Tornado a Marsala, Anci Sicilia lancia l’allarme: “Territorio fragile, la Regione intervenga subito sulla prevenzione”

Dopo le violente trombe d'aria che hanno colpito il Trapanese, provocando feriti e danni, il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano chiedono la convocazione urgente della cabina di regia sui cambiamenti climatici

Le violente trombe d’aria che hanno colpito Marsala e il territorio della provincia di Trapani, provocando feriti e danni, riaccendono il dibattito sulla sicurezza del territorio siciliano e sulla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione dei rischi meteorologici. A intervenire sono Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, che esprimono preoccupazione per quanto accaduto e chiedono alla Regione interventi concreti per affrontare le conseguenze dei fenomeni atmosferici estremi.

“Le trombe d’aria che hanno colpito Marsala e il territorio trapanese, provocando feriti e danni, destano profonda preoccupazione. Esprimiamo vicinanza alle persone coinvolte, ai sindaci e alle comunità colpite, e ringraziamo i soccorritori impegnati nell’emergenza”, dichiarano i due rappresentanti dell’associazione dei Comuni siciliani. L’attenzione di Anci Sicilia non si concentra soltanto sull’emergenza di queste ore, ma anche sulla necessità di adottare una strategia di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici, coinvolgendo istituzioni regionali, amministrazioni locali, Protezione civile e mondo scientifico.

Amenta: “la Sicilia affronta emergenze continue, preoccupa soprattutto la sicurezza dei bambini”

Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, richiama la successione di emergenze che hanno interessato l’Isola nel corso del 2026, dalle calamità dei primi mesi dell’anno agli incendi estivi, fino ai violenti fenomeni meteorologici che hanno investito il Trapanese. Secondo Amenta, questi episodi evidenziano la vulnerabilità del territorio e rendono necessario accelerare gli interventi destinati a ridurre l’esposizione della popolazione ai rischi.

“Dalle calamità di inizio anno agli incendi estivi, fino agli eventi atmosferici di queste ore, la Sicilia sta affrontando emergenze di diversa natura che mettono in evidenza la fragilità del territorio”, afferma. La preoccupazione principale riguarda la tutela della vita umana, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.“La preoccupazione più grande riguarda l’incolumità delle persone, soprattutto dei bambini. È necessario imprimere un’accelerazione alle politiche di prevenzione, a partire dall’attuazione dei decreti del 2023 in materia, e rafforzare gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici”, sottolinea il presidente.

Cambiamenti climatici, Anci Sicilia chiede una cabina di regia urgente alla Regione

Una delle richieste principali avanzate da Anci Sicilia riguarda la convocazione urgente della cabina di regia regionale sui cambiamenti climatici.Secondo Amenta, è necessario rendere stabile il coordinamento tra le diverse istituzioni coinvolte nella gestione e nella prevenzione dei rischi, evitando che il confronto si limiti ai momenti immediatamente successivi alle emergenze. “Chiediamo alla Regione siciliana di convocare con urgenza la cabina di regia sui cambiamenti climatici e di assicurarne un’attività costante”, dichiara il presidente. L’obiettivo è costruire un percorso operativo che coinvolga Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche, definendo con precisione gli interventi da realizzare.

“Occorre mettere attorno allo stesso tavolo Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche, con un programma operativo che individui priorità, risorse, soggetti responsabili e scadenze. A questo lavoro deve accompagnarsi una verifica periodica degli interventi effettivamente realizzati”, aggiunge Amenta. La richiesta non riguarda quindi soltanto l’apertura di un confronto istituzionale, ma anche la necessità di stabilire responsabilità, tempi e strumenti per verificare concretamente l’attuazione delle misure previste.

Alvano: “i Comuni sono in prima linea, ma non hanno risorse sufficienti”

Il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, pone invece l’attenzione sulle difficoltà affrontate quotidianamente dalle amministrazioni comunali nella gestione delle emergenze. I Comuni rappresentano il primo riferimento istituzionale per i cittadini quando si verificano eventi meteorologici pericolosi, ma spesso devono operare con risorse economiche e personale insufficienti. “I Comuni sono il primo punto di riferimento per i cittadini nelle emergenze, ma non possono affrontare responsabilità così rilevanti con uffici impoveriti e risorse insufficienti”, osserva Alvano.

Da qui la richiesta di un rafforzamento del sostegno tecnico e finanziario alle amministrazioni locali, necessario per rendere più efficaci gli strumenti di prevenzione e intervento. “Servono supporto tecnico e finanziamenti continuativi per aggiornare e rendere operativi i piani comunali di protezione civile, svolgere esercitazioni, migliorare la comunicazione delle allerte e organizzare l’assistenza alle persone più vulnerabili”, sottolinea il segretario generale. Tra le priorità indicate figurano dunque l’aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile, le esercitazioni, una comunicazione più efficace degli avvisi di allerta e l’organizzazione dell’assistenza alle persone maggiormente esposte ai rischi.

Drenaggio, edifici e infrastrutture: gli interventi necessari per ridurre i rischi

Anci Sicilia richiama anche l’importanza della manutenzione ordinaria e della verifica delle condizioni del territorio, considerati strumenti essenziali per limitare le conseguenze delle emergenze. Il segretario generale Alvano indica alcuni ambiti nei quali ritiene necessario intervenire con maggiore continuità. “Va inoltre rafforzata la prevenzione sul territorio: manutenzione delle reti di drenaggio, verifica delle condizioni degli edifici e delle infrastrutture pubbliche, individuazione delle situazioni di maggiore esposizione al rischio”, afferma. L’obiettivo è individuare preventivamente le criticità e programmare gli interventi necessari, evitando di concentrare l’attenzione esclusivamente sulla gestione delle conseguenze delle calamità. La manutenzione delle reti di drenaggio, il controllo degli edifici pubblici e delle infrastrutture e l’identificazione delle aree più vulnerabili vengono quindi indicati come elementi di una strategia di prevenzione da rafforzare su tutto il territorio siciliano.

“La prevenzione deve diventare una priorità concreta dei bilanci pubblici”

Nella parte conclusiva del suo intervento, Paolo Amenta ribadisce la necessità di cambiare il modo in cui le istituzioni affrontano i rischi legati agli eventi atmosferici e alle altre calamità. Secondo il presidente di Anci Sicilia, non è sufficiente intervenire quando l’emergenza è già in corso: occorre programmare per tempo le attività di prevenzione e garantire una collaborazione continuativa tra i diversi livelli istituzionali. “Occorre una marcia in più rispetto al passato. La sicurezza delle comunità si costruisce prima delle emergenze, con interventi verificabili e una collaborazione stabile tra Stato, Regione ed enti locali”, afferma. La richiesta è anche di natura finanziaria, perché le politiche di prevenzione possano trovare spazio nella programmazione economica delle amministrazioni. “La prevenzione deve diventare una priorità concreta dei bilanci e delle scelte sul territorio”, conclude Amenta.