Una sconfitta che brucia quella della Viola contro Desio, arrivata nel finale di gara, dopo aver dilapidato un vantaggio consistente. Normale che fra i tifosi ci sia un po’ di amarezza, perchè i neroarancio, a parte la seconda gara contro Fiorenzuola, hanno dimostrato di potersela giocare con una big come Orzinuovi e ieri avevano i due punti in tasca. C’è però chi non si perde d’animo come Alessandro, tifoso reggino nato proprio a Desio, che ha scritto alla redazione di StrettoWeb il suo pensiero.
Il nostro lettore ci informa che ha già riunito la vecchia banda di amici per la partita di ritorno al PalaDesio e, come già accaduto in ogni gara in trasferta, il pubblico dei reggini del Nord (o emigrati) si farà sentire anche nei palazzetti avversari.
“Che gara, che emozione. – ha dichiarato – Non vedo l’ora di andare al PalaDesio per la gara di ritorno. Ebbene sì, sono un vostro assiduo lettore per tenermi aggiornato su quanto accade alla mia gente, ed ho già commentato lo strazio vissuto da lontano per le ultime 3 stagioni calcistiche. Sono figlio di chi ha lasciato la Calabria per rendere migliore il Nord. Mio padre, quando sono nato, era medico proprio a Desio, ed io sono nato proprio lì. Vivo in un angolo di terra che mastica basket (tra Desio e Scarpette Rosse) e Calcio. Infatti sono “concittadino” di un “certo” Trapattoni e a pochi passi da un altro “certo” Scirea.
Ho vissuto appieno gli anni di gloria. E ricordo benissimo la Reggina (come ho già avuto modo di raccontarvi per la trasferta di Monza), della Viola e della Medinex. Che anni! E tornando al basket, non potrò mai dimenticare la stagione 89/90 ed il mio personalissimo derby Reggio-Desio. Gasatissimo, soprattutto quando, a partita finita, gioivo “in faccia” ai miei amici. Unico tra tantissimi tifosi Irge.
Ma noi avevamo Caldwell. Ho già riunito la vecchia banda per andare al PalaDesio e rivivere la nostra gioventù. Indipendentemente dal risultato di questa sera, penso sia un rodaggio che passeremo con forza. So già che faremo grandi cose. Reggio sta tornando. Rendeteci orgogliosi. NON ASPETTIAMO ALTRO!“.


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