Area dello Stretto, Marcianò (Noi Moderati): “l’accordo Cannizzaro-Basile include tutti i comuni. I sindaci parlano a nome delle Aree Metropolitane”

L'esponente di Noi Moderati interviene sulle perplessità sollevate da alcune amministrazioni locali, tra cui Campo Calabro, dopo l'intesa siglata dai sindaci Cannizzaro e Basile: “l'obiettivo è rafforzare l'intera Area dello Stretto, non isolare i territori”

L’accordo strategico tra Reggio Calabria e Messina, siglato nelle scorse settimane a bordo della nave Elio dai sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile, continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale sulle prospettive di sviluppo dell’Area dello Stretto. Dopo le perplessità espresse da alcune amministrazioni locali, tra cui il Comune di Campo Calabro, interviene Michele Marcianò, esponente di Noi Moderati, per chiarire la portata del protocollo d’intesa e ribadire che l’iniziativa non intende escludere nessuno dei territori interessati. Secondo Marcianò, l’accordo deve essere interpretato come il punto di partenza di un percorso di collaborazione tra le due sponde dello Stretto, destinato a coinvolgere anche i Comuni della fascia costiera e dell’entroterra delle rispettive aree metropolitane.

Accordo Reggio Calabria-Messina, Marcianò: “nessun territorio è stato escluso”

L’esponente di Noi Moderati respinge le critiche di chi teme che il protocollo possa attribuire un ruolo esclusivo alle due città capoluogo, lasciando ai margini gli altri centri dell’area integrata dello Stretto. “L’intesa Reggio-Messina non ha mai inteso escludere nessun territorio, tanto meno i comuni dell’Area dello Stretto e della fascia costiera, men che meno quelli dell’hinterland”, chiarisce Marcianò. Per l’esponente politico, la collaborazione tra le amministrazioni rappresenta proprio lo strumento attraverso il quale costruire un modello di sviluppo capace di coinvolgere l’intero territorio. “Anzi, è proprio la sinergia tra enti e tra comuni limitrofi a dover rappresentare il vero motore di uno sviluppo inclusivo per l’intera area metropolitana di Reggio Calabria e quindi, di conseguenza, dell’area integrata dello Stretto. È fondamentale ristabilire la corretta interpretazione istituzionale di quanto fortemente voluto dal Sindaco Cannizzaro e dal Sindaco Basile”, aggiunge.

Il ruolo delle Città Metropolitane nell’intesa tra Cannizzaro e Basile

Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda il ruolo istituzionale dei sindaci di Reggio Calabria e Messina, che Marcianò invita a considerare non soltanto come rappresentanti delle rispettive città, ma anche come figure di riferimento per le comunità metropolitane. L’esponente di Noi Moderati sottolinea che il protocollo nasce con l’ambizione di rafforzare il peso politico e istituzionale dell’intera Area dello Stretto nei rapporti con il Governo nazionale. “Voglio evidenziare a chiare lettere che i sindaci delle due città capoluogo non agiscono semplicemente come amministratori dei rispettivi singoli confini comunali, ma ricoprono il ruolo istituzionale di rappresentanti delle due Aree Metropolitane di riferimento. Quando si muovono Messina e Reggio Calabria, si muove un bacino immenso che racchiude e tutela gli interessi di tutti i comuni limitrofi. L’asse tra Cannizzaro e Basile nasce proprio per dare forza contrattuale e centralità politica a un’intera comunità metropolitana nei confronti del Governo centrale”, afferma Marcianò.

Le perplessità di Campo Calabro e la risposta di Noi Moderati

Marcianò interviene anche sulle preoccupazioni espresse dal sindaco di Campo Calabro, riconoscendo l’attenzione degli amministratori locali verso il futuro delle proprie comunità, ma contestando l’idea che l’accordo possa avere carattere esclusivo. “Comprendiamo l’attenzione dei sindaci per le sorti delle proprie comunità, ma respingiamo con forza la narrazione di un accordo ‘escludente’. Le porte non sono mai state chiuse a nessuno”, dichiara. L’esponente di Noi Moderati ribadisce che il coinvolgimento degli altri enti locali rappresenta, nella prospettiva del protocollo, una componente fondamentale delle successive fasi di pianificazione. L’obiettivo indicato è quello di costruire un percorso condiviso che consenta alle amministrazioni interessate di contribuire alla definizione delle priorità e dei progetti per l’intera Area dello Stretto.

Trasporti, turismo e università: le direttrici dello sviluppo nell’Area dello Stretto

Nel suo intervento, Marcianò richiama anche i contenuti del protocollo d’intesa tra Reggio Calabria e Messina, articolato, secondo quanto riferito, attorno a sei direttrici strategiche. Tra gli ambiti citati figurano i trasporti intermodali, la costruzione di un brand turistico unico per valorizzare le due sponde dello Stretto e il rafforzamento delle sinergie universitarie. Settori nei quali, secondo l’esponente di Noi Moderati, la collaborazione tra le due città può rappresentare un’opportunità anche per i centri più piccoli, favorendo una visione integrata delle politiche di sviluppo. “Semmai è proprio sul letto della sinergia istituzionale che si basa questo protocollo, che tocca sei direttrici chiave come i trasporti intermodali, il brand turistico unico e le sinergie universitarie, è il perno attorno al quale far ruotare le istanze di tutti. La partecipazione degli altri comuni non è solo gradita, ma strutturalmente prevista nelle fasi successive di pianificazione”, sottolinea Marcianò.

Marcianò: “solo uniti possiamo vincere la sfida dello sviluppo dello Stretto”

La posizione di Michele Marcianò si conclude con un appello alla collaborazione tra le amministrazioni delle due sponde, superando le contrapposizioni legate al ruolo dei singoli Comuni. Per l’esponente di Noi Moderati, l’intesa promossa dai sindaci Cannizzaro e Basile deve diventare un’occasione per rafforzare la capacità dell’Area Metropolitana integrata dello Stretto di affrontare le sfide dei prossimi anni, dalla mobilità alla crescita economica, fino alle opportunità occupazionali. “L’obiettivo – conclude Marcianò – non è isolare, bensì fare squadra. Solo uniti, valorizzando il ruolo delle Città Metropolitane, possiamo vincere la sfida dello sviluppo economico, infrastrutturale e occupazionale che attende lo Stretto”.