La crisi politica che attraversa la Regione Siciliana si arricchisce di un nuovo e durissimo intervento. A parlare è Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia, che chiama direttamente in causa il presidente della Regione Renato Schifani e gli attribuisce una precisa responsabilità politica rispetto alla fase che sta vivendo l’amministrazione regionale. Cracolici non formula una richiesta secca e automatica di dimissioni, ma pone apertamente il problema della capacità del governatore di continuare a gestire l’attuale fase politica, ormai sempre più proiettata verso la prossima scadenza elettorale.
Le dichiarazioni sono state rese a Palermo, a margine delle commemorazioni per il quarantesimo anniversario dell’uccisione di Claudio Domino, in un momento di particolare tensione per il governo regionale. Sullo sfondo c’è anche il nuovo caso giudiziario che ha coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Armao si è dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione. La richiesta cautelare e le contestazioni della Procura dovranno naturalmente essere valutate nelle sedi competenti e resta ferma la presunzione di non colpevolezza.
Cracolici su Schifani: “deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase”
La presa di posizione del presidente dell’Antimafia regionale parte proprio dalla domanda sulla possibilità che Schifani possa dimettersi. Cracolici dichiara testualmente: “Schifani deve dimettersi? Certamente ha una responsabilità politica e deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase che, tra l’altro, ci avvicina ormai al voto. Le sue responsabilità devono essere giudicate dal popolo e dai cittadini che hanno affidato a lui il compito di governare questa Sicilia. Il rischio è che il governo di questi anni ci riporti drammaticamente al passato peggiore che questa terra abbia mai vissuto. La vicenda che è esplosa è assai grave, soprattutto perché reiterata da diversi episodi di corruzione da parte dei vertici più importanti di questa regione”.
Il nodo della responsabilità politica del presidente della Regione
Il punto centrale dell’intervento è proprio la distinzione tra responsabilità giudiziarie individuali e responsabilità politica di chi dirige le istituzioni. Cracolici non entra nel merito degli accertamenti penali, ma sostiene che la ripetizione di episodi che coinvolgono figure di rilievo dell’apparato regionale imponga una riflessione più ampia sulla gestione politica. La sua tesi è che un presidente della Regione non possa limitarsi a considerare ogni singolo episodio come una vicenda autonoma, perché quando i casi si moltiplicano si pone inevitabilmente un problema di controllo, selezione della classe dirigente, trasparenza e funzionamento della macchina amministrativa. È proprio su questo terreno che la Commissione regionale Antimafia ha annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’amministrazione regionale. Il primo a essere ascoltato dovrebbe essere proprio Renato Schifani.
Antimafia regionale, Schifani sarà ascoltato
La decisione della Commissione Antimafia aggiunge ulteriore peso istituzionale al confronto politico. Cracolici aveva già spiegato che l’organismo intende verificare la tenuta e l’efficacia dei sistemi di controllo interno, dei meccanismi di trasparenza e delle procedure di prevenzione delle condotte illecite all’interno della Regione. Il presidente Schifani sarà quindi chiamato a riferire davanti alla Commissione su un quadro che non riguarda soltanto il caso Armao, ma più in generale il funzionamento dell’amministrazione regionale. Nelle ore precedenti, lo stesso Cracolici aveva utilizzato un’espressione molto dura per descrivere il clima attuale negli uffici regionali, sostenendo che l’impressione fosse quella di una presenza ormai pervasiva delle indagini rispetto al normale funzionamento amministrativo.
Il caso Armao e la richiesta di arresto per corruzione
Il nuovo fronte politico si è aperto dopo il coinvolgimento di Gaetano Armao, già assessore regionale all’Economia e più recentemente consigliere giuridico di Schifani. Secondo quanto riportato dalle cronache, la Procura di Palermo ha chiesto il suo arresto per corruzione, contestandogli di avere ricevuto denaro mentre era alla guida della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, organismo coinvolto nei procedimenti relativi anche a eolico e fotovoltaico. Armao si è dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del governatore. Anche un ufficio da lui utilizzato nel Palazzo della Presidenza è stato interessato dalle attività investigative. Si tratta, è necessario ribadirlo, di contestazioni ancora da accertare giudiziariamente. Una richiesta di misura cautelare non equivale a una condanna e la responsabilità penale potrà essere stabilita esclusivamente nelle sedi giudiziarie competenti.
Cracolici: “del caso Armao penso tutto il male possibile”
Sul caso specifico, tuttavia, il giudizio politico di Cracolici è estremamente severo. Il presidente dell’Antimafia regionale afferma: “cosa ne penso del caso Armao? Tutto il male possibile – ha proseguito – Purtroppo le istituzioni, e la macchina pubblica in generale, stanno dando il peggiore volto di sé, aldilà degli aspetti connessi a episodi di reato, che sono da dimostrare con tutte le garanzie del caso. E’ evidente però che, in questi anni, si è abbassata la soglia di percezione e di ruolo pubblico da parte di tutte le istituzioni, perché sono troppi gli episodi che si sono ripetuti in questi ultimi anni e c’è una grave responsabilità politica, innanzitutto, da parte di chi dirige le istituzioni. Io penso che la Regione, rispetto a tutto questo, stia pagando un prezzo altissimo a causa di un abbassamento della tensione morale, che è fondamentale anche per supportare il buon governo”.


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