Statuto della Regione Calabria, il Tar respinge la sospensiva: resta il referendum sui sottosegretari

Il presidente del Tar Calabria Gerardo Mastrandrea ha rigettato l’istanza cautelare presentata dalla Regione contro il provvedimento della Corte d’Appello di Catanzaro. La discussione collegiale del ricorso è fissata per il 2 settembre

Il Tar Calabria ha respinto la richiesta della Regione Calabria di sospendere l’efficacia del provvedimento con cui l’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Catanzaro aveva stabilito la necessità di indire un referendum confermativo sulle modifiche allo Statuto regionale relative all’introduzione della figura dei sottosegretari regionali. La decisione è arrivata questa mattina con un decreto firmato dal presidente del Tribunale amministrativo regionale della Calabria, Gerardo Mastrandrea, che ha ritenuto non sussistenti i presupposti per concedere la tutela cautelare richiesta dall’Ente. Nel provvedimento, il presidente del Tar ha affermato testualmente: “Non sussistono i requisiti di estrema gravità e urgenza per concedere la tutela cautelare invocata”. La pronuncia non chiude però definitivamente la vicenda giudiziaria: la trattazione collegiale del ricorso presentato dalla Regione è stata infatti fissata per il prossimo 2 settembre, quando il collegio del Tar Calabria entrerà nel merito della richiesta avanzata dall’amministrazione regionale.

La battaglia della Regione contro il provvedimento della Corte d’Appello

Il contenzioso nasce dalla decisione dell’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello di Catanzaro, che aveva dichiarato necessario sottoporre a referendum confermativo le modifiche introdotte allo Statuto della Regione Calabria riguardanti l’istituzione dei sottosegretari. La Regione Calabria aveva deciso di impugnare il provvedimento, conferendo mandato all’Avvocatura di Stato per presentare ricorso davanti al Tar Calabria con l’obiettivo di ottenere l’annullamento dell’atto ritenuto contrario alle proprie posizioni. Secondo la Regione, infatti, la decisione dell’Ufficio centrale regionale avrebbe avuto conseguenze rilevanti sul percorso di modifica dello Statuto, motivo per cui l’Ente aveva chiesto una sospensione urgente degli effetti del provvedimento in attesa della decisione definitiva.

Scutellà (M5S): “arroganza del potere e terrore del giudizio dei cittadini”

Il Capogruppo del M5S in Regione Calabria Elisa Scutellà si compiace della decisione del TAR, e afferma “il Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza avanzata dal Governatore Roberto Occhiuto, conferma quanto andiamo ripetendo da mesi: la foga con cui il centrodestra tenta di bloccare lo strumento democratico del referendum è l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento arrogante che conferma la loro allergia alla partecipazione. Un comportamento che nasconde una sola realtà: il terrore per il giudizio popolare. Occhiuto si è incaponito in un contenzioso legale con il solo scopo di difendere un provvedimento che non porta alcun beneficio ai calabresi”. “Inaugurare la XIII consiliatura ponendo come atto prioritario una riorganizzazione che risponde unicamente a logiche di spartizione e al mantenimento degli equilibri interni alla maggioranza rappresenta un segnale di gravissima chiusura e disinteresse nei confronti dei cittadini. Si tratta di una scelta ostentata con arroganza che nulla ha a che vedere con l’efficienza amministrativa o con il reale miglioramento della governance regionale”, evidenzia.

Continua il  Capogruppo: “i calabresi affrontano quotidianamente emergenze drammatiche sul fronte dei servizi essenziali, del lavoro e dello sviluppo economico. Impegnare il dibattito e le risorse della Regione per blindare nuove figure è una condotta politica irresponsabile”. L’auspicio, fa sapere la Scutellà, “è che di fronte a questo ennesimo pronunciamento Occhiuto e la sua maggioranza abbiano la maturità di mettere da parte la loro mancanza di rispetto per i processi partecipativi, accettino la sfida della democrazia senza temere il volere dei cittadini, e decidano finalmente di indirizzare ogni energia e risorsa economica verso ciò che è davvero urgente per il futuro della Calabria. Ancora una volta, il diritto prevale sulla pretesa di piegare le regole agli interessi del potere. La democrazia non si teme: si rispetta”.