La Procura di Messina ha avviato un’inchiesta con l’ipotesi di incendio e disastro colposo dopo il violento rogo che ha devastato l’edificio della Camera di Commercio. A riportarlo sono alcuni media locali. Le indagini puntano a ricostruire le cause dell’incendio e ad accertare eventuali responsabilità, mentre, al termine delle verifiche tecniche sulla sicurezza e sulla stabilità delle strutture, è stato disposto il sequestro dell’intero stabile. Inizialmente il provvedimento riguardava soltanto il tetto e il terzo piano, ma successivamente è stato esteso a tutto l’edificio.
Incendio alla Camera di Commercio di Messina, le indagini sulle cause del rogo
Gli investigatori della Squadra Mobile, della Polizia Scientifica e gli specialisti dei Vigili del Fuoco sono impegnati negli accertamenti per individuare il punto da cui si sono propagate le fiamme e stabilire che cosa abbia provocato l’incendio. Al momento vengono prese in considerazione diverse ipotesi, nessuna delle quali risulta ancora accertata. Una delle piste riguarda un possibile cortocircuito elettrico all’interno di un locale situato al terzo piano dell’edificio. Gli approfondimenti investigativi si concentrano però anche su alcuni lavori al tetto della Camera di Commercio, che sarebbero stati decisi in seguito a infiltrazioni d’acqua segnalate dal personale. Gli inquirenti dovranno chiarire chi abbia eventualmente autorizzato gli interventi, quale impresa sia stata incaricata di eseguirli e quali misure di sicurezza siano state adottate durante le operazioni. Si tratta di aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti, necessari per verificare se possa esserci un collegamento tra i lavori e l’origine dell’incendio.
La testimonianza sugli operai e l’utilizzo di un cannello a gas
Un ulteriore elemento al vaglio degli investigatori riguarda le testimonianze raccolte sulle attività che sarebbero state svolte sul tetto nel giorno del rogo. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, alcuni operai stavano procedendo alla posa di una guaina protettiva, utilizzando un cannello a gas per collocarla tra la copertura e la struttura di sostegno in legno. L’utilizzo del cannello potrebbe aver provocato un surriscaldamento di alcune parti della struttura, favorendo l’innesco delle fiamme.
Anche questa, tuttavia, resta una ipotesi investigativa da verificare attraverso gli accertamenti tecnici e la ricostruzione delle attività svolte prima dell’incendio. L’inchiesta della Procura dovrà quindi stabilire se il rogo sia stato provocato da un problema elettrico, da un eventuale incidente durante i lavori o da altre circostanze ancora da individuare. Intanto, il sequestro dell’intera Camera di Commercio di Messina rappresenta un passaggio importante per consentire gli ulteriori approfondimenti investigativi sulle cause dell’incendio che ha gravemente danneggiato l’edificio.







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