Fischi per il sindaco Federico Basile e l’assessore Massimo Finocchiaro allo stadio “Giovanni Celeste” di Messina, in occasione del ritorno dei giallorossi nello storico impianto cittadino. Una giornata significativa per il calcio messinese, segnata anche dalla contestazione nei confronti dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale e da una successiva polemica che coinvolge il giornalista Emilio Pintaldi. Sulla vicenda interviene Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputato messinese di Forza Italia, che esprime solidarietà al cronista e critica duramente il comportamento dell’assessore Finocchiaro, accusato “di averlo attaccato pubblicamente dopo il racconto di quanto accaduto allo stadio, coinvolgendo anche sua moglie”.
Fischi al Celeste, scoppia la polemica tra Finocchiaro e il giornalista Pintaldi
Al centro della controversia c’è il resoconto giornalistico della contestazione ricevuta dal sindaco e dall’assessore durante la giornata al Celeste. Secondo quanto riferito da Siracusano, Finocchiaro avrebbe reagito criticando pubblicamente Emilio Pintaldi, andando oltre il confronto sul contenuto della notizia. “Un giornalista che fa semplicemente il proprio mestiere, raccontando i fatti di cronaca per amore della verità e per informare i cittadini su ciò che accade. È quanto ha fatto oggi Emilio Pintaldi, riferendo di quanto avvenuto allo stadio Celeste. Eppure, l’assessore Massimo Finocchiaro non ha trovato di meglio da fare che attaccarlo pubblicamente, arrivando persino a tirare in ballo sua moglie”, dichiara il parlamentare.
Siracusano: “piena solidarietà a Emilio Pintaldi”
Nel suo intervento, l’esponente di Forza Italia esprime una valutazione positiva del lavoro svolto dal cronista messinese e manifesta preoccupazione per il rapporto tra l’Amministrazione comunale e gli organi di informazione. “Esprimo la mia piena solidarietà a Emilio Pintaldi, giornalista di grande qualità e serietà, una delle voci autorevoli del panorama dell’informazione messinese”, afferma Siracusano. Il parlamentare allarga quindi la propria critica alla gestione del confronto pubblico da parte dell’Amministrazione, sostenendo che la vicenda rappresenti un segnale di insofferenza verso le notizie e le osservazioni non gradite. “La reazione dell’assessore della giunta Basile, fuori luogo e del tutto inopportuna, è l’ennesima manifestazione di un atteggiamento che desta forte preoccupazione: l’insofferenza di un’amministrazione che sembra non tollerare le critiche, le domande scomode e il libero esercizio del giornalismo”, sostiene il sottosegretario.
Libertà di stampa, l’affondo del sottosegretario contro la giunta Basile
Per Siracusano, l’episodio non riguarda soltanto il confronto tra un amministratore e un giornalista, ma pone una questione più ampia sul rispetto dell’autonomia dell’informazione e sulla possibilità di raccontare anche vicende politicamente scomode. “Un atteggiamento che, al di là dei singoli episodi, finisce per colpire non soltanto chi esercita il diritto di cronaca, ma il principio stesso della libertà di stampa”, aggiunge la parlamentare. La presa di posizione si conclude con la richiesta di riconoscere e tutelare il ruolo dei giornalisti nel dibattito pubblico, indipendentemente dal contenuto delle notizie riportate. “Una vicenda francamente censurabile, che merita una presa di posizione chiara. Il giornalismo libero, anche quando è scomodo, non è un fastidio da zittire, ma un presidio fondamentale della democrazia”, conclude Matilde Siracusano.


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