Spagna, Puente lascia il governo: il ministro dei Trasporti si dimette dopo la strage ferroviaria di Urda

Oscar Puente annuncia le dimissioni davanti al Parlamento dopo il disastro ferroviario di Toledo, che ha provocato morti e feriti. Puente rinuncia anche alle prossime elezioni

Terremoto politico in Spagna dopo la tragedia ferroviaria di Urda. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha annunciato le proprie dimissioni martedì 3 novembre 2026, al termine di un’audizione davanti alla Camera dei deputati, assumendosi la responsabilità politica per il disastro ferroviario avvenuto il 28 ottobre nei pressi di Toledo, nel quale hanno perso la vita 69 persone e circa 200 sono rimaste ferite.

La decisione arriva dopo giorni di fortissime polemiche sulla sicurezza delle ferrovie spagnole e sulle responsabilità del governo nella gestione della rete ad alta velocità. Puente ha definito la propria scelta “positiva per il Paese e per la democrazia”, rivendicando il principio della responsabilità politica.

“non è vero che tutti i politici siamo uguali”, ha dichiarato il ministro, sottolineando il significato delle proprie dimissioni dopo una delle più gravi tragedie ferroviarie della storia recente della Spagna.

Spagna, Oscar Puente si dimette e rinuncia anche alle prossime elezioni

Durante il suo intervento parlamentare, Puente ha annunciato anche che non farà parte delle prossime liste elettorali del Partito Socialista spagnolo (PSOE), spiegando di voler “essere all’altezza del mio partito”.

La scelta rappresenta un cambiamento rispetto alla posizione mantenuta nei giorni precedenti, quando il ministro aveva escluso le dimissioni, sostenendo di non aver adottato decisioni direttamente responsabili dell’incidente.

Le pressioni politiche erano cresciute dopo il disastro di Urda, nella provincia di Toledo, avvenuto a soli nove mesi dalla precedente tragedia ferroviaria di Adamuz, che aveva provocato altre 46 vittime.

La ricostruzione dell’incidente di Urda: il guasto al sistema LZB e lo scontro tra i treni

Nel corso dell’audizione, il ministro ha ricostruito la dinamica dell’incidente che ha coinvolto un treno AVE di Renfe e un convoglio della compagnia Iryo, sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia.

Secondo quanto spiegato da Puente, il centro di controllo di Adif, il gestore pubblico delle infrastrutture ferroviarie spagnole, avrebbe autorizzato il treno AVE a riprendere la marcia dopo un’anomalia al sistema di sicurezza LZB, mentre un altro convoglio Iryo si trovava fermo più avanti sullo stesso percorso.

L’AVE avrebbe quindi percorso circa 25 chilometri a una velocità superiore ai 160 chilometri orari prima della collisione. Le indagini sono ancora in corso per chiarire tutte le responsabilità e le circostanze che hanno determinato lo scontro.

Puente ha comunque difeso l’affidabilità del sistema LZB, annunciando l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici e procedure di controllo per rafforzare la sicurezza della circolazione ferroviaria.

Alta velocità Madrid-Siviglia, Puente difende gli investimenti: 780 milioni per il rinnovo

Nonostante la gravità dell’incidente, il ministro uscente ha respinto le accuse relative a una presunta mancanza di investimenti e manutenzione sulla linea ferroviaria interessata dalla tragedia.

“Non è un’infrastruttura né abbandonata né dimenticata”, ha assicurato durante l’audizione, ricordando che il governo ha avviato un piano di rinnovamento da 780 milioni di euro per la linea ad alta velocità Madrid-Siviglia.

La tragedia ha tuttavia riaperto il confronto sull’efficacia dei protocolli di sicurezza e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione, soprattutto in presenza di anomalie ai sistemi automatici di controllo dei treni.

Le opposizioni contro Puente: le critiche di Partito Popolare e Vox

Durante il confronto parlamentare sono arrivate critiche dai principali partiti di opposizione. La portavoce del Partito Popolare, Ester Muñoz, ha contestato al ministro che la sua responsabilità “non è spiegare gli incidenti mortali, ma evitarli”.

Particolarmente duro anche l’intervento della portavoce di Vox, Pepa Millán, che ha accusato Puente di “scaricare le responsabilità” su altri soggetti coinvolti nella gestione ferroviaria.

“Non ha né dignità né vergogna”, ha dichiarato Millán, mettendo in discussione la permanenza del ministro alla guida del dicastero.

Ferrovie spagnole, verso lo sciopero del 17 novembre dopo le tragedie di Urda e Adamuz

Intanto cresce la preoccupazione tra i lavoratori del settore ferroviario. Il comitato aziendale di Adif ha deciso di promuovere uno sciopero per il 17 novembre, chiedendo interventi concreti per migliorare la sicurezza dell’intera rete.

La mobilitazione, concordata dalle rappresentanze sindacali ma non ancora formalmente proclamata, si inserisce in un clima di crescente tensione dopo i due gravi incidenti di Adamuz e Urda, avvenuti a distanza di appena nove mesi.

Le dimissioni di Óscar Puente segnano così un passaggio politico importante nella crisi aperta dalla strage ferroviaria di Toledo. Rimangono però sul tavolo le questioni legate alla sicurezza dei treni, alle procedure di controllo e alle responsabilità tecniche che dovranno essere chiarite dalle indagini.