazioni sul mercato di gennaio sono vantaggi, allora c’è qualcosa che non va. Se, per lui, i punti di penalizzazione – con conseguente condizionamento in negativo nel girone di ritorno – sono un vantaggio, allora c’è un altrettanto aspetto che non va. Se qualcuno desiderava con tutto il cuore che la Reggina pagasse questa situazione, la Reggina ha pagato, con cinque punti di penalità, ma ai playoff ci è entrata lo stesso perché evidentemente è stata più brava di altre che invece hanno speso molto di più e sono retrocesse.

In ultimo, ci poniamo una domanda, prendendo spunto anche dal comunicato della Reggina: per quale motivo il Perugia, così tanto infervorato per questa situazione, non si è costituito parte civile, facendo valere le proprie ragioni ai sensi degli articoli 81 e 104 Cgs-Figc? Per chi non li conoscesse, ecco cosa recitano. “Un terzo può intervenire nel giudizio davanti” a Tribunale (art.81) o Corte (art.104) Federale “qualora sia titolare di una posizione soggettiva rilevante per l’ordinamento federale potenzialmente lesa o pregiudicata”. Non ci risulta che il Perugia si sia costituito parte lesa, perlomeno quando era necessario.

Ora, a disastro avvenuto (retrocessione sul campo, e anche meritata), Santopadre si scatena. Eppure la possibilità di “abbattere” definitivamente la Reggina, il Perugia l’aveva anche avuta, ma ha ben pensato di autoeliminarsi – con degli errori clamorosi – in quella notte del “Curi” che ha invece rilanciato il finale positivo degli amaranto. I casi della vita…