Il Ponte sullo Stretto e l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto non sono due progetti alternativi, ma possono rappresentare elementi complementari di un’unica strategia di sviluppo. È questa la visione dei sindaci di Messina e Reggio Calabria, Federico Basile e Francesco Cannizzaro, secondo i quali (soprattutto per il primo cittadino forzista) la realizzazione del Ponte potrebbe rafforzare ulteriormente il percorso di integrazione tra le due sponde, contribuendo a rendere ancora più stretti i collegamenti e le relazioni tra i territori. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo la firma del protocollo d’intesa per l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto, sottoscritto oggi, venerdì 16 ottobre, a bordo della nave Elio di Caronte & Tourist. A intervenire è stato il Partito Democratico di Messina, attraverso una nota congiunta del segretario provinciale Armando Hyerace e dei consiglieri comunali Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone. I rappresentanti dem sostengono che l’assenza del Ponte dal documento dimostrerebbe come l’integrazione tra le due città possa realizzarsi senza l’infrastruttura e che gli stessi sindaci abbiano, nei fatti, superato quell’idea.
Il PD: “una vera Area integrata non passa dal Ponte”
La posizione del Partito Democratico parte dall’esame del protocollo sottoscritto dalle amministrazioni comunali. Secondo Hyerace e i tre consiglieri, l’accordo rappresenterebbe la dimostrazione che la collaborazione tra le due sponde non necessita del collegamento stabile. “Prendiamo atto dell’intesa sottoscritta dai sindaci di Messina e Reggio Calabria per un’Area integrata dello Stretto. Il protocollo firmato, nei suoi contenuti, prescinde completamente dal Ponte. È la conferma che una vera area integrata non passa dal Ponte, e che nei fatti Basile e Cannizzaro hanno già superato quell’idea. Il Ponte lo citano solo nei post, non nel documento ufficiale: evidentemente non ci credono neanche loro”, affermano i rappresentanti del PD. Un protocollo che non prevede il Ponte non è necessariamente un protocollo contrario al Ponte. L’assenza di un riferimento esplicito all’opera non dimostra, da sola, né un cambiamento di posizione dei sindaci né l’esistenza di una contrapposizione tra i due progetti.
Il PD propone un miliardo di euro e chiede di utilizzare parte dei fondi del Ponte
Accanto alle critiche, il Partito Democratico pone una questione concreta: quella delle risorse economiche necessarie per realizzare gli interventi previsti nell’ambito dell’Area integrata. “Il protocollo individua interventi infrastrutturali, economici e sociali che richiedono investimenti importanti e risorse certe. Con quali fondi intendono realizzarli?”, chiedono Hyerace, Russo, Russo e Perrone. I democratici richiamano quindi il disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, depositato al Senato a prima firma del senatore Antonio Nicita. La proposta, secondo quanto spiegato nella nota, contempla misure per i collegamenti marittimi e l’intermodalità, l’aeroporto dello Stretto, la portualità e la logistica, gli incentivi alle imprese e all’occupazione, l’economia del mare e strumenti comuni di programmazione.
Tra le misure indicate figura anche la gratuità dell’attraversamento dello Stretto per i residenti e le imprese delle due città metropolitane. “Il nostro disegno di legge prevede investimenti per un miliardo di euro, con fonti di finanziamento precise, tra cui 600 milioni da recuperare rimodulando gli stanziamenti destinati al Ponte, oggi bloccati o differiti. Mentre il Governo Meloni continua a tenere impegnate risorse ingenti per un’opera che non riesce a partire, i territori attendono collegamenti efficienti, infrastrutture moderne e opportunità di sviluppo”, sostengono i rappresentanti del PD.
Due visioni dello sviluppo dello Stretto che non devono necessariamente escludersi
Il Partito Democratico ricorda inoltre che il disegno di legge è stato presentato il 28 settembre a Palazzo Zanca, alla presenza di rappresentanti delle parti sociali, delle categorie produttive, delle istituzioni e dello stesso sindaco Federico Basile. I democratici auspicano che il percorso possa essere rafforzato anche con il contributo della comunità reggina e che le interlocuzioni politiche delle due amministrazioni favoriscano un’accelerazione dell’esame parlamentare. “Siamo disponibili a un confronto nel merito e a lavorare per rafforzare gli interventi su entrambe le sponde. Adesso ci aspettiamo che anche i sindaci dicano con quali risorse intendono realizzare il loro programma”, concludono.


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